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13 Giugno 2026

Differenze negli orari di lavoro in Europa: dati Eurostat 2026

I dati Eurostat rivelano differenze significative negli orari di lavoro tra i Paesi europei, con i Paesi balcanici che registrano le settimane lavorative più lunghe e i Paesi Bassi quelle più brevi.

Differenze negli orari di lavoro in Europa: dati Eurostat 2026

I dati più recenti di Eurostat rivelano un quadro variegato degli orari di lavoro in Europa, con differenze significative tra i vari Paesi. Secondo le statistiche, i lavoratori europei dedicano in media 35,9 ore alla settimana al loro impiego principale, ma questa media nasconde disparità notevoli.

Queste differenze sollevano interrogativi su come i fattori economici, culturali e legislativi influenzino il tempo dedicato al lavoro in ciascun Paese. Vediamo insieme i dettagli di questa analisi.

I Paesi balcanici in testa per ore lavorate

Tra i Paesi dell’Unione Europea, la Grecia si distingue con un orario medio di 39,6 ore settimanali, seguita da vicino dalla Macedonia del Nord con 39,5 ore e dalla Bulgaria con 38,7 ore. Se si estende l’analisi ai Paesi candidati e ai membri dell’EFTA, la Turchia emerge con un impressionante media di 42,4 ore alla settimana.

Questi dati suggeriscono che i Paesi balcanici e dell’Europa orientale tendono ad avere settimane lavorative più lunghe rispetto alla media europea. Secondo il professore David Spencer dell’Università di Leeds, una bassa produttività e una scarsa forza contrattuale dei lavoratori potrebbero spiegare queste differenze.

Il ruolo della contrattazione collettiva

Jorge Cabrita, responsabile senior della ricerca a Eurofound, sottolinea che le diverse modalità di regolazione dell’orario di lavoro giocano un ruolo cruciale. Nei Paesi dove la contrattazione collettiva è più forte, le ore lavorate tendono a essere inferiori.

I Paesi Bassi: il caso del part-time

All’estremo opposto, i Paesi Bassi si distinguono per la settimana lavorativa più breve, con una media di 31,9 ore. Questo risultato è in gran parte dovuto alla diffusione del lavoro part-time, che rappresenta quasi il 43% dell’occupazione totale nel Paese.

Cabrita osserva che, sebbene i lavoratori a tempo pieno nei Paesi Bassi lavorino ancora circa 40 ore alla settimana, la diffusione del part-time contribuisce a ridurre la media complessiva. Anche GermaniaNorvegia e Danimarca registrano orari settimanali inferiori alla media europea, con 33,9 ore.

Differenze tra settori e professioni

Le variazioni negli orari di lavoro non riguardano solo i diversi Paesi, ma anche i settori e le professioni. I lavoratori qualificati nell’agricolturanella silvicoltura e nella pesca registrano la settimana lavorativa più lunga, con una media di 42 ore.

All’estremo opposto, i lavoratori delle professioni elementari hanno la settimana media più corta, con 31,8 oreseguiti dal personale di supporto amministrativo e dagli addetti ai servizi e alle vendite.

Queste differenze riflettono le diverse esigenze e dinamiche dei vari settori economici, nonché le specifiche condizioni di lavoro in ciascun ambito professionale.

Andrea Innocenti
Autore

Andrea Innocenti

Andrea Innocenti ha coordinato dall'estero il rientro di una cronista napoletana durante una crisi diplomatica, gestendo contatti con consolati; è corrispondente esteri che definisce linee editoriali sulla geopolitica. Nato a Napoli, parla dialetto locale e mantiene rapporti con ONG partenopee.