Il Portale della Famiglia INPS ha introdotto una serie di novità per il 2026, tra cui card personalizzate per ogni figlio e simulatori aggiornati per l’Assegno Unico e Universale e il Bonus asilo nido. Queste innovazioni mirano a semplificare l’accesso alle prestazioni e a fornire un supporto più efficace alle famiglie italiane.
Nel frattempo, l’Italia continua a fare i conti con una situazione economica complessa, caratterizzata da stipendi fermi e un potere d’acquisto ancora in calo. Secondo i dati OCSE del 2026, il potere d’acquisto è indietro del 6,1%, nonostante un tasso di disoccupazione al 5%.
Nuove funzionalità del Portale della Famiglia INPS
Il Portale della Famiglia INPS ha introdotto diverse novità per il 2026, tra cui:
- Card personalizzate per ogni figlio, generate automaticamente nella homepage del Portale sulla base delle prestazioni già richieste
- Servizi proattivi con suggerimenti personalizzati sulle misure potenzialmente spettanti in relazione alla situazione del nucleo familiare
- Simulatori aggiornati per l’Assegno Unico e Universale e il Bonus asilo nido
Queste novità sono state annunciate con il messaggio n. 2295 dell’8 luglio 2026, che fa seguito al precedente messaggio n. 991 del 20. L’accesso al Portale avviene tramite identità digitale SPID almeno di livello 2, CNSCIE di livello 3 o eIDAS.
Impatto dell’Assegno Unico e Universale sulla fecondità e sull’offerta di lavoro
Il XXV Rapporto INPS pubblicato nel luglio 2026, contiene un capitolo dedicato all’impatto dell’Assegno Unico e Universale sulla fecondità e sull’offerta di lavoro delle donne. Secondo il rapporto, l’Assegno Unico e Universale ha avuto un effetto positivo, ma limitato, sulla fecondità, con un incremento di 0,5 punti percentuali nella probabilità di avere un secondo figlio nel medio periodo.
L’effetto è stato osservato principalmente tra le famiglie con un ISEE compreso tra il secondo e il terzo quintile. Per le famiglie con un ISEE molto basso, l’aumento del beneficio potrebbe non essere sufficiente a superare vincoli economici particolarmente stringenti, mentre per quelle con un ISEE più elevato, i vincoli sono meno rilevanti e il trasferimento aggiuntivo non modifica in modo sostanziale le decisioni di fecondità.
Per quanto riguarda l’offerta di lavoro, il rapporto non ha riscontrato effetti significativi. Questo suggerisce che le variazioni occupazionali osservate sono strettamente legate alle fasi del ciclo di vita in cui fecondità ed esigenze legate ai figli assumono maggiore rilevanza.
Stipendi e contratti nella PA
Nel frattempo, la situazione degli stipendi in Italia continua a essere preoccupante. Secondo i dati OCSE del 2026, gli stipendi italiani sono tra i più bassi d’Europa, con un divario che aumenta ai vertici. La situazione è particolarmente critica nel settore pubblico, dove gli stipendi dipendono da area, livello e CCNL di comparto.
Con la firma definitiva del contratto Scuola e Ricerca il 1° luglio 2026, sono stati introdotti aumenti medi di 143 euro per i docenti e arretrati fino a 1.250 euro, che saranno pagati su NoiPA tra luglio e agosto. Gli aumenti variano da 162 euro medi per le Funzioni Centrali a 137 euro per la scuola, con la tornata 2026-2027.
Questi dati evidenziano la necessità di un intervento strutturale per migliorare la situazione economica delle famiglie italiane e sostenere la natalità, che rimane un problema critico per il paese.



