Il calcio italiano è un mondo di contrasti, dove le differenze economiche tra le squadre si riflettono anche negli stipendi degli allenatori. La stagione 2026-2027 della Serie A non fa eccezione, con una classifica degli stipendi che rivela disparità significative tra i tecnici delle varie squadre.
Massimiliano Alvini, alla guida del Frosinone, è uno dei tecnici meno pagati del campionato. Con un ingaggio lordo di 700mila euro a stagione, si colloca al penultimo posto della graduatoria, davanti solo a Eusebio Di Francesco del Lecce, che percepisce 600mila euro lordi. Questi stipendi, tradotti in termini netti, si attestano intorno ai 360-390mila euro all’anno per Alvini, ovvero poco più di 30mila euro al mese.
I top manager del calcio italiano
In cima alla classifica degli stipendi degli allenatori di Serie A troviamo due nomi di spicco: Gian Piero Gasperini e Luciano Spalletti, entrambi con un ingaggio lordo di 9 milioni di euro a stagione. Segue Massimiliano Allegri, neo allenatore del Napoli, con 8,3 milioni lordi. Ruben Amorim, alla guida del Milan, e Maurizio Sarri, all’Atalanta, percepiscono entrambi 6,5 milioni di euro lordi annui.
Cristian Chivu, l’allenatore dell’Inter, chiude la lista dei top-coach con 5,3 milioni di euro lordi a stagione. Questi dati evidenziano come le grandi squadre del campionato italiano investano cifre considerevoli nei loro tecnici, considerandoli pilastri fondamentali per il successo sportivo.
Le scelte economiche delle squadre di medio-basso rango
Al di là dei grandi club, ci sono squadre che puntano su tecnici con stipendi più contenuti. Domenico Tedesco, nuovo allenatore del Bologna, percepisce 3,7 milioni di euro lordi, così come Ivan Juric della Monza. Fabio Grosso, alla Fiorentina, ha un ingaggio lordo di 2,2 milioni di euro, mentre Daniele De Rossi del Genoa ne percepisce 2,4.
Tra i tecnici rivelazione dello scorso campionato, Cesc Fabregas del Como ha uno stipendio di 1,8 milioni di euro lordi. Questo dato suggerisce che il suo contratto potrebbe non essere stato ritoccato di recente. In coda alla classifica troviamo Alberto Aquilani del Sassuolo con 1,1 milioni di euro e Ignazio Abate del Torino con 1,4 milioni.
La filosofia del Frosinone: sostenibilità e valorizzazione
Il Frosinone, con Massimiliano Alvini in panchina, rappresenta un esempio di come alcune squadre puntino su una filosofia di sostenibilità finanziaria. La dirigenza frusinate ha scelto di investire in un tecnico affamato e di grande esperienza, capace di valorizzare le risorse umane a disposizione piuttosto che in ingaggi milionari.
Questa scelta si inserisce in una strategia ben definita: massima sostenibilità finanziaria, controllo rigoroso del monte ingaggi e centralità della programmazione. In un calcio sempre più condizionato da costi di gestione elevati, il Frosinone punta su Alvini per dimostrare che i risultati non sono necessariamente proporzionali allo stipendio.
La vera sfida per Alvini sarà dimostrare, ancora una volta, che il successo sportivo può essere raggiunto anche con risorse economiche limitate, valorizzando al massimo il potenziale della squadra.
Intanto, sul fronte del mercato, il Frosinone sta lavorando per l’arrivo di Andreas Hountondji, l’attaccante di proprietà del Burnley. La formula del prestito con obbligo di riscatto in caso di salvezza sembra essere quella più gettonata per questo trasferimento.



