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22 Maggio 2026

Guida pratica per inserire il trattamento integrativo nel 730/2026

Una guida chiara per capire come riportare il trattamento integrativo nella dichiarazione, verificare la CU 2026 e gestire conguagli e rimborsi

Guida pratica per inserire il trattamento integrativo nel 730/2026

Il trattamento integrativo (spesso chiamato ancora Bonus Renzi) può essere recuperato direttamente con il modello 730/2026 se non è stato corrisposto o è stato liquidato in misura inferiore in busta paga. La procedura richiede attenzione ai dati riportati nella Certificazione unica 2026 e alla compilazione del rigo C14 del Quadro C, sezione dedicata alla riduzione della pressione fiscale.

Questo articolo spiega, passo dopo passo, quali voci della CU 2026 controllare, come inserire gli importi nel modello e quali sono le condizioni reddituali per ottenere fino a 1.200 euro annui. Troverai anche le regole di recupero in busta paga e le alternative quando il risultato della dichiarazione impone una restituzione.

Cosa controllare nella Certificazione unica 2026

Prima di presentare il 730/2026 è fondamentale verificare i dati della CU 2026. In particolare occorre guardare il punto relativo al trattamento integrativo: il campo 390 indica il codice che segnala se il beneficio è stato corrisposto (codice 1) o solamente riconosciuto senza erogazione (codice 2), mentre il punto 391 riporta l’importo effettivamente pagato dal sostituto d’imposta. È importante non riportare nel 730 l’importo indicato nel campo 392, che rappresenta il trattamento riconosciuto ma non erogato.

Altri campi utili

Nella CU figurano anche dati utili al calcolo del diritto: le quote esenti per docenti o impatriati (campo 463), i riferimenti al reddito da lavoro e ai giorni di detrazione (campi 718, 719, 720, 721) e le somme legate al taglio del cuneo fiscale (724 e 725). Queste informazioni servono per compilare correttamente il rigo C14 e per permettere a chi presta assistenza fiscale o alla precompilata di ricalcolare il beneficio in base al reddito complessivo.

Chi ha diritto e come si calcola il beneficio

Il trattamento integrativo spetta ai percettori di redditi da lavoro dipendente e ad alcune categorie di redditi assimilati, rispettando condizioni di capienza fiscale e soglie reddituali. Il beneficio può arrivare fino a 1.200 euro annui (pari a 100 euro al mese) ed è rapportato ai giorni di lavoro nel periodo. La misura piena è prevista per redditi complessivi fino a 15.000 euro; per redditi compresi tra 15.000 e 28.000 euro l’importo può essere riconosciuto in forma parziale, nella misura in cui le detrazioni superano l’imposta lorda.

Capienza fiscale e esclusioni

La capienza fiscale è essenziale: se le ritenute IRPEF sono pari a zero (situazione di no tax area), non è possibile ottenere il beneficio. Sono esclusi i pensionati e i contribuenti con redditi superiori alla soglia indicata. Tra i redditi considerati ai fini del calcolo rientrano anche alcune quote esenti per specifiche agevolazioni e i redditi soggetti a cedolare secca, mentre l’abitazione principale e le pertinenze non concorrono alla determinazione del reddito complessivo.

Cosa succede in caso di conguaglio e rimborsi

Se durante l’anno il datore di lavoro ha erogato un trattamento integrativo superiore a quello dovuto, il 730 evidenzierà la somma da restituire; al contrario, se la busta paga non ha riportato l’importo corretto è possibile recuperarlo nella dichiarazione e ottenere il conguaglio. Nel cedolino la voce compare come trattamento integrativo ai sensi dell’art. 1 del DL 3/2026. Quando il trattamento risultasse non spettante, la trattenuta in busta paga avviene secondo regole precise: importi superiori a 60 euro vengono recuperati in otto rate di pari importo a partire dal cedolino che recepisce il conguaglio.

Rimborso dal 730

Se dal modello 730/2026 emerge un credito, il rimborso può essere corrisposto dal sostituto d’imposta in busta paga oppure dall’Agenzia delle Entrate nei casi in cui non sia presente un sostituto. Per evitare blocchi e verifiche dell’amministrazione, è consigliabile controllare con cura la CU 2026 prima dell’invio: dati del sostituto, ritenute (punto 21), giorni di lavoro e informazioni sui familiari a carico sono elementi che possono influire sui tempi e sull’esito del rimborso.

Brevissima storia e trasformazioni normative

Il cosiddetto Bonus Renzi ha subito diverse modifiche: introdotto inizialmente negli anni passati, è stato ridefinito dal DL 3/2026 (convertito con la Legge 21/2026) nel moderno trattamento integrativo, con l’attuale massimale annuo fino a 1.200 euro e nuove soglie reddituali ridefinite dalla successiva normativa di bilancio. Comprendere questa evoluzione aiuta a interpretare correttamente la documentazione e a compilare il 730/2026 senza errori.

In sintesi: verifica la CU 2026, compila il rigo C14 con le informazioni corrette, valuta la capienza fiscale e segui le regole di conguaglio per sapere se otterrai un rimborso o dovrai restituire importi. Quando hai dubbi, rivolgiti a un professionista per evitare ricadute nelle verifiche dell’Agenzia delle Entrate.

Ilaria Mauri
Autore

Ilaria Mauri

Ilaria Mauri, bolognese, decise di seguire il giornalismo sportivo dopo una notte al Dall'Ara durante una partita decisiva: oggi coordina le pagine di competizioni e commenti. In redazione predilige reportage sul campo e conserva il biglietto di quella partita come prova della svolta.