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Terzo mandato, confronto in Cdm. Lollobrigida a Calderoli: “No a regole diverse tra regioni”

(Adnkronos) – Il tema del terzo mandato dei governatori torna in auge all'interno del governo. La questione – che non era all'ordine del giorno del Consiglio dei ministri di questa mattina – sarebbe stata posta in Cdm dal ministro per gli Affari regionali, il leghista Roberto Calderoli, il quale, scrive il sito online di Repubblica, avrebbe sottolineato come le disposizioni della Consulta relative al limite dei mandati per i governatori non valgano per le Regioni a statuto speciale: tra queste, il Friuli Venezia Giulia governato da Massimiliano Fedriga, esponente di spicco del Carroccio. Ne sarebbe nato un confronto nella coalizione di governo con Forza Italia (Maria Elisabetta Casellati) e Fratelli d'Italia (Francesco Lollobrigida) pronti a fare muro.  
"Non parlerei di scontro", precisa all'Adnkronos il ministro dell'Agricoltura di Fdi, Francesco Lollobrigida, capo delegazione di Fdi al governo, "ma abbiamo posto la questione, che resta aperta. Con il collega Calderoli c'è un grande lavoro di collaborazione. Lo avevo avvisato preventivamente dell'intervento".  
La maggioranza tornerà a confrontarsi sulla questione: per l'impugnazione c'è tempo fino al 18 maggio, avrebbe puntualizzato Calderoli in Cdm. "Si approfondirà il tema dello statuto speciale e dei suoi limiti", dice ancora all'Adnkronos Lollobrigida, che osserva: "Gli statuti speciali sono di carattere organizzativo e non incidono, a mio avviso, sulle previsioni dell'articolo 3, come ha ricordato Casellati. I diritti di elettorato passivo e attivo sono identici in tutta Italia. Lo ritengo acquisito. La Corte, inoltre, si è appena espressa sulla Campania e ancora attendiamo le motivazioni". Secondo il ministro dell'Agricoltura "si può certamente ragionare di eliminare il numero dei mandati, ma con legge nazionale". La discussione di oggi "è stata molto cordiale e costruttiva, ma Fdi in Trentino ha votato contro il terzo mandato non nel merito bensì sul metodo. E sarebbe illogico – osserva – certificare che in Trentino o in Friuli o in Sicilia vale una regola che non vale nelle altre Regioni. Questo aprirebbe uno scenario molto complesso. Dopodiché, se la legge verrà impugnata, sarà la Corte ad entrare nel merito e comunque prima del rinnovo del consiglio provinciale di Trento. Quindi, non ci sono ripercussioni pratiche", conclude Lollobrigida. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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