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7 Giugno 2026

Ballottaggi 2026: quando si vota e le città chiave coinvolte

Sei capoluoghi tornano al voto per i ballottaggi delle amministrative: Agrigento, Arezzo, Chieti, Lecco, Macerata e Trani. Dettagli su candidati, numeri del primo turno, orari di voto e regole pratiche per gli elettori

Ballottaggi 2026: quando si vota e le città chiave coinvolte

Le urne si riaprono per il secondo turno in una quarantina di Comuni che non hanno eletto il sindaco al primo turno: tra questi spiccano AgrigentoArezzoChietiLeccoMacerata e Trani. Gli elettori interessati superano il milione e la tornata comprende anche il primo turno in numerosi centri della Sardegna. Le operazioni di voto sono programmate la domenica e il lunedì successivi, con orari stabiliti a livello nazionale per consentire la scelta definitiva dei due candidati più votati al primo turno.

In ogni partita locale i numeri del primo turno e gli eventuali apparentamenti fanno la differenza: alle coalizioni tocca ora catturare i voti rimasti sui terzi incomodi o convincere gli astensionisti. Le caratteristiche dei singoli contesti urbani riflettono scenari differenti, da città con sindaci uscenti in corsa per il bis a amministrazioni storicamente orientate verso un campo politico preciso.

Agrigento, Arezzo, Chieti, Lecco, Macerata e Trani: candidati e prime cifre

Ad Agrigento la sfida oppone Michele Sodano, sostenuto dal campo largo del centrosinistra, a Dino Alonge, sostenuto da forze del centrodestra e da gruppi autonomisti. Al primo turno Sodano è arrivato vicino al 40% contro il 34,7% di Alonge; il terzo candidato, appoggiato da Lega e forze centriste, aveva raccolto circa il 14%, risorsa decisiva per il risultato finale.

Ad Arezzo il confronto è tra Marcello Comanducci per il centrodestra e Vincenzo Ceccarelli per il centrosinistra. Comanducci guidava la prima tornata con oltre il 43% mentre Ceccarelli era al 32%: al centro della partita restano i consensi del civico Marco Donati, che al primo turno aveva ottenuto una quota significativa vicino al 20%, e l’orientamento dei votanti centristi sarà determinante.

A Chieti il nome di spicco è Giovanni Legnini, avanti al primo turno con il 47,2%, contro Cristiano Sicari, che aveva raccolto il 27,5% circa. Tra i fattori chiave vi è l’apparentamento: il centrodestra, inizialmente diviso, ha stipulato intese con liste che avevano sostenuto altri candidati al primo turno, incluse formazioni centriste e la lista leghista, modificando la geografia dei voti disponibili.

La corsa a Lecco vede il sindaco uscente Mauro Gattinoni per il centrosinistra contrapposto a Filippo Boscagli per il centrodestra. Boscagli aveva chiuso il primo turno in vantaggio, vicino al 49%, mentre Gattinoni si è fermato intorno al 42,5%. Alcune liste minori hanno lasciato libertà di voto, un elemento che può far pendere l’ago della bilancia.

A Macerata la contesa è estremamente serrata: il sindaco uscente Sandro Parcaroli del centrodestra ha mancato il risultato al primo turno per una manciata di preferenze, con il 49,96% contro il 41,95% del candidato di campo largo Gianluca Tittarelli. Anche piccoli accordi con candidati terzi, come quello con il rappresentante di una lista civica che aveva raccolto poco più del 3%, possono risultare cruciali.

Infine a Tranidopo due mandati guidati dal centrosinistra, il ballottaggio oppone Marco Galiano (sostenuto dal Pd ma senza il supporto del M5S al primo turno) ad Angelo Guarriello per il centrodestra. Il terzo incomodo che nel primo turno aveva superato il 20% costituisce il serbatoio di voti da convincere per entrambi i contendenti.

Regole del voto, orari e aspetti operativi

Gli elettori dovranno presentarsi al seggio muniti di documento d’identità valido e della tessera elettorale: se la tessera è smarrita o piena, è possibile richiederne una nuova presso l’ufficio elettorale comunale, che rimane aperto per tutta la durata delle operazioni di voto. Le urne sono aperte la domenica dalle 7 alle 23 e il lunedì dalle 7 alle 15.

La scheda al secondo turno riporta i nomi dei due candidati e le liste che li sostengono. È importante ricordare che al ballottaggio non è consentito il voto disgiuntosegnando una X sul nome di uno dei candidati si esprime automaticamente la preferenza anche per le liste collegate; analogamente, segnare la lista vale come voto per il sindaco sostenuto da quella lista. La normativa prevede il ballottaggio nei Comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti quando nessun candidato raggiunge la soglia del 50% + 1 al primo turno; passano al secondo turno i due candidati con il maggior numero di voti.

Oltre ai capoluoghi, la tornata coinvolge numerosi centri minori e comprende anche numerosi Comuni in Sardegna chiamati al voto per il primo turno. L’esito dei ballottaggi deciderà la guida amministrativa di città con scenari locali diversi, dove piccoli flussi di voto e alleanze tattiche possono ribaltare i pronostici del primo turno.

Edoardo Marchesi
Autore

Edoardo Marchesi

Edoardo Marchesi, voce delle notizie di Palermo, ricorda la notte in cui seguì il corteo in via Maqueda e decise di chiedere carte e nomi: da allora predilige verifiche sul campo. In redazione guida l’agenda delle emergenze e custodisce una collezione di vecchie mappe della città.