Il terzo settore si trova al centro di un bivio: da un lato la spinta istituzionale verso una gestione più partecipata dei servizi sociali, dall’altro le tensioni economiche generate dall’aumento dei prezzi dei carburanti, mentre nuove opportunità finanziarie vengono messe a disposizione tramite il Fondo di garanzia PMI. In pochi mesi, tre eventi distinti hanno delineato le linee di forza di questo ecosistema, evidenziando al contempo la necessità di un approccio integrato tra enti pubblici, associazioni e organismi di credito.
Tra le iniziative più significative troviamo una manifestazione di democrazia partecipata a Pistoia, le crescenti difficoltà operative delle organizzazioni di assistenza a Bologna a causa del costo elevato del diesel e l’ampliamento di uno strumento di copertura del credito tradizionalmente riservato alle imprese. Questi avvenimenti, seppur diversi per territorio e contenuto, condividono un filo conduttore: la ricerca di soluzioni concrete per un welfare di prossimità più resiliente.
Stati Generali a Pistoia: la co-programmazione del welfare locale
Il palazzo comunale di Pistoia ha ospitato, nella sua sala maggiore, gli Stati Generali del volontariato un incontro voluto dall’Amministrazione comunale per trasformare la tradizionale erogazione di servizi in un vero e proprio cantiere di comunità. Il sindaco Giovanni Capecchi e l’assessore Sandro Giannessi hanno sottolineato l’importanza di passare dalla mera esecuzione operativa alla co-progettazione delle politiche sociali, inserendo le associazioni, le cooperative e i gruppi di volontariato come co-ideatori delle scelte strategiche.
Dichiarazioni di Capecchi e Giannessi
Capecchi ha evidenziato che la piena presenza dei rappresentanti del Terzo Settore nella sala maggiore è una testimonianza della “voglia profonda di partecipazione” dei cittadini. Giannessi, dal canto suo, ha ribadito l’impegno del Comune a “amministrare la città insieme alla città”, promuovendo un modello di sussidiarietà dove le esigenze locali vengono decise in modo condiviso. Entrambi hanno rimarcato che le realtà associative non sono più semplici esecutori, ma pilastri insostituibili di un welfare capace di raggiungere aree dove il settore pubblico, da solo, faticerebbe ad arrivare.
Caro carburante a Bologna: la carenza di diesel mette a rischio i servizi di assistenza
Nel capoluogo emiliano, l’impennata del prezzo del gasolio, attestatosi a 2,333 €/l, sta generando una vera e propria crisi operativa per le associazioni che gestiscono trasporti per anziani, disabili e pazienti. Roberto Sanna, presidente di Aibo, ha descritto il fenomeno come una “mazzata” che si somma alle difficoltà di mobilità già presenti a causa dei lavori per il tram. Le spese per il rifornimento di un’ambulanza sono passate da 120 € a quasi 200 €, quasi raddoppiando i costi e costringendo le organizzazioni a ridurre i percorsi o a chiedere contributi aggiuntivi ai beneficiari.
Conseguenze operative per le associazioni
Damiano Cammardella, a capo della Croce Italia Emergency, ha dichiarato che la quasi “raddoppio” dei costi di carburante minaccia la sostenibilità di servizi che coprono sia Bologna sia le zone limitrofe quali Imola e San Giovanni in Persiceto. La risposta delle realtà è una “stretta della cintura” che prevede la revisione dei turni, la ricerca di finanziamenti emergenziali e l’intensificazione dei richiami ai cittadini per la copertura delle spese impreviste. Anche i Comuni, con bilanci già stretti, non riescono a fornire un aiuto significativo, lasciando le associazioni in una posizione di vulnerabilità crescente.
Fondo di garanzia per PMI: una nuova garanzia per enti del terzo settore e realtà religiose
Dal 21 settembre 2026, il Fondo di garanzia per le PMI ha aperto una sezione speciale dedicata a una parte degli enti del terzo settore e a quelli religiosi riconosciuti civilmente. Con una dotazione di 10 milioni di euro, la misura consente di coprire fino all’80 % di un finanziamento, con un tetto massimo di 60 000 € per singola operazione. Non si tratta di un contributo a fondo perduto, ma di una garanzia pubblica che riduce il rischio per le banche, facilitando la concessione di credito a soggetti che, per la loro struttura giuridica, incontrano difficoltà nel fornire garanzie tradizionali.
Meccanismo di erogazione della garanzia
Il percorso inizia con la presentazione di una domanda di credito a una banca o a un intermediario finanziario. Se l’istruttoria risulta positiva, il soggetto richiede al Fondo la copertura della quota di rischio. Il Fondo verifica la solidità finanziaria dell’ente e la sua ammissibilità (es. iscrizione al RUNTS ma non al REA). Solo dopo l’approvazione della garanzia la banca procede all’erogazione, potendo offrire condizioni più vantaggiose in termini di tassi e richeste di garanzie personali. L’estensione della disciplina, originariamente introdotta in emergenza pandemica, è ora operativa e rappresenta un “ponte di credito” per organizzazioni che desiderano investire in progetti sociali o nella modernizzazione dei propri mezzi di trasporto.
La capacità di queste realtà di adattarsi e collaborare con le istituzioni sarà determinante per garantire un welfare di prossimità capace di rispondere alle esigenze più urgenti della popolazione.



