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Sanità, firmato contratto per 137mila medici e sanitari: aumenti medi di 491 euro al mese

(Adnkronos) –
Firmato il contratto nazionale 2022-2024 per 137mila dirigenti medici e sanitari, di cui 120mila camici bianchi e 17mila sanitari non medici. L'accordo è stato sottoscritto oggi martedì 18 novembre all'Aran, Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni. Le risorse complessive disponibili, pari a 1,2 miliardi di euro, "assicurano un incremento medio del 7,27%, traducendosi in aumenti medi di circa 491 euro al mese per 13 mensilità e in arretrati medi stimati in 6.500 euro", spiega una nota dell'Aran.  La trattativa, "avviata il primo ottobre, si è svolta in un clima positivo e ha portato alla definizione di un accordo considerato ampiamente soddisfacente dalla maggior parte delle organizzazioni sindacali. Non hanno aderito Fp Cgil Medici e Fassid", precisa l'Aran. "La firma di oggi è arrivata a poco più di un mese dall'avvio della trattativa. Si garantiscono incrementi economici significativi, compresi 6.500 euro medi di arretrati. Con il via libera di oggi si apre la strada all'avvio in tempi rapidi del negoziato per il triennio 2025-2027. Ringrazio le organizzazioni sindacali per il contributo e il confronto costruttivo", ha detto presidente Aran, Antonio Naddeo.  "Doveva essere una trattativa rapida e così è stato. Al quarto incontro presso l'Aran", l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni, "è stata firmata la pre-intesa per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro dei medici e dei dirigenti sanitari relativo al triennio 2022-2024", comunica la federazione sindacale dei medici Cimo-Fesmed, spiegando che "l'accordo prevede aumenti mensili che vanno dai 322 euro lordi per gli incarichi di base ai 530 euro per i direttori di unità operativa complessa dell'area chirurgica, mentre gli arretrati oscillano tra gli 8.066 euro e i 13.480 euro, al lordo dell'indennità di vacanza contrattuale già erogata". "Siamo complessivamente soddisfatti del risultato ottenuto, che accoglie molte delle richieste da noi avanzate – dichiara il presidente Cimo-Fesmed, Guido Quici – Come più volte auspicato, la trattativa si è concentrata sugli aspetti economici, riuscendo a destinare quasi il 90% delle risorse alla parte fissa della retribuzione".  "Con questo contratto l'indennità degli incarichi iniziali, assegnati ai professionisti con meno di 5 anni di servizio, sarà rivalutata del 55% a fronte di un aumento che va dal 16% al 20% per gli altri incarichi. Sul fronte della non esclusività, abbiamo ottenuto un aumento dal 55% al 65% rispetto a quanto percepito da chi opera in esclusività: un passo avanti che, tuttavia, riteniamo insufficiente a causa del veto posto da alcune Regioni e da alcune organizzazioni sindacali per motivazioni puramente demagogiche e lontane dalla realtà. Auspichiamo di poter superare questa ingiustizia già nel prossimo contratto. A tal fine abbiamo firmato una dichiarazione a verbale che impegna l'Aran, nella negoziazione del Ccnl 2025-2027, a sanare questa discriminazione. Ora – conclude il leader sindacale – è fondamentale che l'iter di verifica della pre-intesa proceda rapidamente, così da arrivare al più presto alla firma definitiva del contratto e consentire alle Regioni di emanare l'atto di indirizzo per l'avvio delle trattative del triennio 2025-2027. Così facendo, per la prima volta il contratto si riallineerebbe al triennio di riferimento". 
—economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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