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25 Maggio 2026

Tre rialzi dei tassi scontati per la Bank of England: il mercato ha ragione?

I mercati prezzano rialzi della Bank of England nei prossimi 12 mesi mentre il mercato del lavoro britannico mostra segnali di cedimento e l'inflazione core continua a rallentare

Tre rialzi dei tassi scontati per la Bank of England: il mercato ha ragione?

Negli ultimi giorni i prezzi finanziari si sono adeguati all’ipotesi di tre rialzi dei tassi da parte della Bank of England nel corso dei prossimi dodici mesi, creando un paradosso tra aspettative di politica monetaria e indicatori reali. Questa dinamica è stata alimentata anche da tensioni geopolitiche, che amplificano l’incertezza e spostano l’attenzione degli operatori verso scenari meno lineari rispetto a quelli che prevalevano in assenza di conflitti esterni.

Al centro del dibattito resta però il mercato del lavoro britannico, che evidenzia un quadro di debolezza prolungata da oltre un anno. Di fronte a una contrazione occupazionale e a segnali di rallentamento salariale, emerge la domanda chiave: può davvero la BoE permangere aggressiva sui tassi quando la crescita degli occupati e dei salari mostra cedimenti?

Indicatori occupazionali: proporzioni e segnali

Il calo dell’occupazione segnalato per il mese di aprile è sul tavolo degli analisti: una perdita provvisoria di circa 100.000 posti di lavoro in un solo mese che, rapportata alle dimensioni della forza lavoro di paesi più grandi, equivalerebbe a quasi mezzo milione di posti persi negli Stati Uniti nello stesso arco temporale. Questo peggioramento ha spinto il tasso di disoccupazione al 5,6% ad aprile, il valore più alto da oltre un decennio se si considera il periodo della pandemia. Tali numeri sostengono l’idea che la domanda di lavoro sia indebolita e che la pressione sui salari stia diminuendo.

Conseguenze pratiche sul mercato del lavoro

Il declino dell’occupazione e l’aumento della disoccupazione hanno effetti concreti sul percorso dei salari: con una domanda di lavoro meno vivace, la crescita retributiva rallenta e questo si traduce in minore persistenza dell’inflazione nei servizi. Laddove il rialzo salariale perde slancio, le pressioni sui prezzi dei servizi tendono a ridursi, attenuando una componente importante dell’inflazione core.

Inflazione core e tassi: il quadro recente

I dati più recenti mostrano un raffreddamento dell’inflazione core misurata tramite il CPIH, con un tasso attestato al 2,8% ad aprile rispetto al 4,5% registrato dodici mesi prima. Questa disinflazione è stata trainata in larga misura dal rallentamento nel comparto dei servizi, coerente con la dinamica salariale descritta. Per i responsabili di politica monetaria, tali segnali sono fondamentali: se l’inflazione sottostante procede verso l’obiettivo, la necessità di ulteriori strette perde parte della sua urgenza.

Come leggere il divario tra mercati e dati reali

Gli operatori finanziari possono scontare scenari di incremento dei tassi anche quando i dati reali suggeriscono il contrario, soprattutto in presenza di shock esterni che alterano le attese. In assenza delle tensioni geopolitiche legate all’Iran, è probabile che il dibattito si sarebbe concentrato maggiormente su eventuali tagli dei tassi piuttosto che su nuovi rialzi. Questo evidenzia come il contesto internazionale possa cambiare la percezione del rischio e la strategia di mercato indipendentemente dai fondamentali interni.

Prospettive e avvertenze per investitori e policy maker

Per chi prende decisioni finanziarie o segue la politica monetaria è essenziale monitorare una serie di indicatori: i prossimi dati sull’occupazione, l’andamento dei salari e le letture mensili del CPIH saranno determinanti per valutare la sostenibilità di eventuali aumenti dei tassi. Allo stesso tempo, l’evoluzione delle tensioni internazionali può ribaltare rapidamente le aspettative, rendendo il percorso della Bank of England più incerto del previsto.

Nota di responsabilità e fonti

Questo contributo è curato dall’Economic Team di Payden & Rygel e riprende osservazioni e analisi elaborate dal team stesso. I contenuti non devono essere intesi come sollecitazione al pubblico risparmio né come raccomandazione d’investimento personalizzata. L’agenzia di stampa che diffonde il pezzo declina responsabilità sulla completezza e l’accuratezza delle analisi e invita i lettori a esercitare la dovuta diligenza nell’interpretazione delle informazioni.

Niccolò Conforti
Autore

Niccolò Conforti

Niccolò Conforti ha seguito il lancio di una startup napoletana in un incontro al Centro Direzionale, sostenendo una linea editoriale pro-innovazione nel settore fintech. Analista fintech, porta un dettaglio biografico: mantiene un registro delle prime pitch a cui ha assistito a Napoli.