Categories: breaking News

Massacro del Circeo, Angelo Izzo: “Non sono un mostro. Scuse a vittime? Sarebbero baracconata per lucrare benefici”

(Adnkronos) – "Il pentimento a parole, l'avvicinamento ai parenti delle parti lese, beh, io credo sia tutta una 'baracconata' volta a lucrare benefici. Un ragazzo che come me, a venti anni, è stato inchiodato a vita a un episodio come quello del Circeo, deve dimostrare con i fatti di essere cambiato". A parlare all'Adnkronos dal carcere di Velletri dove è detenuto, è Angelo Izzo, autore, nel 1975 insieme a Gianni Guido e Andrea Ghira, del delitto costato la vita alla 19enne Rosaria Lopez e, nel 2005, dell'uccisione di Maria Carmela Linciano e Valentina Maiorano a Ferrazzano.  Difeso dall'avvocato Rolando Iorio, da ieri mattina è anche lui dottore in legge con una tesi su 'Il lato oscuro dell'illuminismo giuridico'. "Il pentimento – dice – è una parola particolare che attiene più alla interiorità di un essere umano, e che pertanto io penso non vada esibito. Gli spogliarelli dell'anima sono uno spettacolo miserevole cui ho assistito troppe volte. Al contrario, considero una forma di pentimento vero e serio il fatto che io, da sempre amante del lusso e di una vita sopra le righe, devolva parte del denaro che mi passa fra le mani ad associazioni benefiche, facendo qualche modesto sacrificio".  
Definito più volte 'mostro' dalle cronache, si smarca da una etichetta in cui dice di non riconoscersi. "Non credo esistano i mostri, credo invece ogni uomo messo sotto pressione possa commettere atti mostruosi. Io, certamente, pur avendo commesso atti che oggi condanno, non sono mai stato un mostro. Semmai una nefasta sensibilità, una fedeltà incondizionata all'amicizia, una convinzione di dover rendere conto ad una 'comunità fantasma', hanno spinto me, una persona generosa e gentile, portata all'amore per il prossimo, a snaturarmi facendo cose sbagliate e orribili. I fatti di sangue sono irreparabili, inevitabilmente si prova a rimuovere; però, più che il singolo delitto, tendo, forse sbagliando, a rimuovere quello che sono stato, non in quella singola ora o in quella singola circostanza, ma in generale un Angelo in cui non mi riconosco più". (di Silvia Mancinelli) 
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

staff

Recent Posts

Colf e badanti: crescita della domanda e pressione sulle quote extra UE

In Italia serviranno oltre 2 milioni di colf e badanti: la scarsità di ricambio generazionale e la dipendenza dai lavoratori…

3 ore ago

Come ottenere i contributi per nuove assunzioni in Abruzzo

Panoramica dei tre avvisi regionali in Abruzzo con dettagli su destinatari, importi, priorità e modalità di presentazione delle domande

4 ore ago

Come funziona l’osservatorio provinciale del mercato del lavoro a Brescia

Un punto di riferimento per Comuni, università, associazioni, centri di ricerca e cittadini che cercano dati aggiornati e analisi sul…

5 ore ago

Welfare aziendale per i familiari: chi rientra e quali servizi sono coperti nel 2026

Guida pratica per capire quali familiari possono usufruire del welfare aziendale nel 2026 e quali regole vanno verificate

6 ore ago

Sportello Donne e lavoro: come accedere a orientamento e misure di supporto

Un centro di consulenza gratuito che affianca le donne nella ricerca di lavoro, nella formazione e nell'accesso a misure di…

8 ore ago

Pensione di reversibilità: come si divide tra vedova e ex coniuge

Una guida chiara sui requisiti per il coniuge separato e divorziato, sul ruolo della durata del matrimonio e sulle riduzioni…

9 ore ago