Negli ambienti culturali italiani si discute sempre più spesso della trasformazione delle biblioteche: non più soltanto luoghi di conservazione, ma spazi vivi per comunità, cultura e servizi digitali. La presentazione dei risultati della ricerca Il mercato del lavoro delle professioni bibliotecarie, promossa dall’Associazione Italiana Biblioteche (AIB), si è inserita proprio in questo dibattito, offrendo una fotografia puntuale delle condizioni professionali, delle modalità di accesso al lavoro e delle sfide organizzative che caratterizzano il settore.
Lo studio, realizzato da un gruppo selezionato tramite call pubblica e composto da BIBLAB della Sapienza Università di Roma, Rete delle Reti e Federculture, è stato presentato nel quadro della 31ª edizione del Convegno delle Stelline, durante un incontro ospitato a Palazzo Lombardia. I risultati mettono in evidenza sia elementi di sviluppo sia criticità strutturali che richiedono politiche e strategie mirate.
Un mercato del lavoro in trasformazione
La ricerca delinea un sistema professionale in rapido cambiamento, dove la domanda di servizi bibliotecari si amplia in direzioni culturali, sociali e digitali. Questo processo impone la necessità di nuovi profili professionali e competenze avanzate: gestione delle risorse digitali, mediazione informativa, alfabetizzazione digitale, analisi dei dati e progettazione di servizi per la comunità. Al contempo, permane una dicotomia tra forme di accesso tradizionali al lavoro e meccanismi contrattuali emergenti.
Concorso pubblico e frammentazione lavorativa
Da un lato, i concorsi pubblici continuano a rappresentare un canale di stabilità e riconoscimento formale per la professione bibliotecaria; dall’altro, la crescente esternalizzazione e il ricorso a contratti atipici producono un lavoro più frammentato. Questo doppio binario contribuisce a indebolire la percezione della figura bibliotecaria come profilo unitario e strategico, poiché compaiono differenze importanti nelle condizioni contrattuali e nelle opportunità di carriera.
Competenze richieste e nuovi ruoli
Il passaggio verso funzioni sempre più orientate al digitale e alla relazione con il pubblico obbliga le istituzioni a ripensare la formazione e la valorizzazione del personale. La ricerca sottolinea l’urgenza di rafforzare competenze trasversali e tecniche: dalla progettazione di servizi culturali alla gestione di collezioni digitali, fino all’uso dei dati per migliorare l’offerta. Il termine digital literacy assume qui un ruolo centrale, non solo come abilità tecnica ma come capacità di mediazione culturale.
Formazione e aggiornamento continuo
Per rispondere a queste esigenze emergono due priorità: investire in percorsi di formazione specialistica e promuovere modelli di aggiornamento professionale permanenti. L’AIB, attraverso il suo Osservatorio lavoro e professione, pone l’accento sulla necessità di costruire strumenti di valorizzazione delle competenze e di favorire sinergie tra mondo accademico, istituzioni e sistema bibliotecario.
Disomogeneità territoriali e impatto normativo
Un altro tema cruciale emerso dallo studio riguarda le differenze tra territori: variabili normative e organizzative regionali producono configurazioni professionali non omogenee, incidendo sui livelli remunerativi, sulle tipologie contrattuali e sul riconoscimento della professionalità. Queste discrepanze rendono più difficile immaginare percorsi coerenti di sviluppo professionale a livello nazionale.
Verso politiche di riequilibrio
La ricerca invita a considerare politiche pubbliche che possano ridurre le disparità territoriali e a sviluppare standard condivisi per il riconoscimento delle competenze. Rafforzare il ruolo delle biblioteche come infrastrutture culturali significa anche garantire condizioni di lavoro che permettano di attrarre e mantenere professionalità qualificate nel settore.
La presentazione al Convegno delle Stelline non è stata un punto d’arrivo, ma una tappa di un percorso di indagine e confronto che l’AIB intende proseguire. L’obiettivo dichiarato è costruire strumenti di monitoraggio e proposte politiche capaci di valorizzare il lavoro bibliotecario, sostenere il riconoscimento delle competenze e promuovere il ruolo sociale delle biblioteche. L’Appuntamento e la ricerca fissano quindi una base conoscitiva utile per dialogare con istituzioni, formazione e con la comunità professionale su azioni concrete da intraprendere.
Roma, 3 giugno 2026
