Salta al contenuto
30 Maggio 2026

Operazione contro il lavoro sommerso: oltre 500.000 euro di sanzioni e 24 lavoratori irregolari

La Guardia di Finanza di Bologna ha condotto controlli mirati nel Nuovo Circondario Imolese, mappando 117 attività e scoprendo 24 lavoratori completamente in nero, proposte di sospensione per dieci esercizi e sanzioni superiori a 500.000 euro

Un’operazione delle Fiamme Gialle del comando provinciale di Bologna ha portato alla luce una serie di violazioni nel mercato del lavoro del Nuovo Circondario Imolese. Attraverso un’attività preventiva di intelligence e l’incrocio delle banche dati istituzionali con il monitoraggio delle fonti aperte, i finanzieri hanno mappato 117 esercizi e oltre 170 persone impiegate, concentrandosi soprattutto su bar, ristoranti, pasticcerie, autolavaggi e distributori di carburante.

La fase di mappatura e i controlli mirati

Il lavoro preparatorio ha consentito di selezionare 40 obiettivi per verifiche sul campo. Di questi controlli ne sono risultati irregolari 20 esercizi, con violazioni di natura diversa ma frequentemente riconducibili al lavoro sommerso. L’approccio ha integrato il controllo economico del territorio con informazioni reperite dalle banche dati della Guardia di Finanza, offrendo una fotografia puntuale di situazioni che spesso restano nascoste nelle attività quotidiane.

Settori più colpiti

Le criticità maggiori sono emerse nel settore della somministrazione di alimenti e bevande e nella gestione dei servizi di autolavaggio e distribuzione carburanti. In questi contesti il ricorso a manodopera irregolare è risultato più frequente, con il fenomeno che assume forme diverse: dall’assenza totale di contratto al mancato rispetto delle normative sulla sicurezza. Il contrasto al sfruttamento del lavoro è stato quindi uno degli obiettivi principali dell’operazione.

Risultati numerici e misure proposte

Dall’attività di verifica sono emersi dati significativi: 24 lavoratori completamente privi di qualsiasi copertura contrattuale e altre 3 posizioni ancora in approfondimento. Per dieci esercizi commerciali è stata avanzata la proposta di sospensione dell’attività all’Ispettorato del Lavoro, in applicazione dell’articolo 14 del decreto legislativo 81/2008, che scatta quando la quota di personale non in regola supera il 10% del totale.

Sanzioni e recupero somme

L’importo complessivo delle sanzioni amministrative contestate supera i 500.000 euro, cifra significativa che include già oltre 60.000 euro riscossi all’erario. Questi provvedimenti economici rappresentano non solo una punizione per le irregolarità riscontrate ma anche uno strumento di recupero delle risorse sottratte allo Stato e di tutela della concorrenza tra imprese.

Violazioni di particolare gravità

Oltre al lavoro in nero, i controlli hanno fatto emergere situazioni ritenute particolarmente gravi. Tre lavoratori in nero risultavano contemporaneamente percettori della indennità di disoccupazione (NASpI): per loro è stato avviato il procedimento per l’interruzione del beneficio e il recupero delle somme indebitamente percepite. Questa situazione combina la violazione contrattuale con l’abuso di prestazioni a carico dello Stato, aggravando la posizione dei coinvolti.

Irregolarità sui permessi e denunce

Un datore di lavoro è stato denunciato alla Procura della Repubblica per aver impiegato un cittadino privo di regolare permesso di soggiorno. In un altro caso, un lavoratore è stato segnalato all’INPS per aver svolto attività lavorativa mentre usufruiva dei permessi previsti dalla legge 104 per l’assistenza a persone con disabilità. Tali episodi evidenziano come il fenomeno del lavoro sommerso si intrecci con altre tipologie di illecito, richiedendo risposte coordinate tra amministrazioni.

Implicazioni e futuro controllo del territorio

Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza sottolinea che il contrasto al lavoro nero non è solo un’azione repressiva, ma mira a tutelare la dignità dei lavoratori, il gettito fiscale e la correttezza della concorrenza. L’operazione nel Nuovo Circondario Imolese conferma l’importanza di procedure investigative basate sull’analisi preventiva dei dati e sulla collaborazione con gli organi ispettivi.

L’attività proseguirà con approfondimenti sulle posizioni ancora in verifica e con azioni coordinate per il recupero delle somme e l’applicazione delle sanzioni previste dalla normativa. Il messaggio delle autorità è chiaro: il lavoro irregolare continuerà a essere monitorato e perseguito con rigore per proteggere i diritti dei lavoratori e il corretto funzionamento del mercato.

Andrea Innocenti
Autore

Andrea Innocenti

Andrea Innocenti ha coordinato dall'estero il rientro di una cronista napoletana durante una crisi diplomatica, gestendo contatti con consolati; è corrispondente esteri che definisce linee editoriali sulla geopolitica. Nato a Napoli, parla dialetto locale e mantiene rapporti con ONG partenopee.