La pensione per i lavoratori precoci è una misura previdenziale che riconosce, a domanda, la possibilità di anticipare l’accesso al trattamento pensionistico a chi ha iniziato a lavorare in giovane età. Per essere considerati lavoratori precoci occorre dimostrare almeno dodici mesi di contribuzione effettiva prima del compimento del diciannovesimo anno di età. Accanto a questo requisito anagrafico e contributivo, la legge stabilisce specifiche condizioni personali e professionali che permettono di usufruire della riduzione del requisito contributivo.
Requisiti contributivi e categorie temporali
Il cuore della misura è il requisito contributivo. Per i beneficiari il traguardo principale è il conseguimento di 41 anni di contributi entro il 31 dicembre 2026. Esistono però scaglioni differenziati: per i lavoratori impiegati in mansioni classificate come gravose o particolarmente faticose il termine è esteso al 2028; per chi si trova in stato di disoccupazione, per i caregiver o per chi ha un grado di invalidità pari o superiore al 74% si applicano finestre temporali successive con incrementi mensili (ad esempio 41 anni e 1 mese per il 2027 e 41 anni e 3 mesi per il 2028). È possibile, su richiesta del lavoratore, perfezionare il requisito anche mediante il cumulo dei periodi assicurativi ai sensi della legge 24 dicembre 2012, n. 228quando ciò consenta di raggiungere l’anzianità contributiva necessaria.
Chi può accedere: condizioni personali e professionali
La disciplina interessa gli iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO) e alle sue forme sostitutive o esclusive che al 31 dicembre 1995 vantano anzianità contributiva e soddisfano il requisito dei dodici mesi prima dei 19 anni. Oltre allo stato di disoccupazione (con specifiche modalità di cessazione del rapporto di lavoro e attesa di almeno tre mesi dalla fine delle prestazioni a sostegno del reddito), rientrano i caregiver che assistono conviventi con handicap grave da almeno sei mesi e i soggetti con invalidità civile pari o superiore al 74% accertata dalle commissioni competenti.
La norma tutela inoltre chi ha svolto attività usuranti o gravose: dall’addetto alla catena di montaggio ai conducenti di mezzi pesanti, dagli operatori ecologici agli infermieri ospedalieri turnisti, fino a lavoratori dell’agricoltura, del settore siderurgico e della pesca. Per alcune di queste categorie è richiesto di aver svolto l’attività definita come gravosa per almeno sette degli ultimi dieci anni, o per almeno sei degli ultimi sette anni, come previsto dalla normativa.
Modalità di accesso, termini e decorrenze
Per ottenere il riconoscimento del beneficio è necessario presentare una domanda specifica entro i termini annuali stabiliti: la scadenza principale è il 31 marzo di ogni anno; domande presentate entro il 15 luglio o entro il 30 novembre possono essere valutate solo se rimangono risorse finanziarie disponibili. Solo se la richiesta di riconoscimento risulta positiva e viene verificata la copertura finanziaria, il richiedente potrà presentare la domanda di pensione anticipata vera e propria.
Per quanto riguarda la decorrenza della pensionei lavoratori che perfezionano i requisiti dal 1° gennaio 2019 hanno diritto alla prestazione dopo finestre temporali che prevedono un periodo di attesa (in diversi casi tre mesi dalla maturazione del requisito o a partire dal primo giorno del mese successivo all’apertura della finestra). Specifiche disposizioni contenute nell’articolo 1, comma 163, della legge di bilancio 2026 modulano ulteriormente le finestre per i soggetti iscritti a gestioni esclusive dell’AGO la cui pensione è liquidata a carico di casse particolari (CPDEL, CPS, CPI, CPUG), con tempi di decorrenza che variano da tre fino a nove mesi a seconda dell’anno di maturazione del requisito.
Incompatibilità, cumulabilità e modalità di presentazione della domanda
Una regola importante è che, dalla decorrenza della pensione anticipata con requisito ridotto, il trattamento non può essere cumulato con redditi da lavoro subordinato o autonomo per il periodo di anticipo rispetto ai requisiti generali. Inoltre, il beneficio non è sommabile con altre maggiorazioni per le stesse attività lavorative, benché sia possibile cumularlo con alcune maggiorazioni di status previste dalla normativa vigente. La domanda va inoltrata all’INPS tramite il servizio online dedicato; in alternativa è possibile utilizzare il contact center (803 164 da rete fissa, 06 164 164 da rete mobile) oppure rivolgersi a enti di patronato e intermediari abilitati che utilizzano i canali telematici dell’Istituto.
Il procedimento amministrativo segue i termini ordinari della legge sulla trasparenza amministrativa (legge n. 241/1990) con un termine base di trenta giorni per l’adozione dei provvedimenti, salvo termini specifici stabiliti dall’Istituto nei casi che richiedono tempi differenti. È quindi fondamentale controllare lo stato della pratica e assicurarsi che la documentazione comprovante lo stato personale e i periodi contributivi sia completa al momento della presentazione.



