La Legge 131/2026 entrata in vigore il 20, introduce una serie di misure per sostenere lo sviluppo delle zone montane. Tra queste, spicca l’incentivo al lavoro agile come strumento per contrastare lo spopolamento e favorire l’integrazione economica e sociale. Vediamo nel dettaglio come funziona questo sgravio contributivo e cosa manca per la sua attuazione.
L’articolo 26 della legge prevede un esonero dai contributi previdenziali per le imprese che adottano il lavoro agile in comuni montani con meno di 5.000 abitanti. L’obiettivo è incentivare i giovani a trasferirsi in queste aree, migliorando la qualità della vita e sostenendo le attività locali.
Requisiti e importi degli sgravi contributivi
Per accedere agli sgravi, i lavoratori devono rispettare alcuni requisiti chiave. Innanzitutto, l’età anagrafica: alla data del 20, il lavoratore deve avere meno di 41 anni. Inoltre, è necessario trasferire la residenza e il domicilio da un comune non montano a uno montano. La prestazione lavorativa deve essere svolta stabilmente in modalità agile, secondo quanto previsto dalla legge n. 81/.
Gli sgravi contributivi sono strutturati in diverse fasi. Dal 2026, è previsto un esonero totale fino a 8.000 euro annui per ciascun lavoratore. Negli anni e, l’esonero scende al 50%, con un tetto massimo di 4.000 euro annui. Infine, nel 2030, l’esonero è ridotto al 20%, con un limite di 1.600 euro annui. È importante sottolineare che i premi e i contributi dovuti all’INAIL non sono compresi nell’esonero.
Tabella degli sgravi contributivi 2026-2030
Ecco una sintesi degli sgravi previsti:
- 2026- 100% di esonero, fino a 8.000 euro annui
- – 50% di esonero, fino a 4.000 euro annui
- 2030 20% di esonero, fino a 1.600 euro annui
Questi sgravi sono calcolati su base mensile e non influenzano l’aliquota per il calcolo delle pensioni, garantendo così che i lavoratori non subiscano penalizzazioni sui futuri trattamenti previdenziali.
Decreto Comuni montani e requisiti per il bonus
Per l’attuazione degli sgravi, è necessario un ulteriore decreto che incroci l’elenco dei comuni montani con specifici parametri socioeconomici. Il Dpcm 121/2026 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 7 luglio 2026, ha fornito la classificazione dei territori montani, ma manca ancora il decreto che definisca i criteri per l’accesso agli sgravi. Questo decreto, di competenza del ministero del Lavoro in concerto con Mef, Mimit e Affari regionali, dovrà individuare quali territori daranno effettivamente diritto ai benefici.
Una volta emanato il decreto, l’INPS potrà emanare la circolare operativa con le istruzioni pratiche per accedere all’incentivo. È importante notare che, a differenza di altre agevolazioni, il requisito anagrafico è stato fissato una volta per tutte: chi non aveva compiuto 41 anni al 20 rimane nel perimetro dell’agevolazione, anche se il trasferimento e l’avvio del lavoro agile avvengono in anni successivi.



