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2 Giugno 2026

Nuova procedura Inps per gli over 70: cosa sapere sul doppio binario

L'Inps ha introdotto un doppio binario per l'accertamento della disabilità nelle province in sperimentazione: i cittadini con almeno 70 anni possono, in casi molto specifici, mantenere la procedura tradizionale. Questo articolo illustra i criteri clinici che determinano la deroga, la differenza tra vecchio e nuovo iter e le implicazioni pratiche fino all'entrata a regime della riforma.

Nuova procedura Inps per gli over 70: cosa sapere sul doppio binario

Negli ultimi mesi l’Inps ha chiarito il funzionamento del nuovo sistema di valutazione dell’invalidità civile e delle tutele connesse alla legge 104/1992. In alcune province in fase di sperimentazione è entrato in vigore un Doppio binario rivolto ai cittadini di età pari o superiore a 70 anni: a seconda della gravità clinica e della residenza, l’iter amministrativo per ottenere il riconoscimento può seguire la procedura tradizionale oppure il nuovo percorso previsto dal Dlgs 62/2026.

Questo articolo ricostruisce, in modo chiaro e operativo, quando si applicano le deroghe per la terza età, quali sono i requisiti clinici richiesti e cosa cambia per chi risiede nelle province non coinvolte dalla sperimentazione. L’obiettivo è fornire strumenti pratici per orientarsi tra certificati, valutazioni mediche e scadenze normative.

Il quadro normativo e la sperimentazione territoriale

Il modello di valutazione degli stati invalidanti è stato ridefinito dal Dlgs 62/2026, che introduce un nuovo iter per l’accertamento dell’invalidità civile e delle condizioni tutelate. Tuttavia, l’applicazione del decreto è graduale: l’entrata a regime nazionale è fissata per il 1° gennaio 2028, mentre nel periodo intermedio alcune province partecipano a una fase di sperimentazione. Tale approccio ha generato una situazione capillare in cui procedure diverse convivono sul territorio.

Cosa significa sperimentazione a macchia di leopardo

Nelle aree in cui la sperimentazione è attiva si testano le nuove modalità digitali e operative. Al contrario, nelle province non coinvolte persiste l’iter tradizionale: il cittadino deve ottenere dal medico curante il certificato introduttivo e poi trasmettere telematicamente la domanda all’Inps. Senza questa sequenza documentale la pratica non viene processata dalle commissioni competenti.

Il doppio binario per gli over 70: quando scatta la deroga

A partire dal 1° giugno nelle province in sperimentazione l’Inps ha previsto una deroga specifica per i richiedenti che abbiano compiuto 70 anni. La semplice età anagrafica, tuttavia, non è sufficiente: per poter utilizzare il vecchio percorso il richiedente deve soddisfare una serie di condizioni cliniche piuttosto stringenti, descritte nel messaggio istituzionale 1750/2026.

I requisiti clinici fondamentali

Per godere della deroga il cittadino deve presentare contemporaneamente diversi elementi: essere affetto da almeno una patologia cronica; avere una condizione caratterizzata da progressiva riduzione delle funzioni fisiologiche; possedere patologie suscettibili di peggiorare con l’invecchiamento; trovarsi in una situazione con rischio concreto e imminente di perdita dell’autonomia nelle attività quotidiane fondamentali; e infine essere valutato anche in relazione alle condizioni sociali, ambientali e familiari di vita.

Perché questi criteri sono stringenti

L’intento è circoscrivere la deroga esclusivamente a chi ha bisogno di un’intervento immediato e complesso: il sistema evita così un uso generalizzato del vecchio iter che potrebbe ostacolare la valutazione uniforme prevista dal nuovo modello. I medici certificatori sono chiamati a verificare attentamente il fascicolo sanitario per decidere l’instradamento corretto della domanda.

Cosa cambia per chi non rientra nella deroga

Se mancano i presupposti di gravità e cronicità descritti, anche il cittadino oltre i 70 anni residente in una provincia sperimentale dovrà seguire il nuovo iter previsto dal Dlgs 62/2026. Questo comporta procedure digitali e criteri di valutazione differenti, che possono richiedere tempi diversi e documentazione aggiornata rispetto al passato.

Implicazioni pratiche per assistiti e professionisti

Per evitare ritardi nella concessione di prestazioni e benefici è fondamentale che il richiedente e il medico curante coordinino correttamente i documenti iniziali e la trasmissione telematica. Una valutazione preliminare accurata del quadro clinico consente di scegliere il binario procedurale più appropriato e di ridurre il rischio di ricorsi o di lungaggini burocratiche.

Consigli operativi e prossime tappe

Fino al completamento della riforma nazionale, previsto per il 1° gennaio 2028, è opportuno verificare la normativa e le direttive attive nella provincia di residenza prima di avviare la pratica. Conservare documentazione medica aggiornata, utilizzare il supporto dei professionisti (medico di famiglia, patronati, avvocati specializzati) e monitorare le comunicazioni ufficiali dell’Inps può fare la differenza tra un iter rapido e un procedimento complesso.

In sintesi, il doppio binario è una misura temporanea pensata per non abbandonare gli assistiti più fragili durante la transizione normativa: la conoscenza dei requisiti clinici e la corretta gestione della pratica restano elementi chiave per accedere alle tutele previste.

Susanna Riva
Autore

Susanna Riva

Susanna Riva osserva Bologna dalla finestra dell’Archivio di Stato dove una volta ha passato una settimana a consultare faldoni sulle cooperative cittadine: quel documento segnò la scelta editoriale di approfondire responsabilità istituzionali. Tiene linea critica nella redazione, amante del caffè lungo e del taccuino sempre pieno.