Il Tar Lazio ha confermato che l’Asse.Co l’asseverazione della regolarità retributiva e contributiva delle imprese, è un’attività esclusiva dei Consulenti del Lavoro. Con la sentenza n. 12359 del 9 luglio 2026, il Tribunale Amministrativo ha respinto il ricorso presentato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili (CNDCEC) che chiedeva di estendere ai propri iscritti la possibilità di rilasciare l’Asse.Co.
La decisione del Tar Lazio è stata motivata dalla specificità professionale dei Consulenti del Lavoro, che possiedono un’expertise unica nelle questioni lavoristiche e previdenziali. Il Tribunale ha sottolineato che non esiste una parificazione tra le due figure professionali, nonostante alcuni elementi in comune. Inoltre, ha riconosciuto che le attività non riservate, come la consulenza fiscale possono essere svolte liberamente sia dai Consulenti del Lavoro che dai Commercialisti.
Le motivazioni del Tar Lazio
Il Tar Lazio ha ribadito che l’Asse.Co è un’attività riservata ai Consulenti del Lavoro in virtù del protocollo sottoscritto con il Ministero del Lavoro il 15 gennaio 2014 e rinnovato con l’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) il 4 marzo 2016. Questo protocollo ha lo scopo di incentivare l’attività di prevenzione e promozione della normativa in materia di lavoro e legislazione sociale, oltre a orientare l’attività di vigilanza verso le imprese prive di Asse.Co.
Il CNDCEC aveva proposto di sottoscrivere un protocollo simile per autorizzare anche i Commercialisti a rilasciare l’Asse.Co. Tuttavia, con un provvedimento del 20 agosto 2026, l’INL ha negato questa possibilità, motivando la decisione con la specificità delle funzioni attribuite ai Consulenti del Lavoro. Il Tar Lazio ha condiviso queste motivazioni, confermando la legittimità del provvedimento dell’INL.
Le funzioni specifiche dei Consulenti del Lavoro
Il Tar Lazio ha elencato una serie di funzioni che sono esclusivamente riservate ai Consulenti del Lavoro, tra cui la certificazione dei contratti di lavoro l’istituzione di camere arbitrali e di conciliazione in materia di lavoro, l’assistenza nella sottoscrizione dei patti di demansionamento la trasmissione delle dimissioni del lavoratore e l’attività di intermediazione.
Queste funzioni sono state attribuite ai Consulenti del Lavoro in ragione del loro percorso di formazione specifico necessario per ottenere l’abilitazione professionale. Il Tar Lazio ha quindi confermato che l’Asse.Co è un’attività che richiede una competenza specialistica in materia lavoristica e previdenziale, che solo i Consulenti del Lavoro possiedono.
Le implicazioni della decisione
La decisione del Tar Lazio ha importanti implicazioni per il mondo del lavoro e della consulenza. Da un lato, conferma il ruolo centrale dei Consulenti del Lavoro nella compliance preventiva e nella prevenzione delle irregolarità. Dall’altro, ribadisce la distinzione tra le diverse figure professionali, valorizzando le competenze specifiche di ciascuna.
Per i Commercialisti, la decisione rappresenta un limite alle loro attività, che non potranno più includere l’Asse.Co. Tuttavia, rimane aperta la possibilità di svolgere altre attività di consulenza, come quella fiscale che non sono riservate esclusivamente ai Consulenti del Lavoro.
Conferma l’importanza di una formazione specialistica e di una regolamentazione chiara per garantire la qualità dei servizi offerti alle imprese e ai lavoratori.

