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26 Maggio 2026

Sfide del mercato del lavoro: inattivi, salari e produttività a confronto

Al Festival dell'Economia di Trento esperti di sindacati, imprese e università hanno messo a fuoco come produttività, formazione e politiche sociali debbano combinarsi per ridurre l'inattività e migliorare i salari

Sfide del mercato del lavoro: inattivi, salari e produttività a confronto

Il confronto sul mercato del lavoro tenutosi al Festival dell’Economia di Trento ha rivelato nodi strutturali che ostacolano la ripresa occupazionale in Italia. L’incontro, svoltosi il 22 Maggio 2026 e moderato da Giorgio Pogliotti, ha messo in luce come il tasso di occupazione, fermo al 62%, sia tra i più bassi in Europa e come le conseguenze ricadano in misura particolare su donne e giovani.

Il dibattito ha posto al centro la combinazione tra produttività, salari, innovazione e formazione come leva per ricostruire fiducia e partecipazione. Tra gli interventi sono emerse proposte diverse ma convergenti: rafforzare le competenze, coinvolgere i lavoratori nei processi di cambiamento e ripensare la spesa sociale per ridurre il numero di chi ha smesso di cercare lavoro.

Perché la qualità del lavoro conta quanto i numeri

Secondo Daniela Fumarola, segretaria generale della CISL, l’aumento dei posti non è sufficiente se manca qualità del lavoro. Senza un deciso incremento della produttività è difficile ottenere una crescita reale dei salari e maggiore stabilità contrattuale. Fumarola ha sottolineato la necessità di politiche attive che colleghino meglio territori, centri per l’impiego e mondo della formazione per rispondere ai bisogni delle imprese e dei lavoratori.

Contrattazione e partecipazione ai processi di innovazione

Nel modello prospettato dalla leader sindacale, la contrattazione di secondo livello e la partecipazione dei lavoratori all’introduzione dell’intelligenza artificiale possono sostenere salari più elevati e occupazione di qualità. La formazione continua deve essere intesa come investimento e non come costo, valorizzando il tempo dedicato all’apprendimento.

Dimensione d’impresa, formazione e il ruolo delle medie aziende

Maurizio Tarquini, direttore generale di Confindustria, ha evidenziato l’anomalia del tessuto produttivo italiano: la prevalenza di micro e piccole imprese che limita investimenti e ricerca. Le medie imprese, ha osservato, registrano risultati di produttività comparabili o superiori a quelli di altri Paesi, ma sono le micro e piccole imprese a creare il gap complessivo.

Puntare sulla crescita dimensionale e i percorsi formativi

Per Tarquini è fondamentale rafforzare il legame tra scuola, università e imprese, ridurre l’abbandono scolastico e sviluppare percorsi che insegnino a imparare a imparare. Solo così si possono creare i cosiddetti buoni lavori: posti con salari più alti, maggiore qualificazione e stabilità occupazionale, supportati da tavoli di confronto permanenti tra istituzioni, imprese e formazione.

Inattivi: profili diversi e politiche mirate

Il tema degli inattivi ha occupato una parte ampia del dibattito. Laura Zanfrini dell’Università Cattolica ha presentato una ricerca che distingue cinque profili principali: caregiver usciti dal lavoro per esigenze familiari, persone con capacità lavorativa ridotta, inattivi per scelta, soggetti stabilmente esclusi dal mercato e i cosiddetti sfiduciati, il gruppo più numeroso. Quest’ultimo comprende persone che, dopo vicende di precarietà e ripetuti insuccessi, hanno perso fiducia nel reinserimento.

Il fenomeno internazionale e le cause profonde

Dagli Stati Uniti, Nicholas Eberstadt dell’American Enterprise Institute ha portato l’esempio di una crisi di partecipazione apparentemente silenziosa: nonostante indicatori macro rassicuranti, cresce il numero di uomini che escono completamente dal mercato del lavoro. Eberstadt ha ricordato che il fenomeno non si spiega solo con trasformazioni industriali o livelli di istruzione, ma anche con fattori sociali come il sistema penale e alcune caratteristiche del welfare che possono agire da disincentivi.

Dal confronto è emersa la proposta condivisa di un patto sociale che metta insieme produttività, innovazione, salari, formazione e inclusione. Le priorità individuate includono aumentare la partecipazione femminile e giovanile, investire nelle competenze e rendere il mercato del lavoro più dinamico e sostenibile.

In conclusione, la discussione al Festival ha messo in evidenza come servano interventi coordinati e multilivello per trasformare gli squilibri strutturali in opportunità, con l’obiettivo di riportare in gioco chi oggi è escluso o ha perso fiducia e di migliorare la qualità complessiva del lavoro in Italia.

Niccolò Conforti
Autore

Niccolò Conforti

Niccolò Conforti ha seguito il lancio di una startup napoletana in un incontro al Centro Direzionale, sostenendo una linea editoriale pro-innovazione nel settore fintech. Analista fintech, porta un dettaglio biografico: mantiene un registro delle prime pitch a cui ha assistito a Napoli.