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27 Maggio 2026

Plafond unico e procedure operative per CIGS e mobilità in deroga

Scopri le nuove modalità operative per accedere a CIGS e mobilità in deroga nelle aree di crisi industriale complessa e cosa devono fare Regioni e imprese

Plafond unico e procedure operative per CIGS e mobilità in deroga

La normativa che regola l’accesso alla CIGS e alla mobilità in deroga nelle aree di crisi industriale complessa è stata aggiornata per il 2026 con disposizioni che centralizzano le risorse e ridefiniscono la sequenza di autorizzazione. In base alla legge di Bilancio e agli interventi normativi collegati, è stato stanziato un plafond da 100 milioni che finanzia sia l’integrazione salariale straordinaria sia la mobilità in deroga per i territori individuati. Questo cambiamento comporta conseguenze operative per le Regioni, per le imprese che chiedono il sostegno e per l’INPS, che deve monitorare e certificare la sostenibilità delle richieste.

Le aree interessate includono Venezia-Porto Marghera e, in Campania, i poli industriali di Acerra-Marcianise-Airola, Battipaglia-Solofra e Castellammare-Torre Annunziata. L’INPS ha fornito precisazioni operative con il messaggio n. 1702 del 22 maggio 2026, specificando modalità di invio, codici da utilizzare e limiti di erogazione. È importante per Regioni, enti e aziende conoscere i passaggi formali per non compromettere i pagamenti e rispettare il nuovo ordine di priorità stabilito per la valutazione delle istanze.

Plafond unico e criteri di finanziamento

Il cuore delle novità è la gestione accentrata del finanziamento: non più quote regionali fisse ma un unico capitale disponibile ripartito in base alle richieste e alla disponibilità residua. Il Ministero del Lavoro effettua la verifica della sostenibilità finanziaria delle istanze tenendo conto della capienza complessiva del fondo e dell’ordine cronologico di arrivo. Le risorse residue di anni precedenti non sono utilizzabili per le autorizzazioni 2026, quindi l’INPS procede al monitoraggio semestrale dei flussi di spesa per evitare sforamenti. Questo approccio implica che le autorizzazioni sono condizionate non più alla dotazione regionale, ma alla disponibilità globale del plafond.

Verifica, ordine cronologico e conseguenze

Dal punto di vista operativo, le istanze vengono esaminate in base al criterio cronologico: quando il cumulato degli importi richiesti supera il limite del plafond, le domande successive non possono essere autorizzate. L’INPS segnala alle Regioni e al Ministero eventuali insufficienze di risorse; in caso di mancato invio dei flussi obbligatori per il pagamento, l’onere può ricadere interamente sul datore di lavoro. Per la pianificazione è utile considerare che l’importo medio mensile di riferimento per la mobilità in deroga è stato indicato a 1.638,63 euro, comprensivo di contribuzione figurativa e assegno al nucleo familiare.

La procedura per la mobilità in deroga

La competenza a individuare i beneficiari e ad applicare le misure di politica attiva resta saldamente in capo alle Regioni, che devono trasmettere i decreti di concessione all’INPS esclusivamente tramite il Sistema Informativo Percettori SIP. Dopo la valutazione del Ministero del Lavoro in merito alla sostenibilità finanziaria, la Regione emette il decreto conforme all’elenco dei beneficiari e alla durata del trattamento. Nel decreto regionale va richiamato l’articolo 53 ter del decreto legge 50 del 2017 per distinguere questi provvedimenti da altri tipi di autorizzazione regionale.

Requisiti tecnici per l’invio dei decreti

Le trasmissioni tramite SIP devono rispettare precise regole: ogni file XML inviato può contenere un unico decreto regionale e il riferimento al numero convenzionale 20026. L’INPS non esegue pagamenti per decreti inviati con modalità diverse; inoltre l’Istituto verifica la coerenza tra l’importo stimato del decreto e la capienza del plafond. Se gli importi cumulati eccedono le risorse disponibili, l’INPS sospende i pagamenti dei decreti che eccedono il limite e informa Regione e Ministero.

Richieste di CIGS da parte delle imprese

Le aziende presentano le domande di CIGS per le aree di crisi industriale complessa attraverso il sistema Unico dell’INPS, con il codice intervento 333 e il nuovo codice evento 173, riservato agli accordi con decorrenza 2026. Il trattamento può essere concesso per un massimo di 12 mesi in deroga ai limiti ordinari. Se il decreto ministeriale prevede il pagamento diretto da parte dell’INPS, i datori di lavoro devono inviare i flussi Uniemens-Cig (UNI41) entro termini rigorosi: entro la fine del secondo mese successivo a quello di integrazione salariale o entro 60 giorni dalla comunicazione dell’autorizzazione, se questa arriva più tardi. Il mancato invio comporta l’addebito dell’intero importo al datore di lavoro.

Andrea Innocenti
Autore

Andrea Innocenti

Andrea Innocenti ha coordinato dall'estero il rientro di una cronista napoletana durante una crisi diplomatica, gestendo contatti con consolati; è corrispondente esteri che definisce linee editoriali sulla geopolitica. Nato a Napoli, parla dialetto locale e mantiene rapporti con ONG partenopee.