Nel panorama economico italiano, le retribuzioni variano in modo marcato a seconda della categoria professionale, del settore di appartenenza e del livello di istruzione. I dati più recenti, raccolti da studi istituzionali e osservatori del lavoro, consentono di tracciare una mappa dettagliata degli stipendi medi per il 2024-2025, evidenziando chi si posiziona ai vertici e chi resta ai margini della classifica.
Profili di guadagno: dipendenti, liberi professionisti e autonomi
Il rapporto di un importante centro studi ha confrontato i redditi lordi dichiarati nel 2024 dai lavoratori iscritti all’INPS. Tra i dipendenti, la fascia più alta è occupata dagli sportivi professionisti con una media di 250.830 euro annui. Seguono il personale sanitario (94.020 euro) e i giornalisti dipendenti (70.220 euro).
Al polo opposto troviamo i coltivatori diretti con una media di appena 12.320 euro seguiti da parasubordinati, lavoratori dello spettacolo, commercianti e insegnanti, tutti entro i 23-28 mila euro annui.
Per i liberi professionisti i notai guidano la classifica con 164.758 euro di reddito medio, seguiti da attuari (112.966 euro) e farmacisti titolari di farmacia (112.525 euro). Le professioni più penalizzate sono i giornalisti co.co.co (10.857 euro) e gli agrotecnici (17.151 euro).
Infine, tra i lavoratori autonomi soggetti a ISA, gli intermediari del commercio guadagnano in media 69.500 euro**, mentre i gestori di discoteche e scuole di danza chiudono la classifica con 11.700 euro lordi.
Salari per operai, impiegati e quadri: il peso del settore
Il Salary Outlook 2026, basato sui dati del 2025, mostra che la retribuzione media annua lorda per gli operai è di 27.909 euro. I settori più remunerativi sono le telecomunicazioni (31.577 euro), l’ingegneria (30.805 euro) e il Oil & Gas (30.604 euro). Al di sotto della media risultano edilizia, grande distribuzione e moda.
Per gli impiegati la media sale a 34.635 euro. Il settore Oil & Gas resta al primo posto con 41.242 euro seguito da ingegneria, apparecchiature elettroniche ed energia. I lavori nel turismo e nei viaggi sono i meno pagati, con 30.318 euro.
La categoria dei quadri – figure di raccordo tra impiegati e dirigenti – presenta una media di 58.551 euro. Anche qui il Oil & Gas guida la classifica (64.943 euro), con navale, moda di lusso e alimentari tra i più vantaggiosi. I settori in calo rispetto alla media includono tessile, trasporti e telecomunicazioni.
Il ruolo della laurea nella distribuzione dei guadagni
Le statistiche del University Report 2026 evidenziano che, nonostante il tasso di disoccupazione giovanile rimanga intorno al 20 % (simile al 2024), i laureati mantengono un vantaggio significativo sul mercato del lavoro: il tasso di occupazione per chi possiede una laurea è dell’82,8 % contro il 62,5 % della forza lavoro complessiva. Il tasso di disoccupazione per i laureati è solo del 3,3 %.
Le discipline STEM (Scienze, Tecnologia, Ingegneria, Matematica) e i corsi medico-sanitari mostrano le migliori prospettive occupazionali e salariali, con una minore incidenza di mismatch orizzontale (lavori non correlati al titolo di studio). Al contrario, le lauree umanistiche, artistiche e di design tendono a generare percorsi più incerti e guadagni medi inferiori.



