Il mondo del lavoro pubblico è in fermento grazie al nuovo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) per le Funzioni Centrali, firmato il 6 agosto 2026. Questo accordo, che copre il triennio 2026-2027, riguarda circa 200.000 dipendenti e introduce significativi aumenti salariali e il pagamento degli arretrati maturati dal 1° gennaio 2026.
Gli incrementi, che entreranno in vigore a partire da settembre 2026, varieranno in base alla categoria professionale e raggiungeranno fino a 221 euro lordi mensili per le elevate professionalità. Inoltre, gli arretrati saranno liquidati in autunno 2026, con importi che superano i mille euro lordi per alcune categorie.
Gli aumenti stipendiali: chi ne beneficerà e quanto
Il nuovo CCNL introduce aumenti salariali progressivi che entreranno in vigore in due fasi. A partire da settembre 2026, gli incrementi lordi mensili saranno:
- 89,50 euro per gli operatori
- 94,20 euro per gli assistenti
- 114,40 euro per i funzionari
- 156,20 euro per le elevate professionalità
Da gennaio 2027, gli incrementi aumenteranno ulteriormente:
- 126,60 euro per gli operatori
- 133,20 euro per gli assistenti
- 161,80 euro per i funzionari
- 221 euro per le elevate professionalità
Questi aumenti sono calcolati su 13 mensilità e rappresentano un riconoscimento del valore delle competenze e delle responsabilità dei dipendenti pubblici.
Gli arretrati: quando e come saranno pagati
Oltre agli aumenti, il nuovo CCNL prevede il pagamento degli arretrati maturati dal 1° gennaio 2026. Questi importi, che saranno liquidati in autunno 2026, varieranno a seconda della categoria professionale:
- 1.019,24 euro per gli operatori
- 1.073,58 euro per gli assistenti
- 1.303,66 euro per i funzionari
- 1.780,04 euro per le elevate professionalità
Gli arretrati saranno pagati in un’unica soluzione e rappresentano un importante riconoscimento per i dipendenti che hanno atteso a lungo l’aggiornamento delle tabelle retributive.
Altre novità introdotte dal nuovo CCNL
Il nuovo contratto non si limita agli aumenti salariali, ma introduce anche altre novità significative per i dipendenti pubblici. Tra queste:
- L’aumento del valore minimo dei buoni pasto a 7 euro
- La possibilità di ridurre la pausa lavorativa a 10 minuti su richiesta del dipendente
- La previsione di percorsi di formazione sull’uso dell’intelligenza artificiale
- L’introduzione della figura del social media e digital manager nell’organico degli statali
Queste novità mirano a migliorare le condizioni di lavoro e a promuovere l’innovazione nel settore pubblico.



