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25 Luglio 2026

Centri di radioterapia in Campania senza contratti: pazienti a rischio

I centri di radioterapia accreditati in Campania sono in crisi per la mancanza di contratti con le Asl, mettendo a rischio le cure per migliaia di pazienti oncologici.

Centri di radioterapia in Campania senza contratti: pazienti a rischio

In Campania, i centri di radioterapia accreditati stanno affrontando una crisi senza precedenti che potrebbe portare all’interruzione delle cure per migliaia di pazienti oncologici. La situazione è critica e richiede un intervento immediato per evitare conseguenze gravi.

La mancanza di contratti definitivi con le Asl e la programmazione regionale ferma da oltre un anno stanno mettendo a dura prova le strutture private accreditate, che rappresentano un pilastro fondamentale per l’assistenza oncologica nella regione.

La crisi dei contratti e la programmazione regionale

Siamo a fine luglio 2026 e, per la radioterapia, mancano ancora gli accordi definitivi con le Asl per l’anno in corso. Le strutture stanno operando con una proroga informale basata sui volumi del 2026, che però sono già sottostimati. Le prestazioni indifferibili e salvavita esigono una programmazione tempestiva, ma a queste condizioni non è più possibile garantire il servizio.

Le strutture private accreditate, una dozzina distribuite su tutto il territorio regionale, permettono ai pazienti oncologici di accedere alla radioterapia gratuitamente, senza liste d’attesa infinite e vicino a casa. Senza contratti, però, i costi diventano insostenibili: stipendi del personale, macchinari, manutenzione. Tutto resta a carico delle strutture.

Il problema non è nuovo. Già nel 2026 e nel 2026 la Regione era dovuta intervenire in corsa per evitare il blocco, autorizzando acconti mensili pari all’85% della produzione anche oltre i tetti di spesa. Ma ora, a metà 2026, manca ancora l’individuazione dei volumi e dei limiti di spesa.

Le conseguenze per i pazienti e il sistema sanitario

Una crisi che segue quella delle Case di cura, su cui si riunirà il consiglio regionale in una seduta monotematica il 30 luglio. La mobilitazione della radioterapia arriva a distanza di dieci giorni dallo stato di crisi dichiarato anche dal comparto ospedaliero privato.

Secondo i centri di radioterapia, il ritardo è legato al cambio di Giunta e ai tempi lunghi dell’istruttoria. Ma il timore è che si entri in una spirale di contenziosi che, come è già accaduto in passato, alimenta solo debito e incertezza.

Dalla Regione Campania fanno sapere che l’iter istruttorio per il consuntivo 2026 è stato completato questa settimana e che a stretto giro partirà la programmazione 2026 per tutti gli accreditati: ospedalità, riabilitazione, dialisi, diagnostica e appunto radioterapia. L’impegno è di chiudere un’intesa entro gli inizi di agosto. Ma il tempo stringe, molte strutture di fronte alla paralisi dei pagamenti hanno già intrapreso la strada del recupero forzoso del credito per via giudiziaria.

Le richieste delle strutture e le prospettive future

Durante la conferenza stampa, i radiologi porteranno anche un altro tema: la teleradiologia nelle strutture penitenziarie. Chiedono alla Regione regole omogenee e un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale dedicato, in attesa delle linee guida nazionali di SIRM e ISS. L’obiettivo è garantire anche ai detenuti lo stesso standard di cura.

Martedì, i centri illustreranno nel dettaglio le criticità legate al quadro amministrativo e programmatorio, le ricadute sull’organizzazione dei servizi e il rischio concreto di interruzione della continuità assistenziale per migliaia di pazienti oncologici campani. Sarà anche l’occasione per presentare formalmente le richieste alle istituzioni e fare il punto sul confronto in corso.

Perché il tema è urgente: la radioterapia non può aspettare. Un ritardo di settimane può significare una recidiva, una metastasi, una vita in meno. Alla conferenza interverranno i rappresentanti dei centri accreditati e delle associazioni di categoria.

Paolo Mariani
Autore

Paolo Mariani

Paolo Mariani, giornalista esperto di mercato del lavoro e politiche occupazionali, racconta contratti, carriere e trasformazioni del mondo professionale con taglio pratico e attento ai diritti dei lavoratori.