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26 Maggio 2026

Nuove regole per rider e trasparenza delle piattaforme dopo il D.L. 62/2026

Sintesi delle novità normative che tutelano i rider e impongono trasparenza algoritmica, formazione e tracciabilità

Nuove regole per rider e trasparenza delle piattaforme dopo il D.L. 62/2026

Il quadro normativo italiano ha subito un cambiamento significativo con il D.L. 30 aprile 2026, n. 62, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 99 del 30 aprile 2026 ed entrato in vigore il 1° maggio 2026. Nel testo, che deve essere convertito in legge entro il 29 giugno 2026, sono confluite norme dedicate a incentivi all’assunzione, al concetto di salario giusto e, di rilievo per il tema di questo articolo, misure specifiche per il lavoro tramite piattaforme digitali volte a contrastare il caporalato digitale. Qui spieghiamo in modo operativo quali obblighi gravano su piattaforme e committenti e quali tutele spettano ai lavoratori.

Le disposizioni rivolte ai lavoratori delle piattaforme introducono novità concrete: dalla presunzione di subordinazione agli obblighi di trasparenza algoritmica, fino a regole stringenti sull’accesso e la tracciabilità delle attività. In particolare, per i rider il decreto stabilisce vincoli tecnici e informativi che mirano a impedire la moltiplicazione di account fraudolenti, l’uso di account altrui e pratiche di organizzazione del lavoro che eludono i profili di responsabilità e tutela sociale.

Obblighi di accesso, autenticazione e account

Il decreto impone che l’accesso alle piattaforme avvenga tramite strumenti qualificati: SPID, CIE, CNS o sistemi con autenticazione a due fattori collegati in modo univoco al codice fiscale. È previsto il divieto per le piattaforme di rilasciare più di un account riconducibile allo stesso codice fiscale e l’obbligo di impedire l’uso o la cessione di account altrui. In presenza di violazioni sono previste sanzioni amministrative: da €800 a €1.200 in caso di cessione di account e da €1.000 a €1.500 se la piattaforma rilascia più account per lo stesso CF o assegna prestazioni temporalmente inconciliabili.

Tracciabilità e conservazione dei dati

Le piattaforme devono registrare e conservare per cinque anni gli accessi, le assegnazioni, i rifiuti, i tempi e i corrispettivi, rendendo questi dati consultabili sia ai lavoratori sia agli organi ispettivi. Con un decreto ministeriale saranno definiti gli indicatori di rischio e i dati da trasmettere alle autorità competenti. Questo obbligo mira a creare una catena di responsabilità e a facilitare l’attività di controllo contro forme di caporalato digitale basate sull’opacità gestionale.

Trasparenza algoritmica, formazione e garanzie per i rider

Il provvedimento richiede alle piattaforme di fornire informazioni chiare e accessibili sui sistemi automatizzati usati per organizzare il lavoro e gestire le prestazioni. Al lavoratore è garantito il diritto a una spiegazione intelligibile delle decisioni automatizzate che incidono sulle condizioni di lavoro: si tratta di un obbligo di trasparenza algoritmica che introduce strumenti di tutela di natura tecnico-giuridica.

Formazione e LUL

Per i rider è previsto l’obbligo di una formazione specifica da erogare entro 30 giorni dalla prima prestazione; il mancato completamento del percorso e la prosecuzione del rapporto oltre tre mesi comportano una sanzione al committente da €800 a €2.400. Dal 1° luglio 2026 il committente dovrà consegnare il LUL con l’indicazione dell’importo mensile erogato e del numero di consegne effettuate, aumentando la trasparenza economica e la tracciabilità del lavoro svolto.

Presunzione di subordinazione e sanzioni: impatti pratici

Il decreto introduce una presunzione di subordinazione per i lavoratori su piattaforma se emergono indici di controllo o di etero-organizzazione, ivi compresa la gestione algoritmica. Ciò significa che, salvo prova contraria, l’assetto organizzativo e le modalità di comando possono determinare il riconoscimento di diritti tipici del lavoro subordinato. Le sanzioni previste per violazioni formali e sostanziali rappresentano uno strumento di deterrenza volto a scoraggiare pratiche che aggirano la regolamentazione del lavoro.

Accanto alle misure specifiche per le piattaforme, il D.L. 62/2026 contiene altre disposizioni rilevanti: l’introduzione del concetto di salario giusto, regole per l’indicazione del codice CNEL in busta paga e nella lettera di assunzione dal 1° maggio 2026, e disposizioni transitorie in materia di versamenti TFR (i pagamenti relativi al primo semestre 2026 effettuati entro il 16 luglio 2026 sono considerati tempestivi). Le aziende e le piattaforme sono dunque chiamate a rivedere procedure, contratti e sistemi informativi per adeguarsi ai nuovi obblighi e per evitare contestazioni o sanzioni.

Niccolò Conforti
Autore

Niccolò Conforti

Niccolò Conforti ha seguito il lancio di una startup napoletana in un incontro al Centro Direzionale, sostenendo una linea editoriale pro-innovazione nel settore fintech. Analista fintech, porta un dettaglio biografico: mantiene un registro delle prime pitch a cui ha assistito a Napoli.