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14 Ottobre 2026

Studenti in fuga e corsi obbligatori: l’Italia sfida il Bangladesh

L’Italia perde talenti e il Bangladesh investe in IA: numeri, opportunità e consigli per il tuo futuro.

Studenti in fuga e corsi obbligatori: l’Italia sfida il Bangladesh

Il paese sta vivendo una crisi demografica senza precedenti: la denatalità riduce costantemente il numero di giovani, spingendo le università a cercare nuove fonti di iscritti all’estero. Parallelamente, la fuga di studenti verso Studi all’estero resta una minaccia reale, soprattutto per le discipline più richieste dal mercato del lavoro.

Allo stesso tempo, i diplomati si trovano davanti a tre scenari possibili – proseguire gli studi, entrare subito nel mondo del lavoro, o scegliere percorsi alternativi come il volontariato o un anno sabbatico. La decisione ideale dovrebbe riflettere le proprie aspirazioni, piuttosto che le aspettative altrui, e richiede una buona dose di informazione e consapevolezza.

Mobilità internazionale in Italia: dati recenti e confronto con l’OCSE

Nel 2024 la quota di studenti in mobilità internazionale in uscita dall’Italia si attesta al 4 % del totale universitario, contro un 5 % di studenti entranti. A livello dell’OCSE, la media è rispettivamente del 6 % e del 12 %. Alcuni paesi europei mostrano divergenze marcate: la Germania attira il 13 % di studenti italiani ma ne perde solo il 5 %; la Francia registra un flusso di uscita del 4 % e un ingresso del 10 %; i Paesi Bassi hanno il 2 % di uscita e l’18 % di ingresso.

Le discipline più colpite

Le lauree di primo e secondo livello sono le più vulnerabili: nel 2024 le lauree triennali hanno registrato 0 % di studenti internazionali mentre le lauree magistrali hanno raggiunto appena il 5 %. I percorsi di master mostrano una quota dell’11 % e i dottorati il 17 %, ma entrambi rimangono ben al di sotto della media OCSE (24 % per i master, 34 % per i dottorati). In confronto, paesi anglofoni come Canada o Regno Unito superano il 45 % di internazionalità nei master.

Scelte dopo la maturità: studiare, lavorare o altre opzioni

Chi termina la scuola superiore deve valutare se proseguire gli studi universitari o avviare subito una carriera. Le professioni regolamentate (medico, avvocato, ingegnere, architetto) richiedono un percorso accademico formale, mentre settori dinamici come la tecnologia o il marketing possono accettare candidati con competenze digitali acquisite anche tramite corsi online o esperienze pratiche. È importante ricordare che nessuna scelta è intrinsecamente “giusta” o “sbagliata”; fattori esterni – evoluzione del mercato del lavoro, sviluppo dell’Intelligenza Artificiale – possono modificare rapidamente le prospettive occupazionali.

Il Bangladesh rende obbligatori corsi su IA, employability ed etica

A partire da gennaio 2027, tutte le università bengalesi introdurranno tre moduli obbligatori: Information Technology con intelligenza artificialecompetenze per il mercato del lavoro e etica professionale. L’iniziativa fa parte del progetto “Higher Education Acceleration and Transformation” e mira a colmare le lacune individuate tra università e industria, fornendo agli studenti capacità di colloquio, comunicazione efficace e padronanza degli strumenti digitali.

Le lezioni per l’Italia

Il Rapporto AlmaLaurea 2026 evidenzia che i laureati che conoscono almeno cinque strumenti informatici hanno il 18,6 % in più di probabilità di trovare occupazione entro un anno dalla laurea rispetto a chi ne conosce solo due. Il tasso di occupazione a cinque anni per i laureati di secondo livello è salito al 94,4 %, mentre la disoccupazione è scesa al 2,6 %. Tuttavia, il divario territoriale persiste: chi studia o risiede al Nord ha il 55,9 % di probabilità in più di essere occupato rispetto al Sud. Inoltre, esperienze di studio all’estero aumentano la probabilità di occupazione del 9,4 % e un periodo di lavoro continuativo durante gli studi raddoppia le chance di impiego.

Luca Ferrari
Autore

Luca Ferrari

Luca Ferrari, giornalista di economia del lavoro e risorse umane, analizza organizzazione aziendale, welfare e diritto del lavoro con uno sguardo alle dinamiche tra imprese e dipendenti.