La trattativa per il CCNL Sanità 2026-2027 è in fase avanzata e interessa più di 590mila addetti del Servizio Sanitario Nazionale. Le parti hanno definito una proposta economica che prevede aumenti progressivi in busta paga e arretrati medi stimati intorno a 1.200 euro. Al centro del confronto ci sono risorse crescenti messe sul tavolo dall’ARAN, la ripartizione degli aumenti in anni successivi e le quote dedicate alle indennità per i profili più esposti.
Il perimetro del rinnovo include figure come infermieri, OSS, tecnici sanitari, personale amministrativo e altre categorie di supporto impiegate nelle aziende ed enti del SSN. Restano invece fuori dalla tornata contrattuale i medici e i dirigenti sanitari, che seguono percorsi negoziali distinti. Questa separazione incide sia sugli importi degli aumenti sia sulle voci accessorie applicabili a ciascuna categoria, con conseguenze pratiche sulla composizione della busta paga e sulle tabelle retributive.
Risorse stanziate e indirizzi della proposta
L’ARAN ha presentato una cornice finanziaria articolata: circa 512 milioni di euro per il 2026, oltre 1 miliardo per il 2026 e 1,537 miliardi a regime dal 2027. Queste disponibilità costituiscono la base per gli incrementi e si affiancano al percorso già avviato con il CCNL Sanità 2026-2026. Una parte delle risorse è indirizzata in modo mirato alle indennità, cioè compensi aggiuntivi destinati alle aree con maggiore pressione organizzativa, come i pronto soccorso e i reparti con alto contatto assistenziale.
Dettaglio degli incrementi tabellari
La proposta prevede aumenti tabellari calcolati su tredici mensilità: 48 euro mensili dal 1° gennaio 2026, 97 euro dal 1° gennaio 2026 e 145 euro a regime dal 1° gennaio 2027. Sommate alle indennità dedicate ai profili più esposti, le maggiorazioni possono arrivare in media fino a 209 euro mensili per alcuni lavoratori. Nel complesso la crescita indicata per il triennio corrisponde a circa 7,76%, comprensiva sia degli incrementi generali sia delle quote collegate alle voci accessorie.
Arretrati: stima e modalità di calcolo
Gli arretrati maturati fino alla chiusura della trattativa sono stimati in una media di 1.200 euro per lavoratore. Il valore effettivo varierà in funzione della decorrenza delle diverse voci economiche, dell’area di inquadramento, della posizione occupata e delle indennità specifiche collegate alla professione o al servizio svolto. Gli importi definitivi saranno ricavati dalle tabelle contrattuali che verranno approvate e saranno inseriti in busta paga dopo i controlli e la firma definitiva dell’ipotesi di contratto.
Tempi della trattativa e prossimi passaggi
Il negoziato prevede ulteriori incontri programmati il 12 maggio e il 26 maggio, con l’obiettivo dichiarato di chiudere l’intesa entro il mese di luglio. La conclusione dipenderà dall’accordo tra ARAN e sindacati su aspetti economici, sulle indennità e sulle norme contrattuali. Dopo un’intesa di massima, il testo dovrà seguire le verifiche previste per la contrattazione pubblica prima della sottoscrizione definitiva e dell’applicazione delle nuove tabelle in busta paga.
Impatto pratico e cosa attendersi
Nel concreto l’effetto sulla retribuzione sarà differenziato: alcuni profili, in particolare infermieri e personale dei pronto soccorso, potrebbero beneficiare di componenti aggiuntive più consistenti grazie alle indennità, mentre altre categorie vedranno prevalere l’incremento tabellare generale. È importante ricordare che gli importi finali dipenderanno dalle tabelle contrattuali e dalle verifiche amministrative; per questo motivo la comunicazione ufficiale dopo la firma rimarrà la fonte definitiva per conoscere gli importi effettivi in busta paga.