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Osservatorio Durex: “Il 58% dei giovani sottovaluta rischio di infezioni da rapporti non protetti”

(Adnkronos) – Mentre continua il dibattito pubblico e istituzionale sul ruolo dell'educazione sessuale rivolta ai giovani, la Giornata mondiale contro l'Aids rappresenta un'occasione cruciale per riportare l'attenzione sulla prevenzione. Un tema oggi più che mai urgente alla luce delle allarmanti evidenze emerse dall'ottava edizione dell'Osservatorio 'Giovani e sessualità' di Durex, condotto in collaborazione con Skuola.net su un campione di 15mila giovani tra gli 11 e i 24 anni. I dati mostrano una scarsa consapevolezza dei giovani italiani riguardo alla salute sessuale e alla prevenzione e conoscenza delle infezioni sessualmente trasmissibili (Ist). Oltre il 40% dei ragazzi non sa che solamente utilizzando il preservativo ci si può proteggere dalle Ist e quasi la metà (44,5%), di fronte a un elenco di infezioni, non sa indicare quelle a trasmissione sessuale. La scarsa conoscenza porta a una sottovalutazione del rischio di contrarre una Ist durante rapporti sessuali non protetti: il 58% non ha mai provato timore e il 45,8% pensa che con un partner stabile non ci si possa infettare.  I comportamenti dei giovani – riporta una nota – riflettono questa percezione ridotta del rischio: l'uso regolare del preservativo è in calo, passando dal 56,7% del 2019 al 45,4% nel 2025. Inoltre, il 60,4% si è affidato almeno una volta al coito interrotto e il 31,8% lo ritiene efficace per evitare gravidanze e/o infezioni sessualmente trasmissibili, percentuale che supera il 50% nella fascia 11-13 anni. Anche i controlli restano poco praticati: quasi la metà (43,9%) non ha mai effettuato test specifici per le infezioni sessualmente trasmissibili perché non sente di averne bisogno (57%), prova imbarazzo nel parlarne con i genitori (12%), non era a conoscenza dell'esistenza dei test (8,4%) o non sa a chi rivolgersi (6,5%). Non solo: il 63,9% dei giovani non si è mai rivolto a specialisti come ginecologi e andrologi, precludendosi l'opportunità di ricevere indicazioni e informazioni corrette e complete sul tema da professionisti del settore. Emerge però una necessità chiara: 2 giovani su 3 (70,9%) vorrebbero ricevere più informazioni sulle infezioni a trasmissione sessuale e sulla protezione nei rapporti sessuali, soprattutto a scuola (54,2%). Per questo in occasione del primo dicembre è importante fare luce su una sfida non solo sanitaria, ma anche culturale: trasformare la prevenzione in educazione e l’educazione in una forma concreta di tutela. "Oggi più che mai la scuola è chiamata ad assumere un ruolo determinante nel trasmettere conoscenze corrette e scientificamente fondate ai giovani, soprattutto in un contesto in cui la circolazione di informazioni imprecise o fuorvianti attraverso i media digitali e i social network è in costante aumento", dichiara Laura Savarese, direttrice Affari regolatori e relazioni esterne di Reckitt Benckiser Healthcare (Italia) Spa, che commercializza il brand Durex in Italia. "I dati emersi dal nostro Osservatorio Giovani e sessualità rappresentano un campanello d'allarme che non possiamo permetterci di ignorare – sottolinea – Disinformazione, false credenze e una scarsa percezione del rischio legato alle infezioni sessualmente trasmissibili, insieme al calo dell'uso del preservativo, generano conseguenze concrete e preoccupanti per la salute pubblica. Per questo è indispensabile intervenire con tempestività: si tratta di una responsabilità condivisa, che coinvolge istituzioni, scuola, famiglie e anche aziende come la nostra. Educare sin dalla preadolescenza e offrire ai ragazzi strumenti adeguati significa metterli nelle condizioni di vivere la propria sessualità in modo sicuro, libero, protetto e pienamente consapevole". Commenta la direttrice Centro operativo Aids dell'Istituto superiore di sanità, Barbara Suligoi: "I dati sui comportamenti dei giovani emersi dall'Osservatorio sono una conferma dell'emergenza riscontrata anche in campo clinico. Il Centro operativo Aids dell'Iss ha riscontrato un aumento delle segnalazioni di infezioni sessualmente trasmesse del 16,1% in più rispetto al 2021. Gli incrementi più significativi riguardano la gonorrea (+83,2%), la sifilide primaria/secondaria (+25,5%) e l'infezione da clamidia (+21,4%). Questi numeri, insieme alle evidenze dell'Osservatorio, confermano l'urgenza di rafforzare prevenzione, educazione e informazione corretta attraverso un intervento coordinato e strutturato a livello nazionale. E' fondamentale promuovere una cultura della prevenzione che includa non solo l'uso corretto dei contraccettivi, ma anche la consapevolezza dei rischi, il rispetto delle regole del sesso sicuro e l'accesso facilitato a centri di consulenza. Continueremo a monitorare attentamente la situazione e a collaborare con tutte le istituzioni e gli attori coinvolti per sviluppare strategie efficaci per la salute pubblica".  
—salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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