Il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) ha autorizzato l’assunzione a tempo indeterminato di 12.222 unità di personale ATA per l’anno scolastico 2026/2027. Questa decisione, comunicata il 4 agosto 2026, consente al Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) di avviare le procedure per le immisioni in ruolo sui posti vacanti e disponibili.
Tuttavia, il numero delle assunzioni autorizzate è inferiore rispetto ai posti effettivamente liberi negli organici delle scuole, coprendo solo una parte delle disponibilità. A livello nazionale, le disponibilità superano infatti le 34 mila unità, con migliaia di cattedre che continueranno a essere coperte mediante supplenze.
Distribuzione dei posti autorizzati per profilo professionale
Le immisioni in ruolo sono così distribuite tra i diversi profili professionali del personale ATA
- 326 Funzionari ed Elevata Qualificazione (ex DSGA);
- 2.623 Assistenti amministrativi;
- 824 Assistenti tecnici;
- 8.379 Collaboratori scolastici;
- 7 Operatori dei servizi agrari;
- 23 Guardarobieri;
- 23 Cuochi;
- 17 Infermieri.
Il totale delle assunzioni autorizzate è di 12.222 posti.
Come si svolgeranno le nomine
Le procedure di immissione in ruolo saranno gestite dagli Uffici Scolastici Regionali (USR) che pubblicheranno i contingenti assegnati alle singole province e il calendario delle operazioni. Le assunzioni saranno effettuate utilizzando le graduatorie permanenti provinciali (graduatorie ATA 24 mesi) valide per l’anno scolastico 2026/2027, secondo le modalità previste dalla normativa vigente.
Gli aspiranti interessati alle assunzioni dovranno monitorare i siti web degli Uffici Scolastici Regionali e degli Uffici Scolastici Provinciali dove saranno pubblicati:
- i contingenti regionali e provinciali;
- i calendari delle convocazioni;
- le istruzioni operative per l’accettazione della nomina;
- gli eventuali scorrimenti delle graduatorie.
Le criticità evidenziate dagli esperti
Tra gli aspetti maggiormente evidenziati figurano:
- l’elevato numero di posti che resteranno scoperti;
- il ricorso ancora consistente ai contratti a tempo determinato
- la difficoltà di garantire continuità amministrativa
- l’aumento del carico di lavoro nelle segreterie scolastiche.
La differenza tra il numero delle assunzioni autorizzate e quello dei posti realmente vacanti conferma come il tema degli organici continui a incidere sull’efficienza delle segreterie scolastiche e sulla qualità dei servizi amministrativi, tecnici e ausiliari offerti alle comunità educative.



