Il disegno di legge di Bilancio 2027 prevede una nuova proroga del Bonus Maroni-Giorgetti, destinato ai dipendenti che, pur avendo maturato il diritto alla pensione anticipata, decidono di proseguire l’attività lavorativa. L’iniziativa, inserita nell’articolo 54 del DDL presentato alla Camera il 30 ottobre 2026 (Atto n. 3174), attende ancora l’approvazione definitiva del Parlamento.
Quadro normativo e dettagli dell’estensione
L’estensione del bonus copre i lavoratori che potranno ottenere la pensione anticipata ordinaria entro il 31 dicembre 2027. La normativa di riferimento è la Legge n. 207/2024, che ha introdotto l’esenzione fiscale sulla quota contributiva rinunciata, e la circolare INPS n. 28 del 16 marzo 2026, che ha aumentato di un mese i requisiti contributivi rispetto al 2026. La circolare INPS n. 42 del 3 aprile 2026, invece, definisce la modalità di presentazione della domanda e i criteri di verifica da parte dell’Istituto.
Requisiti di accesso e vantaggi fiscali
Per poter accedere al bonus nel 2027, il dipendente deve aver accumulato almeno 42 anni e 11 mesi di contributi se maschio, oppure 41 anni e 11 mesi se femmina, a fronte dell’adeguamento previsto dalla speranza di vita. Il requisito è incrementato di un mese rispetto al 2026. Chi rispetta tali soglie e mantiene il rapporto di lavoro, senza aver già fruttato una pensione incompatibile, può rinunciare alla quota IVS (attualmente pari al 9,19% nel settore privato) e ricevere l’importo corrispondente direttamente in busta paga, esente da imposte.
Il beneficio comporta due effetti simultanei: da un lato, aumento netto dello stipendio mensile; dall’altro, riduzione del montante contributivo che inciderà sulla pensione futura. Una simulazione dell’Ufficio parlamentare di bilancio, basata su un dipendente privato di 62 anni con reddito annuo lordo di 40.000 €, indica che in cinque anni di adesione il lavoratore potrebbe incassare 18.380 € in più, ma subire una riduzione cumulata di 11.947 € della pensione eventuale, con un vantaggio netto di 6.433 €.
Procedura di domanda all’INPS
La richiesta deve essere inoltrata all’INPS secondo quanto previsto dalla circolare n. 42/2026. Gli interventi possibili includono l’accesso al portale INPS con credenziali SPID, CIE o CNS, la selezione della voce “Domanda di pensione” e, successivamente, la verifica del requisito per il bonus. In alternativa, è possibile rivolgersi a un patronato o chiamare il Contact Center al 803 164 (fisso) o 06 164 164 (mobile). Il tempo medio di definizione è di 30 giorni.
Una volta accertato il diritto, l’INPS comunica l’esito al datore di lavoro tramite il servizio di comunicazione bidirezionale, che provvede a esentare la quota contributiva del dipendente e a versare l’importo aggiuntivo in busta paga. Il bonus resta valido finché il lavoratore mantiene le condizioni richieste; la revoca dell’opzione è possibile una sola volta, con effetto dal mese successivo alla comunicazione.



