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25 Giugno 2026

Le nuove regole per i fondi pensione dal 1° luglio 2026: cosa cambia

Dal 1° luglio 2026 i neoassunti del settore privato saranno iscritti automaticamente a un fondo pensione. Scopri tutte le novità sulla previdenza complementare.

Le nuove regole per i fondi pensione dal 1° luglio 2026: cosa cambia

Dal 1° luglio 2026 entra in vigore una serie di importanti novità che riguardano la previdenza complementare. La riforma, introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 e dal decreto lavoro modifica in modo significativo le regole relative all’adesione, alla deducibilità e alla portabilità dei fondi pensione.

Queste modifiche mirano a rafforzare il secondo pilastro previdenziale offrendo ai lavoratori maggiori opportunità per integrare la propria pensione. Vediamo nel dettaglio cosa cambia e quali sono le nuove opportunità per i lavoratori.

Adesione automatica per i neoassunti

Una delle novità più rilevanti riguarda l’adesione automatica alla previdenza complementare per i neoassunti del settore privato. A partire dal 1° luglio 2026, i nuovi assunti saranno iscritti automaticamente a un fondo pensione, con la possibilità di rinunciare entro 60 giorni dalla comunicazione.

Questa misura, introdotta dall’art. 1, commi 204-205, della legge 199/2026 è stata resa operativa dalle direttive COVIP del 19 giugno 2026. Il TFR maturando sarà destinato al fondo pensione salvo rinuncia del lavoratore entro il termine stabilito.

Restano esclusi da questa disposizione i lavoratori domestici, i dipendenti pubblici e i contratti a tempo determinato inferiori a 60 giorni. In assenza di accordi collettivi, il TFR confluisce nel fondo residuale Cometa mentre chi entra in automatico non è più indirizzato al solo comparto garantito ma a percorsi di investimento legati all’età.

Nuove regole sulla deducibilità

La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto anche importanti modifiche alla deducibilità fiscale dei contributi versati alla previdenza complementare. A partire dal il limite annuo di deducibilità è stato innalzato a 5.300 euro.

Questa misura, che riguarda sia i contributi del lavoratore che quelli del datore di lavoro, rappresenta un ulteriore incentivo per chi decide di investire nella propria pensione integrativa. La deducibilità è già operativa dal 1°, mentre altre disposizioni entreranno in vigore dal 1° luglio 2026.

Portabilità dei fondi pensione

Un’altra novità importante riguarda la portabilità dei fondi pensione. A partire dal 31 ottobre 2026 i lavoratori avranno la possibilità di trasferire la propria posizione verso un fondo aperto o un PIP, mantenendo il diritto al contributo datoriale.

Questa misura, inizialmente prevista per il 1° luglio 2026, è stata rinviata al 31 ottobre 2026 dalla conversione del Decreto PNRR. La nuova disciplina elimina il vincolo che rimandava agli accordi collettivi la scelta sul conferimento del TFR e della quota a carico dell’azienda dopo i primi due anni di versamento al fondo di categoria.

Per orientarsi tra le nuove opportunità offerte dalla previdenza complementare, è disponibile anche il portale ministeriale sulla previdenza complementare, che fornisce informazioni dettagliate su strumenti e opzioni disponibili.

Paolo Mariani
Autore

Paolo Mariani

Paolo Mariani, giornalista esperto di mercato del lavoro e politiche occupazionali, racconta contratti, carriere e trasformazioni del mondo professionale con taglio pratico e attento ai diritti dei lavoratori.