Il governo ha deciso di modificare il decreto accise, eliminando quattro norme approvate dal Senato. La decisione è stata presa dopo le sollecitazioni del Quirinale e riguarda disposizioni considerate non omogenee con le misure urgenti contro il caro carburanti.
Il decreto, che proroga la riduzione delle aliquote delle accise sui carburanti, è stato approvato dalla Camera con 149 voti a favore e 95 contrari. Ora tornerà al Senato per una terza lettura, in quanto il decreto scade il 29 giugno.
Le norme eliminate dal decreto accise
Tra le norme stralciate, spicca quella che estendeva i limiti al telemarketing anche alle telecomunicazioni. Questa misura, introdotta durante il passaggio in commissione Finanze del Senato, era stata oggetto di diverse riformulazioni prima dell’approvazione definitiva.
Altre tre norme eliminate riguardano lo zolfo, le cooperative e le minoranze linguistiche. La disposizione sullo zolfo mirava a limitare gli effetti economici derivanti dall’aumento del prezzo dello zolfo e dell’acido solforico, utilizzati in numerosi processi industriali e agricoli.
Le cooperative e le minoranze linguistiche
La norma sulle cooperative prevedeva l’estensione fino al 30 novembre 2027 della disciplina vigente in materia bancaria e creditizia. Quella sulle minoranze linguistiche sostituiva il requisito della presenza di una minoranza linguistica storica con un criterio esclusivamente territoriale.
Le ragioni dietro la decisione
Il governo ha ritenuto che queste norme non fossero in linea con le misure urgenti contro il caro carburanti previste dal decreto accise. Inoltre, il Quirinale ha sollecitato l’eliminazione di queste disposizioni, considerate non omogenee con il resto del provvedimento.
La decisione di stralciare queste norme è stata accolta con 149 voti a favore e 95 contrari alla Camera. Ora il decreto tornerà al Senato per una terza lettura, in quanto il decreto scade il 29 giugno.



