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18 Settembre 2026

Lavoro 2026: 565mila nuove assunzioni a settembre, 44% dei profili mancanti

Il mercato del lavoro italiano registra 565.000 assunzioni a settembre, ma quasi la metà dei profili è difficile da coprire.

Lavoro 2026: 565mila nuove assunzioni a settembre, 44% dei profili mancanti

Il rapporto mensile pubblicato da Unioncamere e dal Ministero del Lavoro indica che, nel solo mese di settembre 2026, le imprese italiane hanno programmato 565.000 nuove assunzioni. Se si estende l’analisi al trimestre, il numero sale a 1,5 milioni di posti entro la fine di novembre. Nonostante l’alto volume, la domanda è scesa dello 0,6% rispetto allo stesso periodo del 2025 e quasi la metà dei profili richiesti è considerata introvabile.

Domanda di lavoro a livello nazionale: settori e regioni

I servizi rimangono il motore principale, concentrando il 65,6% degli annunci. L’ industria e le costruzioni seguono con il 26,5%, mentre il settore primario si attesta al 7,9%. A livello di categorie, la top three è composta da impiegati e professioni commerciali (177.000 posizioni), operai specializzati e conduttori di impianti (163.000) e dirigenti, specialisti e tecnici (120.000). Il ruolo più richiesto resta quello di addetto alla ristorazione con 66.790 offerte, seguito da addetti alle vendite, personale per le pulizie e operatori logistici.

Le regioni al centro dell’attività di assunzione

Lombardia, Lazio e Veneto guidano il ranking assoluto, con rispettivamente 114.480, 58.790 e 51.610 posti vacanti. A livello di crescita percentuale, la Basilicata sorprende con +14,9%, seguita da Trentino-Alto Adige (+9,4%) e Puglia (+6,6%). Al contrario, Abruzzo e Liguria registrano le contrazioni più marcate, -8,9% e -7,2%.

Profili più scarsi e professioni in evoluzione

Il 44,1% delle richieste aziendali non trova risposta sul mercato. Le categorie più difficili da coprire sono gli esercenti delle vendite (90,9% di difficoltà) e gli impiegati nei servizi ricreativi e culturali (72,6%). Nei vertici dirigenziali, i manager delle scienze della vita e i dirigenti generali mostrano tassi di mancata reperibilità del 73,3% e 67,3% rispettivamente, mentre gli ingegneri hanno il 63,5% di posizioni vacanti non coperte.

Professioni emergenti

Per la prima volta il rapporto segnala le categorie in più rapida crescita. Tra i tecnici spiccano gli specialisti di apparecchiature ottiche e audio-video gli ingegneri e i professionisti dell’educazione. Nei ruoli d’ufficio, gli addetti alle macchine d’ufficio e gli esercenti del commercio registrano un notevole incremento, così come il personale attivo nei servizi ricreativi e culturali. Tra gli operai crescono i conduttori di veicoli a motore i macchinisti per il movimento terra e gli addetti alle lavorazioni metalliche automatizzate.

Il caso della Toscana settentrionale: Lucca, Massa-Carrara e Pisa

Nel contesto toscano, le previsioni per settembre 2026 mostrano un leggero rialzo rispetto all’anno precedente: sono previsti 1.200 nuovi posti, +3% rispetto al 2025. Tuttavia, la variazione è disomogenea. Massa-Carrara registra un +3% in termini percentuali ma resta con un volume assoluto inferiore a quello delle altre province; Pisa segna +4%, mentre Lucca cade del 7%, generando un risultato complessivo di -1% per l’intera area. Il 61% delle assunzioni (730 unità) riguarda il settore dei servizi con il restante 38% (450 unità) destinato all’industria.

Tipologia di contratti e stabilità occupazionale

Il dato nazionale evidenzia che solo il 22% delle nuove assunzioni sarà a tempo indeterminato o di apprendistato. Anche nella zona toscana la tendenza persiste: poco più di un quinto dei contratti è stabile, mentre la maggioranza rimane a tempo determinato o in forme flessibili. Nei comparti ad alta specializzazione – ad esempio i dirigenti/tecnici a Massa-Carrara – i contratti stabili salgono al 27%, con una diminuzione dell’8% dei contratti a termine. Nel manifatturiero la quota di assunzioni a tempo indeterminato raggiunge il 60%.

Le imprese continuano a richiedere esperienza pregressa (65% dei posti) e, in meno del 20% un titolo di studio terziario come laurea o diploma ITS. Le categorie demografiche più bersaglio sono i giovani under 30 (27,6% dei posti), i lavoratori stranieri (23%) e le candidature femminili (17,1%).

Sofia Ricci
Autore

Sofia Ricci

Sofia Ricci, giornalista specializzata in formazione e sviluppo di carriera, guida studenti e professionisti tra percorsi di studio, competenze richieste dal mercato e strategie di crescita professionale.