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1 Giugno 2026

Stop alle attività più faticose nelle ore centrali: l’ordinanza del Piemonte

La Regione Piemonte ha anticipato l'entrata in vigore di un'ordinanza che, dal 30 maggio al 31 agosto, impone l'astensione dalle attività fisiche intense tra le 12.30 e le 16 nei giorni con rischio alto secondo Worklimate per proteggere agricoltori, edili, rider e altri lavoratori esposti al sole.

La Regione Piemonte ha adottato un provvedimento straordinario per salvaguardare la salute dei lavoratori più esposti alle alte temperature. Firmata dal presidente Alberto Cirio e dall’assessore alla Sanità Federico Riboldi, l’ordinanza, datata 29 maggio 2026, entra in vigore dal 30 maggio e resterà valida fino al 31 agosto. L’intervento è pensato per tutelare sia i lavoratori subordinati che quelli autonomi e assimilati impiegati in attività caratterizzate da intenso sforzo fisico e prolungata esposizione solare.

Chi è interessato e in quali condizioni

Le disposizioni riguardano diversi settori: agricoltura, florovivaismo, edilizia, logistica (compresi i cosiddetti rider), e le attività in cave. L’ordinanza si applica esclusivamente nei casi in cui non sia possibile mettere in atto adeguate misure organizzative o tecniche che riducano il rischio, come ad esempio la presenza di ombre, ambienti climatizzati o altri accorgimenti organizzativi.

Quando scatta la limitazione

La misura prevede l’astensione dal lavoro nella fascia oraria compresa tra le 12.30 e le 16.00 nei giorni in cui la piattaforma nazionale Worklimate segnala, alle ore 12, un livello di rischio definito alto per i lavoratori esposti al sole con attività fisica intensa. Si tratta dunque di una limitazione attivata per singole giornate e non di un blocco permanente, pensata per prevenire colpi di calore, disidratazione e altre patologie correlate alle alte temperature.

Obiettivi e indicazioni operative

Secondo quanto dichiarato dagli esponenti regionali, l’obiettivo principale non è fermare la produzione, ma favorire una migliore organizzazione del lavoro. Il vicepresidente e assessore al Lavoro Maurizio Marrone ha sottolineato che la prevenzione rimane lo strumento più efficace: la salute dei lavoratori viene prima di tutto e comporta una responsabilità condivisa tra istituzioni, imprese e lavoratori.

Misure consigliate ai datori di lavoro

Alle imprese viene raccomandato di adottare semplici ma efficaci accorgimenti: pause più frequenti, disponibilità di acqua fresca, aree d’ombra dove riposare, turnazioni che spostino le fasi più impegnative nelle ore più fresche e l’uso di attrezzature che riducano lo sforzo fisico. Quando tali precauzioni sono in atto, l’ordinanza non si applica.

Effetti pratici e collaborazione con i Comuni

Per favorire lo svolgimento delle attività in fasce orarie meno calde, la Regione chiede ai Comuni di valutare deroghe temporanee ai regolamenti locali sulle emissioni acustiche, previa valutazione della situazione contingente. L’intento è rendere possibile lo spostamento di alcune lavorazioni a orari alternativi senza incorrere in ostacoli normativi locali, nel rispetto della sicurezza e della salute.

Monitoraggio e confronto

Nei prossimi giorni la Regione convocherà un tavolo sull’emergenza caldo con i soggetti interessati e le direzioni regionali competenti, per fare il punto sull’applicazione dell’ordinanza e sugli esiti delle precedenti esperienze estive. Sarà possibile consultare il testo integrale dell’ordinanza e una sezione di faq sul sito ufficiale della Regione Piemonte per chiarire dubbi interpretativi e operativi.

Infine, le aziende e i lavoratori sono invitati a verificare quotidianamente il livello di rischio sul portale Worklimate e ad adeguare le proprie prassi in conformità alle indicazioni fornite. La mancata osservanza delle disposizioni può comportare l’applicazione di sanzioni previste dalla normativa vigente.

Susanna Riva
Autore

Susanna Riva

Susanna Riva osserva Bologna dalla finestra dell’Archivio di Stato dove una volta ha passato una settimana a consultare faldoni sulle cooperative cittadine: quel documento segnò la scelta editoriale di approfondire responsabilità istituzionali. Tiene linea critica nella redazione, amante del caffè lungo e del taccuino sempre pieno.