Una passeggera che stava viaggiando sul tram 15 ha notato un uomo in divisa che scorreva e condivideva immagini sullo schermo del suo cellulare: quelle foto, secondo la segnalazione, sembravano essere fotogrammi estratti dalle telecamere di bordo. Le immagini ritraevano parti del corpo di donne a bordo, accompagnate da commenti giudicati offensivi e sessisti. Dopo aver documentato quanto visto, la viaggiatrice ha segnalato l’episodio ad attiviste che hanno reso pubblica la vicenda, sollevando un caso che ha portato l’azienda dei trasporti milanese a intervenire rapidamente.
Scoperta della chat e prime segnalazioni
La conversazione incriminata, indicata come “Ticinese Staff”è stata notata mentre il tram percorreva la tratta che collega Rozzano al centro città. Secondo il racconto della passeggera, l’uomo in divisa non stava condividendo contenuti relativi alla sicurezza o all’esercizio del servizio, ma un fitto scambio di immagini incentrate su gambe, volti, seni e cosce di donne ignare di essere riprese. Questa dinamica rientra nella categoria, definita da alcune attiviste, di technology facilitated gender based violenceossia la violenza di genere agevolata dall’uso di dispositivi tecnologici.
Documentazione e diffusione
La testimone ha fotografato la chat e consegnato il materiale alle persone che si sono poi fatte portavoce del caso sui social, attirando l’attenzione di figure pubbliche e dell’opinione pubblica. Le immagini, come descritto nelle segnalazioni, non erano collegate a situazioni di emergenza o a motivi tecnici che giustificherebbero l’accesso o l’estrazione dai sistemi di sorveglianza, ma erano invece utilizzate per commenti a sfondo erotico e battute di natura sessista.
Reazione dell’azienda e procedura disciplinare
L’azienda di trasporto ha comunicato di essersi attivata immediatamente: è stata aperta un’indagine interna per verificare l’uso corretto degli strumenti aziendali e per risalire ai responsabili della chat. In parallelo è stata formalizzata una denuncia alla polizia locale relativa all’uso improprio delle immagini registrate dalle telecamere di bordo e annunciato l’intento di presentare un esposto al Garante della Privacy. L’azienda ha sottolineato il valore del rispetto per clienti e dipendenti e ha promesso di adottare tutti i provvedimenti necessari, senza escludere sanzioni disciplinari.
Aspetti tecnici e privacy
Il caso solleva questioni pratiche sul controllo degli accessi ai sistemi di videosorveglianza installati sui mezzi pubblici e sulle policy per l’utilizzo di immagini a fini di sicurezza. L’azienda ha dichiarato di voler verificare se ci siano state violazioni delle procedure interne e delle norme sulla gestione dei dati personali, oltre a definire eventuali responsabilità penali o amministrative dei dipendenti coinvolti.
Reazioni pubbliche e istituzionali
La vicenda ha avuto un’eco significativa nei circuiti pubblici: attiviste e figure con visibilità sui social hanno condannato lo scambio di immagini e commenti sessisti, definendo il comportamento un episodio grave di sessualizzazione e abuso di strumenti tecnologici. Una delle persone intervenute ha richiamato l’attenzione sul fenomeno della violenza facilitata dalla tecnologia e ha chiesto non soltanto provvedimenti disciplinari ma anche risposte strutturali per prevenire il ripetersi di episodi simili.
Dichiarazione del sindaco di Milano
Il sindaco di Milano ha sollecitato l’azienda a fare piena luce sull’accaduto e a prendere misure efficaci: ha chiesto che, se individuati responsabili, le sanzioni siano tali da impedire che le stesse persone possano nuocere ancora. Il richiamo è stato a procedere con rigore sia sul piano investigativo sia su quello disciplinare, qualora emerga che i fatti costituiscano reato.
La vicenda resta al centro degli accertamenti in corso: l’indagine interna, la denuncia alla polizia locale e l’ipotesi di un esposto al Garante della Privacy rappresentano i passi formali annunciati. Nel frattempo il caso ha riaperto il dibattito pubblico sull’uso degli strumenti di videosorveglianza e sulla tutela della dignità delle persone che utilizzano il trasporto pubblico.



