Salta al contenuto
4 Giugno 2026

Camera approva il ddl sul nucleare: verso Smr, Amr e un quadro normativo aggiornato

La Camera ha dato il via libera al ddl delega sul nucleare che autorizza il governo a predisporre decreti per introdurre nel paese mini-reattori e tecnologie avanzate, in un dibattito acceso tra maggioranza e opposizione

Camera approva il ddl sul nucleare: verso Smr, Amr e un quadro normativo aggiornato

La Camera dei deputati ha approvato il disegno di legge delega che dà al governo il mandato a definire le regole per il ritorno del nucleare civile in Italia. Il provvedimento, votato in Aula, delinea i confini entro cui verranno redatti i futuri decreti attuativi e pone l’accento sulle tecnologie di nuova generazione, evitando un ritorno alle grandi centrali tradizionali.

Il ministro competente ha sottolineato come l’intento sia quello di dotare il Paese di strumenti normativi per valutare l’utilizzo di fonti a basso contenuto di carbonio e programmabili, collocando il nucleare come possibile componente di un mix energetico più sicuro e meno dipendente dall’estero.

Obiettivi e portata della delega

La legge delega autorizza il Governo ad adottare decreti legislativi volti a disciplinare la produzione di energia nucleare sostenibile, la sperimentazione e la gestione del ciclo del combustibile. Tra i temi trattati rientrano la costruzione, l’esercizio e la sicurezza degli impianti, la gestione dei rifiuti radioattivi e del combustibile esaurito, nonché le modalità per favorire una filiera industriale nazionale.

Tempi e procedure

Secondo il testo approvato, i decreti dovranno essere predisposti entro un termine stabilito dalla delega stessa e avranno come riferimenti il ministero dell’Ambiente insieme agli altri dicasteri competenti. L’obiettivo dichiarato è completare il quadro normativo in tempi rapidi per consentire valutazioni tecniche e investimenti futuri.

Le tecnologie al centro del dibattito

Il provvedimento enfatizza la distinzione netta rispetto al passato: non si punta a riavviare le vecchie centrali, ma a esplorare soluzioni come gli SMR (Small Modular Reactor), gli AMR (Advanced Modular Reactor) e i micro-reattori. Queste soluzioni sono descritte come caratterizzate da livelli elevati di sicurezza intrinseca, maggiore modularità e, in alcuni casi, tempi di costruzione ridotti rispetto alle grandi centrali tradizionali.

Caratteristiche e vantaggi

Gli SMR vengono presentati come impianti di dimensioni contenute che permettono una maggiore flessibilità nella produzione elettrica e possibili impieghi localizzati; gli AMR invece rappresentano la frontiera delle tecnologie avanzate con potenziali miglioramenti nella gestione dei combustibili e delle scorie. Il testo sottolinea che alcune soluzioni possono offrire benefici in termini di integrazione con le rinnovabili e stabilità della rete.

Dibattito politico e opinioni contrapposte

Il passaggio in Aula non è stato privo di tensioni: le forze politiche di opposizione hanno contestato il provvedimento, definendolo rischioso o prematuro. Alcuni gruppi parlamentari hanno organizzato proteste simboliche sia dentro sia fuori l’emiciclo, rimarcando che consultazioni popolari precedenti avevano espresso diffidenza nei confronti del nucleare.

Dal lato della maggioranza, i sostenitori difendono la scelta come una misura per aumentare la sicurezza energetica nazionale e ridurre la dipendenza da forniture estere. Il ministro ha ribadito che la delega riguarda esclusivamente il nucleare civile e ha escluso utilizzi militari del programma, sottolineando la necessità di offrire informazioni trasparenti ai cittadini.

Preoccupazioni tecniche ed economiche

I critici ricordano che molte delle tecnologie citate sono ancora in fase di sviluppo o sperimentazione e sollevano dubbi sui costi, sui tempi di realizzazione e sulle garanzie finanziarie per coprire gli investimenti. Dubbi analoghi riguardano la gestione a lungo termine dei rifiuti radioattivi e la capacità del sistema normativo di controllare efficacemente nuove infrastrutture.

Prospettive operative e passi successivi

Con l’approvazione alla Camera il testo passa ora all’esame del Senato. Se la legge delega sarà confermata, il Governo avrà la responsabilità di tradurre i principi direttivi in decreti attuativi che disciplineranno autorizzazioni, procedure di sicurezza, criteri di localizzazione degli impianti e misure di compensazione per i territori ospitanti.

La normativa punta anche a favorire la partecipazione dell’industria italiana nella filiera del nucleare e a prevedere strumenti di governance specifici, inclusi organismi di vigilanza e controllo per assicurare il rispetto degli standard di sicurezza e protezione della salute pubblica.

Edoardo Marchesi
Autore

Edoardo Marchesi

Edoardo Marchesi, voce delle notizie di Palermo, ricorda la notte in cui seguì il corteo in via Maqueda e decise di chiedere carte e nomi: da allora predilige verifiche sul campo. In redazione guida l’agenda delle emergenze e custodisce una collezione di vecchie mappe della città.