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6 Novembre 2026

Cosa dice la Cassazione su soldi, regali e assegno divorzile

Le pronunce della Cassazione del 2026 spiegano quando è possibile chiedere indietro denaro, come funziona l'assegno divorzile e quali condizioni consentono la sua revisione.

Cosa dice la Cassazione su soldi, regali e assegno divorzile

Il diritto di famiglia si è trovato a dover rispondere a situazioni quotidiane in cui il denaro scambiato tra partner si trasforma in una controversia. La Cassazione, con diverse sentenze del 2026, ha tracciato i confini tra le spese di vita comune, i regali di valore e gli assegni divorzili, ma la risposta arriva spesso quando la separazione è già avvenuta.

Spese quotidiane e arricchimento: il confine delineato dalla Cassazione n. 8793/2026

Secondo l’art. 143 del Codice civile, i coniugi devono contribuire alle necessità della famiglia in proporzione alle proprie risorse. Quando la coppia si scioglie, queste spese non si considerano prestiti ma semplici contributi, quindi non rientrano nella restituzione. Lo stesso principio vale per i conviventi, grazie all’art. 2034, che rende le spese di solidarietà non ripetibili a condizione che siano proporzionate alle disponibilità di chi paga.

Quando si passa dal contributo all’arricchimento ingiustificato

Un caso diverso si verifica se uno dei due ha finanziato l’acquisto o la ristrutturazione di un immobile intestato solo all’altro. La Cassazione, richiamando la sentenza n. 18632/2015, riconosce la possibilità di un indennizzo per arricchimento senza causa, ma solo se l’apporto ha generato un beneficio sproporzionato. I regali di valore, pur non essendo automaticamente donazioni, devono rispettare le forme previste dalla legge per essere considerati tali.

Assegno divorzile vs assegno di separazione: la decisione n. 28123/2026

La Corte ha ribadito che l’assegno divorzile è diverso dall’assegno di separazione. Quest’ultimo si basa sul tenore di vita coniugale, mentre il primo ha una natura assistenziale, compensativa e perequativa (art. 5 comma 6 L. 898/1970). La durata del matrimonio da sola non è sufficiente a giustificarne l’ammontare: occorre dimostrare il sacrificio delle opportunità professionali del richiedente e il suo contributo al patrimonio familiare.

Il caso della figlia maggiorenne

Nel caso esaminato, la madre aveva chiesto di modificare l’affidamento esclusivo al padre e di aumentare l’assegno da 12.000 a 8.500 euro mensili. La Cassazione ha dichiarato inammissibili le impugnazioni perché la figlia aveva raggiunto la maggiore età, creando “carenza di interesse” a contestare la decisione. Inoltre, la mancata prova del sacrificio professionale ha confermato la riduzione dell’assegno.

Revisione dell’assegno di mantenimento: la sentenza n. 19793/2026

Una perdita di lavoro o una variazione sostanziale del reddito non comporta automaticamente una diminuzione dell’assegno. La Cassazione ha precisato che, per chiedere una modifica, il richiedente deve dimostrare che il cambiamento è effettivo, rilevante e successivo all’accordo di separazione (art. 156 c.c.). Il confronto deve partire dalla situazione patrimoniale antecedente la separazione, non da quella attuale.

Limiti alla revisione

Non basta una semplice fluttuazione del reddito: occorre una prova concreta che la nuova condizione abbia alterato l’equilibrio economico originario. Sentenze precedenti (n. 28426/2017, n. 11488/2008) hanno escluso il recupero di fattori già esistenti al momento della separazione, definendo la revisione uno strumento per adattare l’accordo a nuove realtà, non per rinegoziare ciò che era già stato valutato.

Il sistema giuridico italiano assegna al richiedente l’onere di provare il proprio diritto, sia che si tratti di recuperare spese di coppia, sia di modificare un assegno divorzile. La mancanza di ricevute o di documentazione scritta rende il silenzio in amore praticamente una rinuncia, mentre la presenza di clausole patrimoniali o di contratti di convivenza può aprire la porta a rimedi più equi.

Sofia Ricci
Autore

Sofia Ricci

Sofia Ricci, giornalista specializzata in formazione e sviluppo di carriera, guida studenti e professionisti tra percorsi di studio, competenze richieste dal mercato e strategie di crescita professionale.