L’inflazione continua a crescere, e il settore scolastico è tra i più colpiti. Secondo i dati dell’Istat, a giugno 2026 l’inflazione ha registrato un aumento dell’1,4% rispetto all’anno precedente e del 2,2% rispetto all’inizio del 2026. Questo incremento dei prezzi sta erodendo il potere d’acquisto degli stipendi del personale scolastico, che non sono stati adeguati all’aumento del costo della vita.
Il sindacato Anief ha sollevato la questione, chiedendo risorse aggiuntive per il rinnovo del contratto e misure urgenti per contrastare l’erosione del potere d’acquisto. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ha dichiarato che è necessario intervenire per evitare ulteriori discriminazioni nei confronti del personale scolastico.
Inflazione in crescita e salari fermi
L’Istat ha certificato un nuovo aumento del caro vita, che sta incidendo direttamente sulle buste paga del personale scolastico. Nel comparto istruzione, la perdita di potere d’acquisto supera ormai il 10%. Alcuni settori, come l’industria, sono riusciti a contenere maggiormente le perdite grazie a rinnovi contrattuali più rapidi e meccanismi di adeguamento legati all’inflazione.
Il sindacato Anief ha evidenziato che il tempo dell’indugiare è scaduto e che è necessario inserire disposizioni che prevedano l’allargamento del buono pasto anche al personale dell’istruzione. Questo riconoscimento giuridico all’interno del contratto di lavoro è fondamentale per migliorare le condizioni economiche del personale scolastico.
I quattro punti critici del rinnovo contrattuale
Il sindacato Anief ha indicato quattro punti critici che devono essere affrontati nel rinnovo del contratto: i buoni pasto, gli stipendi, le figure di sistema Dsga e la mobilità. In particolare, il sindacato ritiene che sia necessario riconoscere i buoni pasto al personale della scuola, superare l’ingiusto declassamento economico dei lavoratori precari e garantire deroghe per accedere alla mobilità da parte dei dipendenti con figli under 16.
Il prossimo 22 luglio si terrà un nuovo incontro all’Aran per discutere del rinnovo delle norme del CCNL 2026-2027. Il sindacato Anief spera che questa occasione possa portare a soluzioni concrete per migliorare le condizioni economiche del personale scolastico.
Aumento stipendi docenti: quando arriveranno gli arretrati?
L’aumento degli stipendi per docenti e ATA dovrebbe comparire nel cedolino di agosto 2026, con gli arretrati accreditati probabilmente già a luglio. Questo è quanto indicato da Stefano Cavallini dell’Anief al termine dell’incontro all’ARAN del 24 giugno.
Dopo l’ok del Consiglio dei Ministri del 16 giugno, manca ancora la firma definitiva della parte economica del contratto all’ARAN. Cavallini stima che la sottoscrizione possa arrivare nel giro di pochi giorni, tra fine giugno e i primi di luglio. Prima che il MEF possa liquidare le somme serve anche la certificazione della Corte dei Conti.
Gli incrementi mensili indicati sono di circa 143 euro per i docenti e 107 euro per gli ATA. L’aumento pieno a regime scatta dal 1 gennaio 2027, quando gli stipendi tabellari raggiungeranno l’importo definitivo, più alto. Quello che vedrai in estate è la prima tranche, legata alla decorrenza del contratto.
Controlla il tuo cedolino su NoiPA nelle finestre di luglio e agosto: è lì che vedrai comparire arretrati e nuovi importi. Tieni d’occhio anche le comunicazioni del tuo sindacato. Attenzione alle tempistiche: si tratta di previsioni legate a una dichiarazione sindacale dopo un incontro, non di date ufficiali del MEF. Se l’iter dovesse rallentare, gli accrediti potrebbero slittare.

