Oggi, i giovani talenti cercano molto più di uno stipendio. La qualità della vita, l’equilibrio tra lavoro e vita privata, e l’impatto sociale delle aziende sono diventati fattori decisivi nella scelta del lavoro. Una ricerca condotta dall’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia e dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza ha svelato le priorità dei giovani talenti piacentini, offrendo uno spaccato interessante sulle loro aspettative.
La ricerca, presentata durante l’incontro ‘Giovani talenti a Piacenza: leve di attraction e retention’, ha evidenziato che i giovani cercano un lavoro che li gratifichi come persone inserite in una società giusta e sostenibile. Non si accontentano più di obiettivi finanziari stretti, ma vogliono che le aziende abbiano una missione più ampia, con un impegno concreto verso il sociale e l’ambiente. Inoltre, desiderano un territorio ricco di iniziative culturali, accessibile e con una buona qualità della vita, tenendo conto anche dei prezzi degli affitti.
Le priorità dei giovani talenti
Secondo la ricerca, i giovani talenti piacentini sono attratti da un territorio dinamico e in movimento. Vorrebbero che le aziende dichiarassero subito una missione più ampia rispetto a quella basata sugli obiettivi finanziari. Questo include un impegno concreto verso il sociale e il rispetto dell’ambiente. Inoltre, cercano un territorio che offra iniziative culturali, accessibilità nella mobilità e una buona qualità della vita, con particolare attenzione ai prezzi degli affitti, che sono ormai troppo alti.
L’incontro ha visto la partecipazione di vari esperti, tra cui Fabio Sgaragli, presidente di Gate Real Estate Innovation SRL SB, David Nerini, Senior Innovation Officer del Laboratorio Aperto di Piacenza, e Francesco Brianzi, assessore alle politiche giovanili, Università e ricerca del Comune di Piacenza. Sono state presentate anche soluzioni innovative come la t360 Platform e le potenzialità di Soft Lab Zone Srl.
Le città italiane con la migliore qualità della vita per i giovani
Non tutte le città italiane offrono le stesse opportunità e qualità della vita per i giovani. Secondo i dati Istat elaborati dal Sole 24 Ore, alcune province del Nordest si distinguono per la loro capacità di attrarre e trattenere i giovani talenti. Gorizia, Bolzano e Trento sono in testa alla classifica, seguite da Trieste, Udine, Verona e Pordenone.
Gorizia, ad esempio, si distingue per l’età media al parto, che è di 31 anni e mezzo, e per il numero di spettacoli, locali e organizzatori, che è di 347,5 ogni mille giovani Under 35. Trieste, invece, eccelle per il numero di laureati, che è del 45,9%, e per i servizi del tempo libero che si possono raggiungere a piedi in 15 minuti. Udine, che ha fatto un balzo in avanti nella classifica, occupa ottime posizioni in vari indicatori fondamentali per la qualità della vita dei giovani.
Le sfide dei giovani talenti
Nonostante le opportunità offerte da alcune città, i giovani talenti affrontano ancora diverse sfide. Secondo Federica Romagna, coach e Top voice di LinkedIn, solo il 2% delle imprese condivide le stesse priorità dei propri giovani talenti. I manager mettono al primo posto ambizione, sacrificio, presenza in ufficio e risultati, mentre i giovani cercano equilibrio di vita.
Romagna sottolinea che i giovani non cercano solo un posto di lavoro o lo stipendio a fine mese, ma un luogo dove riconoscersi e un ruolo dove potersi esprimere. Le aziende che non offrono questa possibilità rischiano di perdere l’innovazione che i giovani potrebbero portare. Inoltre, i giovani cercano un confronto costante con i loro manager, che permetta di correggere subito il tiro e di sentirsi parte dell’azienda.
Le città italiane che meglio rispondono a queste esigenze sono quelle che offrono opportunità di crescita professionale, iniziative culturali, accessibilità e una buona qualità della vita. Le aziende che vogliono attrarre e trattenere i giovani talenti devono essere pronte a offrire un ambiente di lavoro che risponda alle loro aspettative e priorità.


