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18 Giugno 2026

Turismo equestre e aree interne: prospettive per uno sviluppo sostenibile

Un convegno al CNEL ha riunito figure istituzionali e rappresentanti del settore per discutere modelli di sviluppo del turismo equestre, l'importanza delle ippovie e la creazione di tavoli tematici per proposte concrete.

Turismo equestre e aree interne: prospettive per uno sviluppo sostenibile

Presso il CNEL si è svolto un incontro nazionale dedicato al turismo equestrepensato per mettere in rete istituzioni, organizzazioni sportive e operatori del settore. L’evento ha avuto come scopo principale quello di valutare come questo segmento possa contribuire alla valorizzazione delle aree internepromuovere occupazione locale e inserirsi nel quadro più ampio del turismo lento.

Nel corso dei lavori sono emerse indicazioni operative e riflessioni politiche sulle potenzialità del settore: dalla definizione degli standard per i percorsi fino alle strategie per integrare l’offerta equestre con borghi e paesaggi rurali, preservando il benessere animale e la sicurezza delle attività.

Interventi istituzionali e visione strategica

Il presidente del CNEL, Renato Brunetta, ha sottolineato il valore culturale e sociale del turismo equestre come strumento per qualificare il territorio, in particolare le aree interne che spesso restano marginali nei processi di sviluppo economico. Brunetta ha richiamato l’attenzione sulla capacità di queste reti di creare coesione sociale e promuovere attività sostenibili legate alla fruizione del paesaggio.

Il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, ha inquadrato il comparto nel fenomeno del turismo lentoosservando la crescita di questo segmento e il suo potenziale per far conoscere borghi storici e ambienti naturali in modo rispettoso delle comunità locali. La definizione di turismo lento è stata evocata come approccio che privilegia esperienze immersive, benessere e sostenibilità ambientale.

Organizzazione del settore: tavoli tematici e proposte concrete

Emilio Minunzio, consigliere del CNEL e responsabile nazionale del settore sport equestri per l’ASI, ha evidenziato la necessità di una maggiore strutturazione del comparto. È stata annunciata la costituzione di tre tavoli tematici con l’obiettivo di elaborare proposte pratiche per lo sviluppo del settore: mettere in rete le realtà esistenti, definire standard condivisi e costruire un’offerta integrata in grado di attrarre nuovi flussi turistici.

Nel delineare il lavoro dei tavoli, Minunzio ha richiamato l’importanza di riconoscere il valore culturale e storico custodito dagli operatori locali, definendo il turismo equestre non solo come attività ricreativa ma come leva per la tutela delle tradizioni, dell’ambiente e del paesaggio.

Partecipazione regionale e dimensione istituzionale

All’incontro ha preso parte, tra gli altri, la vicepresidente della Regione Lazio, Roberta Angelilli, che ha contribuito a rafforzare la componente istituzionale del confronto. La presenza di rappresentanti regionali e nazionali ha favorito un dibattito incentrato su coordinamento, politiche di sviluppo territoriale e strumenti di supporto per gli operatori locali.

Temi tecnici: ippovie, sicurezza e modelli di accoglienza

La prima sessione del convegno è stata dedicata agli aspetti tecnici: si è parlato di ippovie e della necessità di stabilire criteri di tracciatura, manutenzione e connessione con l’offerta turistica locale. Altre questioni affrontate hanno riguardato la definizione di standard di settore, la sicurezza delle attività e la tutela del benessere animaleelementi ritenuti essenziali per garantire qualità e sostenibilità.

Si è discusso anche dei modelli di accoglienza: creare pacchetti integrati che mettano insieme alloggio, servizi per cavalli e percorsi esperienziali può rendere il prodotto competitivo e sostenibile. L’attenzione è stata posta sulla capacità di connettere i percorsi equestri con borghi, agriturismi e infrastrutture locali per favorire ricadute economiche misurabili nelle comunità.

Confronto istituzionale tra organizzazioni sportive e turismo

La seconda sessione ha dato spazio al dialogo tra enti e organizzazioni sportive: l’obiettivo è costruire una visione condivisa che permetta di armonizzare norme, programmi di formazione e promozione. Sono emerse proposte concrete per creare reti territoriali capaci di attrarre domanda nazionale e internazionale, valorizzando al contempo le specificità locali.

Il convegno, quindi, ha messo in luce come il turismo equestre possa agire come volano di sviluppo economico e sociale, con ricadute su occupazione, tutela ambientale e rafforzamento dell’identità culturale dei territori interessati.

Sofia Ricci
Autore

Sofia Ricci

Sofia Ricci, giornalista specializzata in formazione e sviluppo di carriera, guida studenti e professionisti tra percorsi di studio, competenze richieste dal mercato e strategie di crescita professionale.