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17 Luglio 2026

Indennità ferie non godute 2026: guida alla tassazione e calcolo

Le ferie non godute possono essere monetizzate solo alla cessazione del rapporto di lavoro. Scopri come si calcola l'indennità e quali sono le nuove regole di tassazione per il 2026.

Indennità ferie non godute 2026: guida alla tassazione e calcolo

Le ferie non godute rappresentano un diritto irrinunciabile per ogni lavoratore dipendente. Tuttavia, la loro monetizzazione è possibile solo alla cessazione del rapporto di lavoro. Con l’entrata in vigore delle nuove aliquote IRPEF dal 1° gennaio 2026, è fondamentale comprendere come si calcola l’indennità e quali sono le regole di tassazione.

In questo articolo, esploreremo i dettagli del calcolo dell’indennità sostitutiva, le differenze tra tassazione ordinaria e separata, e le novità introdotte dalla Legge n. 199/2026.

Il diritto alle ferie e i termini di fruizione

Ogni lavoratore ha diritto a almeno quattro settimane di ferie retribuite l’anno, come stabilito dall’art. 10 del D.Lgs. n. 66/2003. Questo diritto è irrinunciabile e deve essere fruito entro termini precisi: almeno due settimane nell’anno di maturazione e le restanti entro i 18 mesi successivi.

Le ferie maturate nel 2026, ad esempio, dovevano essere fruite entro il 30 giugno 2026. Se non utilizzate entro questo termine, i contributi INPS sono comunque dovuti, con versamento entro il 20 agosto per le ferie del secondo anno precedente.

La monetizzazione delle ferie non godute

L’indennità sostitutiva delle ferie non godute è ammessa solo alla cessazione del rapporto di lavoro. Questa somma è considerata reddito di lavoro dipendente e concorre alla formazione del reddito imponibile del lavoratore.

Il calcolo dell’indennità si basa sulla retribuzione giornaliera, ottenuta dividendo la retribuzione lorda mensile per il divisore fissato dal CCNL applicato, pari a 26 per la generalità dei contratti. La base di computo comprende gli elementi fissi e continuativi della retribuzione, secondo le regole del contratto collettivo.

La tassazione delle ferie non godute

La tassazione dell’indennità per ferie non godute dipende dall’anno di maturazione. Le ferie maturate nell’anno di cessazione sono soggette a tassazione ordinaria, mentre quelle riferite ad anni precedenti possono beneficiare della tassazione separata, ai sensi dell’art. 17, comma 1, lettera b) del TUIR.

Dal 1° gennaio 2026, le nuove aliquote IRPEF sono state ridotte: 23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.000 a 50.000 euro e 43% oltre. Questo cambiamento ha un impatto significativo sul netto percepito dal lavoratore.

Esempio di calcolo con le nuove aliquote IRPEF

Consideriamo un lavoratore con una retribuzione lorda mensile di 2.340 euro e un divisore contrattuale di 26, per una retribuzione giornaliera di 90 euro. Se ha 10 giorni di ferie residue, l’indennità lorda sarà di 900 euro.

Su questa somma, il dipendente versa i contributi previdenziali a suo carico (9,19% nella generalità dei casi), pari a 82,71 euro. L’imponibile fiscale di 817,29 euro, per un reddito annuo nel secondo scaglione, subirà un’IRPEF marginale del 33%, pari a 269,71 euro. Il netto orientativo sarà di 547,58 euro, al lordo di addizionali locali e detrazioni.

Ferie non godute in caso di dimissioni e licenziamento

In caso di dimissioni o licenziamento, il datore di lavoro liquida l’indennità per i giorni residui con la busta paga di cessazione. Questo diritto spetta qualunque sia la causa della cessazione, comprese le dimissioni volontarie e la scadenza del contratto a termine.

Il diritto viene meno solo quando il datore dimostra di aver invitato il dipendente a fruire dei giorni maturati e di averlo informato delle conseguenze del mancato utilizzo. In tutti gli altri casi, la somma va corrisposta in tempi brevi, applicando il regime fiscale corrispondente all’anno di maturazione dei giorni liquidati.

Sofia Ricci
Autore

Sofia Ricci

Sofia Ricci, giornalista specializzata in formazione e sviluppo di carriera, guida studenti e professionisti tra percorsi di studio, competenze richieste dal mercato e strategie di crescita professionale.