Cremona mette in campo due mosse concrete per la candidatura a Capitale italiana della Cultura 2029 un concerto-evento che porterà lo storico violino dello Stradivari a Genova e un processo di co-progettazione che coinvolge istituzioni, associazioni e operatori culturali del territorio. L’evento musicale è in programma il 10 luglio alle 18.30 nella Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale, nell’ambito dell’UlisseFest, mentre il lavoro sul dossier proseguirà con laboratori dedicati e tavoli tematici fino alla consegna prevista entro la fine di settembre.
Il concerto “Uno Stradivari a Genova” e il valore simbolico dello Stradivari Vesuvio
Per l’occasione il Comune di Cremona, insieme al Museo del Violino e a Lonely Planet, trasferirà a Genova lo Stradivari chiamato Vesuvio costruito nel 1727. Lo strumento sarà il fulcro del concerto-evento che vedrà sul palco il violinista Edoardo Zosi, impegnato in un programma che spazia dalle Fantasie di Telemann alle Partite di Bach, fino a brani di Paganini, Brahms, Kreisler, Respighi e Ysaÿe. L’intento è mettere in luce le qualità timbriche e l’espressività dello Stradivari attraverso un repertorio che attraversa secoli di tecnica violinistica.
Saluti istituzionali e narrazione dello strumento
La serata si aprirà con i saluti istituzionali della sindaca di Genova, Silvia Salis, e del sindaco di Cremona, Andrea Virgilio. A introdurre la storia dello strumento sarà Riccardo Angeloni, conservatore del Museo del Violino, che racconterà i quasi tre secoli di vita del Vesuvio, collegando lo strumento ai contesti urbani, agli artisti e alle vicende che ne hanno segnato il percorso. La presenza pubblica dello Stradivari a Genova intende sottolineare il legame storico tra le due città legate alla grande liuteria italiana.
Co-progettazione del dossier: partecipazione e tavoli tematici al Museo Diocesano
Parallelamente all’iniziativa a Genova, Cremona sta conducendo un percorso di co-progettazione per costruire il dossier di candidatura. Nelle giornate dedicate, che hanno visto la partecipazione di quasi 100 persone in rappresentanza di oltre 60 organizzazioni, si sono attivati tavoli tematici improntati a tre filoni: città di pianuracittà aperta e città contemporanea. L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione è trasformare la candidatura in una visione condivisa e capace di lasciare un’eredità duratura per il territorio.
Esperienze e best practice portate al confronto
Tra gli interventi significativi è stato richiamato l’esempio di Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027 come processo di rete ed ecosistema culturale, con esperienze organizzative e di pubblico che possono essere utili per strutturare il progetto cremonese. Nel corso dei laboratori sono state inoltre approfondite le scelte di identità grafica e concept della candidatura, elementi considerati strategici per la presentazione del dossier al Ministero della Cultura.
Le dichiarazioni dei rappresentanti istituzionali hanno ribadito che la sfida non è solo raccontare il passato, ma dimostrare come la tradizione possa diventare motore di innovazione, inclusione sociale, educazione e attrattività urbana. Il sindaco Andrea Virgilio ha sottolineato come la candidatura debba essere uno strumento per valorizzare le energie locali e per costruire un progetto culturale concreto e riconoscibile a livello nazionale e internazionale.
L’assessore alla Cultura Rodolfo Bona e l’assessore al Turismo Luca Burgazzi hanno evidenziato come la partecipazione di istituzioni, operatori culturali, associazioni e imprese sia stata ampia e volontaria: la costruzione del dossier è concepita come un lavoro collettivo che mette insieme competenze e proposte per un programma radicato nell’identità di Cremona ma aperto al dialogo esterno.
Nel complesso, l’accostamento tra l’evento-musicale con lo Stradivari Vesuvio e le giornate di co-progettazione rappresenta una strategia duplice: comunicare l’identità storica di Cremona attraverso un’icona riconosciuta nel mondo della liuteria e, allo stesso tempo, mettere in moto un processo partecipativo per definire contenuti e progetti che comporranno il dossier per la Capitale italiana della Cultura 2029. Il percorso prevede la culminazione con la consegna del dossier entro la fine di settembre, dopo un confronto diffuso con il territorio che ha già coinvolto decine di soggetti locali.



