La prossima legge di bilancio del 2026 si profila come un cantiere complesso e articolato, con diverse priorità in agenda. Tra le misure più attese ci sono la riduzione dell’Irpef interventi sulle pensioni e incentivi per il lavoro. Il governo sta valutando diverse opzioni per bilanciare le esigenze di riduzione del carico fiscale con le necessità di sostenere le famiglie e le imprese.
Riforma dell’Irpef: l’obiettivo del 33% fino a 60 mila euro
Uno dei punti centrali della manovra riguarda la riforma dell’Irpef. Fratelli d’Italia punta a estendere l’aliquota del 33% fino a 60 mila euro di reddito, una misura che potrebbe beneficiare circa un milione di contribuenti. Tuttavia, il costo stimato di questa riforma, pari a oltre un miliardo di euro, rappresenta una sfida per le coperture finanziarie. Il governo sta valutando diverse opzioni per sterilizzare gli effetti sui redditi più alti, al fine di contenere il costo complessivo dell’intervento.
Pensioni: stop all’aumento dell’età pensionabile e uscita flessibile a 64 anni
Le pensioni sono un altro capitolo cruciale della manovra. La Lega propone di bloccare l’aumento di un mese dell’età pensionabile previsto dal 2027 e di reintrodurre un canale di uscita anticipata a 64 anni. Questi interventi mirano a dare un segnale all’elettorato nell’ultima manovra della legislatura. Tuttavia, il nodo delle coperture finanziarie rimane aperto. Una possibile soluzione potrebbe essere il contributo straordinario sugli utili bancari, che potrebbe finanziare in parte le misure previdenziali.
Contributo straordinario sulle banche: 5% sugli utili per tre anni
La Lega ha proposto un contributo straordinario del 5% sugli utili delle banche per tre anni, con l’obiettivo di finanziare sanità e misure sociali. Questo contributo potrebbe generare un gettito di oltre 1,5 miliardi di euro l’anno, ma si inserisce in un contesto già appesantito dai contributi richiesti alle banche con l’ultima legge di bilancio. Forza Italia, tuttavia, è contraria a nuove imposte, creando un punto di tensione all’interno della maggioranza.
Lavoro: incentivi alla produttività e sostegno a donne e giovani
Sul fronte del lavoro il governo sembra orientato a confermare e rafforzare una serie di misure già sperimentate negli ultimi anni. Tra le priorità figura il rinnovo della tassazione agevolata sui premi di produttività, considerata utile per sostenere i salari. Allo studio ci sono anche incentivi all’occupazione giovanile e femminile, nonché il rifinanziamento di misure legate alla formazione continua. Il pacchetto lavoro rappresenta uno dei tasselli principali della manovra.
Flessibilità UE: 36 miliardi nel triennio per energia e difesa
Una parte consistente della legge di bilancio dipenderà dagli spazi concessi dall’Unione europea. Il governo punta ad attivare le clausole di flessibilità previste per le spese legate a energia e difesa, ottenendo margini aggiuntivi fino a 36 miliardi nel triennio. Secondo l’impostazione illustrata dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, circa 14 miliardi deriverebbero dalla clausola per l’energia e 22 miliardi da quella per la sicurezza e la difesa. Tuttavia, il percorso resta subordinato all’esito della procedura per deficit eccessivo che coinvolge l’Italia.
Bonus per le ristrutturazioni: proroga della detrazione al 50%
Tra i capitoli sotto osservazione c’è quello della casa. Nel quadro della finanziaria si discute del futuro delle detrazioni per le ristrutturazioni edilizie e del bonus mobili, due strumenti che negli ultimi anni hanno sostenuto sia le famiglie sia il settore delle costruzioni. La normativa vigente prevede una riduzione delle agevolazioni, ma nel centrodestra cresce la pressione per evitare un ridimensionamento degli incentivi. Si valuta infatti la possibilità di confermare le aliquote attuali per gli interventi sulle abitazioni principali e di prorogare il bonus mobili al 50% fino a 5mila euro.



