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12 Giugno 2026

Ordinanza regionale: divieto di attività all’aperto tra le 12:30 e le 16:00 nelle giornate a rischio calore

Regione Lombardia ha emanato un'ordinanza che proibisce, nei giorni con rischio alto segnalato da Worklimate, lo svolgimento di attività all'aperto tra le ore 12:30 e le 16:00 in agricoltura, florovivaismo, cantieri edili e cave, con specifiche eccezioni per interventi di pubblica utilità e obblighi di prevenzione

Ordinanza regionale: divieto di attività all'aperto tra le 12:30 e le 16:00 nelle giornate a rischio calore

La Regione Lombardia ha introdotto un provvedimento urgente per tutelare i lavoratori esposti a calore e radiazione solare. L’ordinanza, firmata il 9 giugno 2026, entra in vigore dal 10 giugno 2026 e rimane applicabile fino al 23 settembre 2026. Il divieto non è generico: scatta solo nei giorni in cui il sistema di monitoraggio Worklimate indica un livello di rischio alto per i lavoratori che operano al sole svolgendo attività fisica intensa.

Il provvedimento interessa in modo puntuale determinati settori e fasce orarie: vieta lo svolgimento delle lavorazioni all’aperto dalle 12:30 alle 16:00 nelle aree della regione in cui si svolgono attività agricole e florovivaistiche, nei cantieri edili scoperti e nelle cave, purché ricorrano le condizioni di rischio individuate dalle mappe operative.

Ambiti interessati e criteri operativi dell’ordinanza

L’ordinanza si applica ai comparti chiaramente elencati: agricolturaflorovivaismocantieri edili all’aperto e cave. Il criterio che attiva il divieto è basato sulle mappe del progetto Worklimatesviluppate con riferimento a indicatori di stress da calore: il divieto scatta solo nei giorni in cui alle ore 12:00 la mappa segnala livello di rischio alto per i lavoratori esposti al sole con attività fisica intensa. Questo approccio evita misure uniformi non necessarie, collegando la limitazione delle attività a una valutazione meteorologica e di rischio puntuale.

Modalità di consultazione del rischio

Per stabilire se il divieto sia attivo in una specifica giornata, il riferimento operativo è la sezione dedicata all’ordinanza presente sul portale Worklimate. I datori di lavoro e gli enti preposti devono verificare la mappa del rischio alle ore indicate; l’indicazione di rischio alto è la condizione che rende obbligatoria la sospensione delle attività all’interno della fascia oraria prevista.

Eccezioni, obblighi di prevenzione e sanzioni

Non tutte le attività sono soggette al divieto assoluto. Rimangono escluse le operazioni urgenti e gli interventi di pubblica utilità, come le attività di protezione civile o le misure necessarie per salvaguardare la pubblica incolumità; in questi casi però il datore di lavoro deve comunque adottare tutte le misure di protezione disponibili previste dalle Linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare. Tali linee costituiscono il riferimento tecnico per le misure preventive, tra cui organizzazione dei turni, pause programmate, accesso ad acqua fresca e idonei dispositivi di protezione individuale.

L’ordinanza stabilisce inoltre che la violazione del divieto comporta conseguenze legali: chi non rispetta le prescrizioni può essere perseguito secondo le disposizioni penali richiamate nel provvedimento, con l’applicazione delle sanzioni previste dall’ordinamento quando il fatto non configuri reato più grave. Restano validi eventuali provvedimenti locali più restrittivi rispetto alla disciplina regionale.

Ruolo dei Comuni e possibili deroghe operative

Il testo dell’ordinanza sollecita anche i Comuni a valutare, in presenza di condizioni climatiche particolari, la possibilità di concedere deroghe temporanee ai limiti delle emissioni acustiche per consentire lo spostamento delle attività nelle ore più fresche della giornata. Questa misura pratico-organizzativa è pensata per ridurre l’impatto sulla produttività senza compromettere la tutela della salute dei lavoratori.

Contesto tecnico e motivazioni alla base della misura

La scelta di attivare un divieto temporaneo deriva dalla necessità di contrastare gli effetti sempre più frequenti delle ondate di calore estive, che possono determinare stress termicocolpi di calore e danni gravi alla salute. L’ordinanza si inserisce in un percorso di monitoraggio e prevenzione avviato dall’Assessorato competente con il coinvolgimento degli organi di prevenzione territoriali, a supporto di piani specifici per i comparti più esposti come edilizia e agricoltura.

In sostanza, il provvedimento collega evidenze scientifiche e strumenti di sorveglianza climatica a regole operative concrete: l’obiettivo dichiarato è proteggere la salute dei lavoratori che, per natura della loro attività, sono maggiormente esposti agli eventi climatici estremi.

La lettura integrale dell’ordinanza è raccomandata a datori di lavoro, responsabili della sicurezza e sindacati per assicurare corretta applicazione delle norme e coordinamento nelle giornate in cui il rischio viene segnalato. L’efficacia pratica della misura dipende dalla tempestiva consultazione delle mappe Worklimate e dall’adozione puntuale delle misure di prevenzione indicate nelle linee guida nazionali.

Andrea Innocenti
Autore

Andrea Innocenti

Andrea Innocenti ha coordinato dall'estero il rientro di una cronista napoletana durante una crisi diplomatica, gestendo contatti con consolati; è corrispondente esteri che definisce linee editoriali sulla geopolitica. Nato a Napoli, parla dialetto locale e mantiene rapporti con ONG partenopee.