La NASpI è l’indennità di disoccupazione per i lavoratori subordinati che perdono il lavoro in modo involontario. Introdotta nel 2015 con il Jobs Act, la misura tutela chi resta senza impiego e soddisfa determinati requisiti contributivi e di stato. Questo articolo spiega in modo pratico chi può accedere alla prestazione, entro quali termini va presentata la domanda e come viene calcolato l’importo.
Le regole contengono scadenze precise e obblighi amministrativi: la domanda va inoltrata per via telematica, la presentazione equivale al rilascio della DID (dichiarazione di immediata disponibilità) e occorre sottoscrivere il patto di servizio personalizzato presso il Centro per l’impiego entro 15 giorni.
Requisiti di accesso: quando la perdita del lavoro è considerata involontaria
La prestazione si rivolge a chi subisce una cessazione del rapporto per cause non volontarie. Tra le fattispecie contemplate rientrano il licenziamentole dimissioni per giusta causale dimissioni nel periodo tutelato per maternità e la risoluzione consensuale con procedura di conciliazione. Anche la scadenza naturale di un contratto a tempo determinato dà diritto alla Naspi se il datore di lavoro non propone rinnovo o trasformazione in contratto a tempo indeterminato.
I requisiti contributivi richiesti sono fondamentali: occorrono almeno tredici settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti l’inizio dello stato di disoccupazione. In passato era richiesta anche la presenza di almeno trenta giornate effettive di lavoro nei dodici mesi precedenti, ma per gli eventi di disoccupazione a partire dal 2026 questo requisito non è più necessario.
Termini per la domanda e obblighi con il Centro per l’impiego
La domanda di NASpI deve essere presentata all’Inps esclusivamente in modalità telematica entro 68 giorni dalla perdita del lavoro: tale termine è perentorio e il mancato rispetto comporta la perdita del diritto alla prestazione. Se la richiesta viene inviata entro gli 8 giorni successivi alla cessazione, la decorrenza dell’indennità parte dall’ottavo giorno; se inviata dopo l’ottavo giorno, decorre dalla data di invio.
La presentazione telematica può avvenire direttamente con credenziali (SPID, CIE, CNS), tramite patronato o intermediari abilitati. L’invio della domanda vale anche come rilascio della DIDma il beneficiario deve recarsi al Centro per l’impiego entro 15 giorni per sottoscrivere il patto di servizio personalizzatosalvo diversa convocazione dell’ente.
Precari della scuola: situazioni particolari
Per docenti e personale ATA con contratti a termine che terminano al termine delle attività didattiche o al 30 giugno, la Naspi rappresenta una tutela rilevante durante i mesi estivi. Anche i supplenti rientrano tra i beneficiari se soddisfano il requisito contributivo di tredici settimane nei quattro anni precedenti. La domanda va presentata dopo la cessazione del rapporto e nei termini indicati per evitare la perdita della prestazione.
Regole sul cumulo di contratti e comunicazioni obbligatorie
In presenza di più rapporti a tempo determinato, ad esempio due contratti part time, la Naspi può essere riconosciuta solo se il reddito derivante dal rapporto residuo rispetta criteri specifici. Il percettore deve comunicare all’INPS il reddito annuo previsto entro un mese dalla domanda; in alternativa flaggare la dichiarazione apposita nella richiesta. La mancata comunicazione determina la decadenza dall’indennità.
Quando è ammesso il cumulo, la Naspi subisce una riduzione corrispondente all’80% del reddito previsto, rapportata al periodo utile tra inizio del contratto rimasto in essere e fine dell’indennità o fine anno, se antecedente. È quindi fondamentale segnalare tempestivamente qualsiasi attività lavorativa ancora in corso e il relativo reddito presunto.
Calcolo dell’importo e durata della prestazione
L’importo della Naspi si determina sulla base della retribuzione media mensile degli ultimi periodi lavorativi. Per il 2026 la retribuzione di riferimento indicata per il calcolo è pari a 1.456,72 euromentre l’importo massimo mensile non può superare 1.584,70 euro. La regola generale è: se la retribuzione media è pari o inferiore alla soglia di riferimento, la Naspi corrisponde al 75% della retribuzione; se è superiore, si applica il 75% della soglia più il 25% della differenza rispetto alla retribuzione media.
La durata della prestazione viene quantificata in settimane: spettano un numero di settimane pari alla metà delle settimane contributive maturate nei quattro anni precedenti, al netto di eventuali periodi già utilizzati per precedenti indennità di disoccupazione. Dopo il sesto mese di fruizione è prevista una riduzione mensile del 3%; per chi ha compiuto 55 anni la decurtazione decorre dall’ottavo mese.
Per chi perde il diritto o riscontra problemi con la pratica è consigliabile verificare con attenzione le comunicazioni INPS e le scadenze per le eventuali integrazioni documentali. La corretta compilazione e le comunicazioni tempestive al Centro per l’impiego e all’INPS sono determinanti per ottenere e conservare la NASpI.


