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8 Giugno 2026

Inps amplia Prisma alla gestione pubblica: novità per i lavoratori

L'Inps ha ampliato l'accesso alla piattaforma Prisma ai datori di lavoro con dipendenti iscritti alla Gestione pubblica. Scopri come questo cambiamento influenzerà i contributi pensionistici e cosa devi sapere.

Inps amplia Prisma alla gestione pubblica: novità per i lavoratori

L’INPS ha compiuto un passo significativo nell’ampliamento dei servizi digitali dedicati ai contributi pensionistici. Con la circolare n. 63 del 5 giugno 2026l’Istituto ha esteso la piattaforma PRISMA anche ai datori di lavoro del settore pubblico, completando così un percorso iniziato nel 2026.

Questa novità rappresenta un’importante evoluzione per i lavoratori iscritti alla Gestione pubblica, offrendo strumenti più efficaci per la gestione dei contributi previdenziali. Vediamo insieme cosa cambia e come utilizzare al meglio questa nuova risorsa.

L’estensione di PRISMA al settore pubblico

La circolare INPS n. 63/2026 ha abilitato all’uso di PRISMA i datori di lavoro che hanno dipendenti iscritti alla Gestione pubblica, insieme agli intermediari abilitati agli adempimenti previdenziali. La piattaforma, nata nel 2026 per la sola Gestione privata, ora include anche il pubblico impiego, offrendo un servizio completo e integrato.

Per i dipendenti pubblici, il prospetto PRISMA segnala anche l’eventuale domanda di disapplicazione del massimale presentata dal lavoratore ai sensi dell’articolo 21 del decreto-legge 4/2019quando l’istanza è in istruttoria o accolta. Questa informazione è cruciale per il calcolo della contribuzione dovuta dall’amministrazione.

I dati contenuti nel prospetto PRISMA

Il prospetto PRISMA riepiloga i dati presenti negli archivi INPS sull’anzianità assicurativa del lavoratore, a partire dalla prima iscrizione a una forma pensionistica obbligatoria. Include periodi utili o utilizzabili prima del 1° gennaio 1996 e l’eventuale posizione presso una cassa professionale.

Tra le informazioni fornite:

  • Esercizio dell’opzione per il calcolo della pensione con il sistema contributivo;
  • Domande di riscatto o di accredito figurativo dei contributi;
  • Periodi riscattati o ricongiunti presso casse professionali;
  • Anzianità assicurativa in casse professionali derivante da reintegro o ripristino.

È importante sottolineare che il prospetto ha valore esclusivamente informativo e non certificativo della posizione contributiva dell’assicurato. L’accesso è riservato ai soggetti tenuti a trasmettere i flussi di denuncia contributiva (Uniemens).

Come applicare il massimale contributivo con PRISMA

Lo strumento PRISMA serve ad applicare il massimale contributivo previsto dall’articolo 2, comma 18, della legge 335/1995che riguarda i lavoratori privi di anzianità assicurativa al 31 dicembre 1995 e chi ha optato per il sistema contributivo. Per il 2026, il massimale annuo della base contributiva e pensionabile è pari a 122.295 euro, come indicato dalla circolare INPS n. 6/2026.

I minimali e massimali contributivi dei dipendenti sono fissati ogni anno dall’INPS in base alla rivalutazione ISTAT. PRISMA non determina l’importo del massimale, ma fornisce al datore di lavoro l’anzianità assicurativa da cui dipende la sua applicabilità. Conoscere la data del primo contributo obbligatorio permette di stabilire se la retribuzione vada assoggettata a contribuzione entro il tetto annuo.

Chi può accedere alla piattaforma e come

L’accesso a PRISMA avviene dal portale INPS con SPID, CIE o CNS, seguendo il percorso «Lavoro» → «Contratti e rapporti di lavoro» → «Strumenti» → «Prospetto Informativo Sintetico Massimale». La platea abilitata si è ampliata per fasi:

  • Dal 10 aprile 2026: datori di lavoro con dipendenti in Gestione privata e loro intermediari Uniemens;
  • Dal 22 luglio 2026: lavoratori dipendenti e Istituti di Patronato;
  • Da giugno 2026: datori di lavoro con dipendenti in Gestione pubblica.

Il datore di lavoro può richiedere il prospetto anche per un dipendente non più in forza, nei limiti delle finalità di adempimento contributivo.

Gli obblighi dichiarativi del datore di lavoro

L’estensione del servizio lascia invariati gli adempimenti a carico delle aziende. Il datore di lavoro deve comunque acquisire dai dipendenti le dichiarazioni necessarie a verificare i periodi utili precedenti al 1° gennaio 1996 e l’eventuale opzione per il sistema contributivo, come precisato dalla circolare INPS n. 48/2026.

Il prospetto PRISMA agevola questi controlli con una sintesi delle informazioni in possesso dell’Istituto, senza sostituire le verifiche documentali né assumere efficacia certificativa.

Paolo Mariani
Autore

Paolo Mariani

Paolo Mariani, giornalista esperto di mercato del lavoro e politiche occupazionali, racconta contratti, carriere e trasformazioni del mondo professionale con taglio pratico e attento ai diritti dei lavoratori.