Nel panorama previdenziale italiano, la Naspi (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) rappresenta il principale strumento di sostegno per chi perde il lavoro involontariamente. Dal 2026 sono state introdotte precisazioni sui casi in cui la prestazione è spettante e nuove modalità di anticipo che interessano soprattutto chi intende avviare un’attività imprenditoriale. Questo articolo analizza in dettaglio le categorie di licenziamento ammissibili, le dimissioni per giusta causa, i requisiti contributivi, il calcolo dell’indennità e le recenti novità sull’anticipo.
Tipi di licenziamento che danno diritto alla NASPI
Il principio guida è che la perdita del rapporto di lavoro deve essere involontaria. Pertanto, anche licenziamenti motivati da cause aziendali o disciplinari possono far nascere il diritto alla NASPI, purché il soggetto abbia accumulato i contributi richiesti. Tra i casi più frequenti troviamo il licenziamento per giustificato motivo oggettivo, ovvero situazioni di crisi, ristrutturazione o soppressione della posizione, e il licenziamento per giustificato motivo soggettivo, legato a inadempimenti del lavoratore, come scarso rendimento o violazioni lievi ripetute.
Licenziamento per giustificato motivo oggettivo e soggettivo
Nel primo caso il datore di lavoro deve fornire un preavviso obbligatorio o un’indennità sostitutiva, oltre a una comunicazione scritta dei motivi. Nel secondo, invece, il preavviso è previsto e la procedura è più snella, ma è comunque indispensabile dimostrare che i motivi siano stati debitamente documentati. In entrambi gli scenari, se il contribuente ha versato almeno 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti, la NASPI è erogabile.
Licenziamento disciplinare per giusta causa
Quando il licenziamento è motivato da una grave violazione del dipendente, come furto o insubordinazione, si parla di giusta causa. Nonostante la natura più severa del provvedimento, la perdita del lavoro resta considerata involontaria. La differenza principale è l’assenza di preavviso e la necessità di provare la gravità dei fatti attraverso documenti, testimonianze o denunce.
Dimissioni per giusta causa: quando diventano equiparabili a licenziamento
Le dimissioni volontarie sono generalmente escluse dal diritto alla NASPI, salvo che siano motivate da una giusta causa riconosciuta. Le situazioni tipiche includono mancato pagamento dello stipendio per più di due o tre mesi, mobbing accertato, molestie sessuali o modifiche unilaterali peggiorative del contratto (orario, sede, mansioni). In questi casi, il lavoratore deve presentare una lettera di dimissioni che riporti in modo chiaro i motivi, allegare le prove (diffide, estratti conto, testimonianze) e inviarla telematicamente al Ministero del Lavoro. La domanda di NASPI deve essere presentata entro 68 giorni dalla data di cessazione, allegando tutta la documentazione a supporto della giusta causa.
Requisiti contributivi, stato di disoccupazione e scadenze per la domanda
Oltre al requisito dei 13 settimane di contribuzione, dal 1° gennaio 2022 è stato abolito il requisito dei 30 giorni di lavoro effettivo. Il richiedente deve inoltre essere iscritto al Centro per l’Impiego (DID) e dichiarare la propria disponibilità a lavorare o a partecipare a percorsi formativi. La procedura di domanda può essere avviata sul portale INPS tramite SPID, CIE o CNS, oppure tramite un CAF o patronato entro il termine di 68 giorni; il superamento di tale termine comporta la perdita irrevocabile del diritto.
Calcolo dell’importo e durata della NASPI nel 2026
L’importo mensile si calcola sulla base della retribuzione imponibile media degli ultimi quattro anni, divisa per le settimane di contribuzione e moltiplicata per 4,33. Su questa cifra si applica il 75 %; per i redditi superiori a 1 456,72 € si aggiunge il 25 % della parte eccedente. Il massimale mensile per il 2026 è fissato a 1 584,70 €. La durata è pari alla metà delle settimane di contribuzione registrate negli ultimi quattro anni, con un tetto di 24 mesi. Dopo i primi cinque mesi l’indennità diminuisce del 3 % al mese; per i beneficiari di età pari o superiore a 55 anni la riduzione inizia dall’ottavo mese.
Anticipo NASPI 2026: le nuove modalità di erogazione
A partire dal 1° gennaio 2026, l’anticipo NASPI è suddiviso in due tranche: il 70 % dell’importo complessivo viene erogato subito, mentre il 30 % residuo è corrisposto al termine del periodo, previa verifica del rispetto dei requisiti. L’anticipazione è destinata a chi intende avviare un’attività autonoma – apertura di partita IVA, ditta individuale o ingresso in cooperativa come socio lavoratore. È importante sottolineare che la seconda tranche può essere sospesa se il beneficiario stipula un nuovo lavoro dipendente prima del completamento del periodo di erogazione.
Condizioni per ottenere l’anticipo
Per accedere all’anticipo è necessario essere titolari di una domanda di NASPI già accettata, presentare un progetto di avvio d’impresa e dimostrare la capacità di utilizzo dei fondi. Sono esclusi dall’anticipo i soggetti che hanno già fruito di altre forme di finanziamento pubblico per la stessa iniziativa. Gli sportelli del Patronato ACLI presenti nella provincia di Alessandria (Alessandria, Acqui Terme, Casale Monferrato, Novi Ligure, Tortona, Valenza) forniscono assistenza nella compilazione della domanda e nella verifica dei requisiti.



