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5 Settembre 2026

Scuola italiana: precariato e cattedre scoperte, la situazione attuale

La scuola italiana affronta una crisi di precariato e cattedre scoperte, con dati allarmanti che rivelano le sfide attuali del sistema educativo.

Scuola italiana: precariato e cattedre scoperte, la situazione attuale

La scuola italiana si trova ad affrontare una situazione complessa, caratterizzata da un elevato livello di precariato e da una significativa carenza di insegnanti, soprattutto nelle regioni settentrionali. I dati più recenti evidenziano una situazione che, seppur con alcuni miglioramenti, presenta ancora numerose criticità.

L’inizio del nuovo anno scolastico ha portato alla luce una realtà che vede da un lato un aumento delle stabilizzazioni, ma dall’altro un persistente ricorso al lavoro precario, soprattutto per le cattedre di sostegno. Questo scenario richiede un’analisi approfondita per comprendere le dinamiche in atto e le possibili soluzioni.

L’aumento delle stabilizzazioni e le luci della scuola italiana

Tra i dati positivi, emerge un sensibile incremento delle stabilizzazioni, con una percentuale di posti disponibili coperti con l’assunzione di insegnanti di ruolo che si avvicina all’80%. Questo rappresenta un miglioramento significativo rispetto agli anni precedenti, quando la percentuale era inferiore. Tuttavia, nonostante questo progresso, la situazione rimane critica in molti aspetti.

Le ombre del precariato e le cattedre scoperte

La criticità più allarmante riguarda l’insegnamento di sostegno, dove il divario tra l’organico di diritto e i docenti effettivamente necessari in classe ha raggiunto livelli critici. I dati mostrano che, a livello nazionale, i posti in organico di diritto previsti sono insufficienti a coprire il reale fabbisogno degli istituti. Questo ha portato a un ricorso massiccio a supplenti e docenti precari per coprire le cattedre scoperte.

La situazione nel Nord Italia

Le regioni settentrionali, come Lombardia, Piemonte e Veneto, sono quelle che risentono maggiormente di questa carenza. In Lombardia, ad esempio, su 4.292 posti disponibili, le assunzioni effettive si sono fermate a quota 2.088. In Veneto, su 1.315 posti vacanti, i docenti assunti in ruolo sono stati appena 924. Questa situazione è particolarmente preoccupante per la scuola primaria e dell’infanzia, dove la carenza di candidati specializzati è evidente.

Il personale ATA e la richiesta di riforme

Le problematiche della stabilizzazione non risparmiano il personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA). Anche su questo fronte, si chiede un intervento strutturale per superare una normativa penalizzante che limita le assunzioni in ruolo esclusivamente alla copertura del turnover derivante dai pensionamenti. La CISL Scuola sottolinea l’importanza di adeguare stabilmente gli organici e di rimuovere i vincoli legislativi che impediscono di coprire tutti i posti con personale stabile.

Senza riforme strutturali capaci di allineare gli organici alle reali necessità delle scuole e senza un piano efficace per formare docenti specializzati, l’Italia sarà condannata a un ricorso massiccio al lavoro precario, una situazione già oggetto di censura in ambito comunitario.

Il precariato nella scuola di Modena

La situazione del precariato non è limitata alle regioni settentrionali. Anche a Modena, l’inizio del nuovo anno scolastico ha portato alla luce una realtà complessa. I sindacati hanno denunciato che le assunzioni hanno portato in ruolo 550 insegnanti e 203 tra amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici, ma non sono state in grado di ricoprire il fabbisogno degli istituti.

Le cattedre-spezzatino e i disagi logistici

Un dato che colpisce riguarda il sostegno. Tra conferme e primo bollettino, si arriva a 1.304 incarichi a termine, quasi il 65% di tutti quelli assegnati finora. Questo rappresenta un problema significativo, soprattutto per il lavoro più delicato, quello che dovrebbe assicurare continuità ai bambini e ai ragazzi più fragili. Inoltre, sono centinaia le cosiddette ‘cattedre-spezzatino’, con l’orario di servizio distribuito tra più istituti.

Le difficoltà maggiori riguardano l’infanzia e la primaria. Nei prossimi giorni arriveranno rinunce, rettifiche, nuove disponibilità e altri scorrimenti. Tuttavia, la scuola non può vivere ogni settembre con il fiato sospeso. Servono procedure rapide, dati chiari e cattedre costruite meglio. Ogni giorno perso ricade sulle scuole, sugli studenti e sui lavoratori.

A queste difficoltà si aggiunge l’emergenza casa. Chi arriva da fuori provincia ha pochi giorni per trovare un alloggio in una delle aree più costose dell’Emilia. Affitti alti, pochi contratti temporanei e stipendi che non reggono il costo della vita fanno sì che una nomina possa diventare economicamente insostenibile.

Andrea Innocenti
Autore

Andrea Innocenti

Andrea Innocenti ha coordinato dall'estero il rientro di una cronista napoletana durante una crisi diplomatica, gestendo contatti con consolati; è corrispondente esteri che definisce linee editoriali sulla geopolitica. Nato a Napoli, parla dialetto locale e mantiene rapporti con ONG partenopee.