Dal 7 giugno 2026, il mondo del lavoro italiano è chiamato a una svolta epocale. Il DLgs. 96/2026pubblicato in Gazzetta Ufficialeintroduce nuove regole sulla trasparenza salariale che cambieranno radicalmente il modo di gestire le assunzioni e i rapporti di lavoro.
Questa riforma non riguarda solo i numeri, ma anche la cultura aziendale, spingendo le imprese a ripensare il rapporto tra performancecompetenze e benessere dei dipendenti.
Le nuove regole sulla trasparenza salariale
Dal 7 giugno, le imprese devono indicare la fascia salariale negli annunci di lavoro. Questo significa che i candidati potranno conoscere in anticipo il range retributivo previsto per la posizione offerta.
Un’altra novità importante riguarda i colloqui di lavoro. Da ora in poi, sarà vietato chiedere informazioni sulla storia retributiva dei candidati. Questo per evitare discriminazioni basate su precedenti esperienze lavorative.
Inoltre, le aziende con più di 50 dipendenti dovranno redigere un rapporto sul gender pay gapovvero sulle differenze di retribuzione tra uomini e donne.
Le agevolazioni per le assunzioni
Il Decreto Lavoro 2026 introduce anche nuove agevolazioni per le assunzioni. In particolare, è stato aggiornato il Bonus Giovani 2026che prevede un esonero contributivo al 100% per le assunzioni di under 35.
L’INPS ha aggiornato le istruzioni per accedere a questo bonus, che prevede un tetto massimo di 650 euro al mese. Le domande possono essere inviate online, semplificando le procedure per le imprese.
Le agevolazioni sono estese anche alle assunzioni di donne e nelle Zone Economiche Speciali (ZES)con l’obiettivo di stimolare l’occupazione in aree svantaggiate.
La crisi delle assunzioni nelle PMI
Nonostante le nuove agevolazioni, le PMI continuano a fare i conti con una crisi delle assunzioni. Secondo i dati della CGIAoltre 1,7 milioni di selezioni per nuove assunzioni sono andate deserte lo scorso anno.
Le cause di questa situazione sono molteplici, tra cui la mancanza di competenze specifiche nei candidati e la difficoltà delle imprese a competere con le grandi aziende.
Per affrontare questa sfida, le PMI dovranno ripensare le loro strategie di reclutamento e formazione, puntando su percorsi di crescita professionale per i nuovi assunti.



