Il primo stipendio dell’anno scolastico 2026/27 è arrivato il 23 settembre, ma molti docenti e ATA hanno notato una riduzione rispetto ad agosto. Questo calo non è un errore, ma è dovuto a specifiche voci del cedolino NoiPA che è importante verificare.
Dopo l’emissione speciale dell’11 agosto, che ha portato gli arretrati del contratto 2025-2027, il netto di settembre torna a essere uno stipendio “normale”, quindi più basso. Ma cosa è successo davvero e chi deve preoccuparsi?
Le date chiave del cedolino di settembre
Gli importi netti di settembre sono consultabili su NoiPA dalla fine di agosto, mentre il cedolino completo con il dettaglio delle voci è comparso intorno al 17-18 settembre. L’accredito è previsto per mercoledì 23 settembre. Questo calendario è identico a quello degli anni precedenti, quindi non ci sono sorprese.
Perché settembre “pesa” meno di agosto
Ad agosto, il cedolino conteneva sia l’aumento tabellare a regime del nuovo contratto sia gli arretrati maturati da gennaio 2025 a luglio 2026. Per i docenti, questi arretrati potevano arrivare fino a 855 euro, mentre per il personale ATA fino a 633 euro. A settembre, invece, gli arretrati non ci sono più, resta solo l’aumento mensile, che per i docenti vale circa 137 euro lordi, fino a 143 euro per i docenti e 107 euro per gli ATA, a seconda del profilo e dell’anzianità.
Se il netto di settembre è più basso di quello di agosto, ma più alto di quello di luglio, è tutto in ordine. Il problema nasce se è più basso anche di luglio. In quel caso, prima di scrivere al DSGA, conviene guardare tre voci specifiche.
L’indennità di vacanza contrattuale
L’indennità di vacanza contrattuale è stata erogata dal 1° aprile 2025 e non doveva essere sottratta una seconda volta nel calcolo degli arretrati. Chi ad agosto ha trovato 90 o 100 euro in meno rispetto alle stime, in molti casi ha semplicemente pagato tasse e contributi su una cifra lorda. Tuttavia, in alcuni casi l’IVC potrebbe essere stata compensata in modo non corretto, e a settembre è il momento buono per fare il confronto voce per voce con il cedolino di luglio.
Le addizionali e la falsa gioia dei neoassunti
Chi ha preso servizio il 1° settembre, dopo le immissioni in ruolo di fine agosto, potrebbe vedere un netto sensibilmente più alto di quello di un collega con la stessa fascia stipendiale. Questo non è un premio, ma è semplicemente l’assenza, per ora, delle addizionali regionali e comunali riferite all’anno precedente, che sul cedolino dei neoassunti non sono ancora applicate. Le stime parlano di circa 1.510 euro netti per chi è già di ruolo contro oltre 1.740 per i nuovi assunti. La differenza si riassorbirà, e chi oggi festeggia farebbe bene a non abituarsi a quella cifra.
La fascia di anzianità
Con il nuovo contratto, le tabelle stipendiali sono state riscritte. Se nel corso del 2025 o del 2026 è scattato il passaggio di gradone, il cedolino di settembre dovrebbe già riflettere sia il nuovo scaglione sia l’aumento contrattuale su quello scaglione. Un errore di inquadramento non è frequente, ma quando capita si trascina per mesi. Cinque minuti di verifica adesso valgono una ricostruzione di carriera dopo.
E i supplenti?
I supplenti brevi e saltuari devono ancora attendere le modalità di calcolo degli arretrati, che saranno comunicate in un messaggio successivo. In generale, precari e supplenti viaggiano su emissioni dedicate, con tempi diversi da quelli del personale di ruolo. Un ritardo, insomma, non significa che il diritto sia perso. Significa che il cedolino “buono” arriverà in un’emissione a parte, e va tenuto d’occhio.
Cosa manca ancora all’appello
Due cose, per completare il quadro di questo inizio d’anno. La prima è la Carta del Docente: 383 euro, quest’anno estesi anche ai precari con contratto fino al 30 giugno, ma con la piattaforma “temporaneamente inibita” dal 31 agosto per aggiornamenti tecnici e nessuna data ufficiale di riapertura. L’anno scorso si arrivò a marzo. La seconda è il 1° gennaio 2027, quando scatterà la revisione della Retribuzione professionale docenti, del Compenso individuale accessorio per gli ATA e dell’indennità di direzione dei DSGA, oltre a una una tantum di 110 euro lordi per il personale ATA. Il contratto, in altre parole, non ha ancora finito di produrre effetti in busta paga.
Settembre è il mese in cui i conti si fanno davvero. È il mese dei libri di testo, dell’ISEE da rifare, dell’assicurazione dell’auto, dell’affitto dei fuori sede e, per chi ha cambiato provincia con la mobilità o la nuova nomina, di un trasloco intero da assorbire con uno stipendio solo. È anche il mese in cui molti, tra docenti e ATA, riprendono in mano i finanziamenti in corso per capire se ha senso rinegoziarli ora che la busta paga è cresciuta.



