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12 Giugno 2026

Strategia europea per personale sanitario: cosa cambia per medici, infermieri e farmacisti

Il Parlamento europeo ha sostenuto una relazione che sollecita una strategia europea a lungo termine per fronteggiare la carenza di personale sanitario, includendo raccomandazioni specifiche per la farmacia di comunità e richieste di investimenti in formazione e incentivi territoriali

Strategia europea per personale sanitario: cosa cambia per medici, infermieri e farmacisti

Le commissioni Sanità pubblica (SANT) e Occupazione (EMPL) del Parlamento europeo hanno approvato una relazione di iniziativa che sollecita un impegno strutturale dell’Unione per affrontare la carenza di personale sanitario. Il documento, votato il 3 giugno, pone l’accento su medici e infermieri ma riconosce esplicitamente anche il ruolo delle farmacie di comunità come elementi essenziali dell’assistenza primaria e chiede strategie dedicate per il personale farmaceutico.

La proposta verrà ora sottoposta al voto in plenaria del Parlamento europeo: se confermata, dovrebbe guidare le future iniziative politiche e il programma di investimenti destinato al rafforzamento delle risorse umane in sanità.

Stime e obiettivi numerici avanzati nel rapporto

Il testo ricorda le proiezioni dell’Organizzazione mondiale della sanità secondo le quali, a livello europeo, la carenza di operatori sanitari potrebbe raggiungere i 4,1 milioni entro il 2030, se non si interviene. Per rispondere a questa emergenza, la relazione invita l’UE a definire una strategia d’azione europea globale a lungo termine per il personale sanitario e chiede agli Stati membri di aggiornare con regolarità i piani nazionali per la gestione delle risorse umane in sanità.

Target di incremento e misure formative

Tra le misure più ambiziose contenute nel documento figura la richiesta alla Commissione europea di predisporre un piano per aumentare il numero di professionisti sanitari di almeno 1 milione entro i prossimi sette anni. Il piano dovrebbe passare per l’ampliamento dell’accesso alla formazione universitaria e specialisticail potenziamento delle borse di studio e il rafforzamento dei percorsi di specializzazione per garantire un flusso stabile di nuove professionalità.

Migliorare condizioni di lavoro, reclutamento e retention

Il rapporto propone un pacchetto di interventi volto a rendere più appetibile il lavoro in sanità: aumenti retributivi, percorsi di carriera più chiari, politiche di conciliazione lavoro-famiglia e una maggiore tutela della salute mentale del personale. Sono suggerite anche strategie per garantire sicurezza sul lavoro, protezione da violenza e molestie e modalità di impiego più flessibili per ridurre l’esodo dal settore.

Il documento indica inoltre la necessità di investire nelle competenze digitali e organizzative per integrare tecnologie emergenti e nuovi modelli assistenziali, così da aumentare l’efficienza dei servizi senza gravare esclusivamente sulle risorse umane esistenti.

Incentivi per le aree meno servite

Un capitolo specifico è dedicato all’attrazione di professionisti nelle zone rurali, montane, insulari e nelle aree colpite da spopolamento. La relazione raccomanda l’uso combinato di fondi europei e nazionali per sostenere alloggiborse di studioincentivi economici e opportunità di carriera mirate a favorire l’insediamento di operatori sanitari in contesti svantaggiati.

Ruolo delle organizzazioni professionali e posizione dei farmacisti

La presa di posizione parlamentare è stata accolta favorevolmente da importanti organizzazioni professionali europee nel settore sanitario. In particolare, il gruppo che rappresenta i farmacisti di comunità ha sottolineato come le farmacie siano sotto pressione per la crescente domanda di assistenza primaria e come sia necessario includere questi servizi clinici nelle strategie di risposta alla carenza di personale.

Per i rappresentanti della farmacia di comunità, la relazione deve tradursi in misure pratiche per il reclutamento e la fidelizzazione dei professionisti, nonché in una remunerazione sostenibile dei servizi farmaceutici resi alla comunità.

Mobilità professionale e riconoscimento delle qualifiche

La relazione affronta anche la questione della mobilità transnazionale dei lavoratori sanitari e la cosiddetta fuga di cervelliesortando la Commissione europea e gli Stati membri a favorire meccanismi di pianificazione sostenibile del personale e a migliorare il riconoscimento reciproco delle qualifiche professionali per facilitare la mobilità regolata e contrastare l’esodo verso Paesi con condizioni più favorevoli.

Dopo l’approvazione da parte delle commissioni, il testo sarà portato in plenaria per la votazione definitiva nelle prossime settimane. Le associazioni professionali invitano a tradurre le raccomandazioni in atti legislativi e politiche concrete affinché l’UE possa dotarsi di una strategia capace di mantenere l’accesso alle cure e assicurare continuità assistenziale in tutto il territorio comunitario.

Sofia Ricci
Autore

Sofia Ricci

Sofia Ricci, giornalista specializzata in formazione e sviluppo di carriera, guida studenti e professionisti tra percorsi di studio, competenze richieste dal mercato e strategie di crescita professionale.