I dati più recenti di Eurostat rivelano un quadro variegato degli orari di lavoro in Europa, con differenze significative tra i vari Paesi. Secondo le statistiche, i lavoratori europei dedicano in media 35,9 ore alla settimana al loro impiego principale, ma questa media nasconde disparità notevoli.
Queste differenze sollevano interrogativi su come i fattori economici, culturali e legislativi influenzino il tempo dedicato al lavoro in ciascun Paese. Vediamo insieme i dettagli di questa analisi.
I Paesi balcanici in testa per ore lavorate
Tra i Paesi dell’Unione Europea, la Grecia si distingue con un orario medio di 39,6 ore settimanali, seguita da vicino dalla Macedonia del Nord con 39,5 ore e dalla Bulgaria con 38,7 ore. Se si estende l’analisi ai Paesi candidati e ai membri dell’EFTA, la Turchia emerge con un impressionante media di 42,4 ore alla settimana.
Questi dati suggeriscono che i Paesi balcanici e dell’Europa orientale tendono ad avere settimane lavorative più lunghe rispetto alla media europea. Secondo il professore David Spencer dell’Università di Leeds, una bassa produttività e una scarsa forza contrattuale dei lavoratori potrebbero spiegare queste differenze.
Il ruolo della contrattazione collettiva
Jorge Cabrita, responsabile senior della ricerca a Eurofound, sottolinea che le diverse modalità di regolazione dell’orario di lavoro giocano un ruolo cruciale. Nei Paesi dove la contrattazione collettiva è più forte, le ore lavorate tendono a essere inferiori.
I Paesi Bassi: il caso del part-time
All’estremo opposto, i Paesi Bassi si distinguono per la settimana lavorativa più breve, con una media di 31,9 ore. Questo risultato è in gran parte dovuto alla diffusione del lavoro part-time, che rappresenta quasi il 43% dell’occupazione totale nel Paese.
Cabrita osserva che, sebbene i lavoratori a tempo pieno nei Paesi Bassi lavorino ancora circa 40 ore alla settimana, la diffusione del part-time contribuisce a ridurre la media complessiva. Anche GermaniaNorvegia e Danimarca registrano orari settimanali inferiori alla media europea, con 33,9 ore.
Differenze tra settori e professioni
Le variazioni negli orari di lavoro non riguardano solo i diversi Paesi, ma anche i settori e le professioni. I lavoratori qualificati nell’agricolturanella silvicoltura e nella pesca registrano la settimana lavorativa più lunga, con una media di 42 ore.
All’estremo opposto, i lavoratori delle professioni elementari hanno la settimana media più corta, con 31,8 oreseguiti dal personale di supporto amministrativo e dagli addetti ai servizi e alle vendite.
Queste differenze riflettono le diverse esigenze e dinamiche dei vari settori economici, nonché le specifiche condizioni di lavoro in ciascun ambito professionale.



