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20 Maggio 2026

Rapporto 16° sul mercato del lavoro lecchese: come riattivare gli invisibili

I dati del 16° rapporto mettono al centro le persone inattive e le pratiche locali che puntano a riportarle nel mercato del lavoro

Rapporto 16° sul mercato del lavoro lecchese: come riattivare gli invisibili

La presentazione del 16° Rapporto annuale sul mercato del lavoro della provincia di Lecco si è svolta nella sede della Camera di Commercio di Como-Lecco e ha acceso i riflettori su un fenomeno che somiglia a un paradosso: tassi di disoccupazione tra i più bassi d’Italia ma una partecipazione al lavoro in declino. L’evento, promosso dalla Provincia di Lecco con il contributo dei professionisti di PTS, ha visto gli interventi della presidente Alessandra Hofmann e del consigliere delegato Antonio Leonardo Pasquini, che hanno illustrato i risultati e le possibili risposte.

Il rapporto fotografa il 2026 del territorio attraverso numeri chiari: le forze di lavoro scendono sotto le 143.000 unità, le persone inattive superano le 68.000 e il tasso di attività si attesta al 67,2%, il valore più basso degli ultimi vent’anni in provincia. Questo quadro ha spinto i relatori a mettere al centro la necessità di ripensare politiche e strumenti per reinserire le persone escluse dal mercato.

Il quadro statistico e le sue anomalie

Il rapporto evidenzia una dinamica composita: il numero degli occupati scende sotto le 140.000 con un tasso di occupazione al 65,5%, mentre le persone in cerca di lavoro sono circa 3.700. Sul versante settoriale il comparto industriale registra una perdita di oltre 10.000 occupati in due anni, mentre i servizi aumentano il loro peso fino al 46% dell’occupazione complessiva. Anche il tessuto imprenditoriale appare in calo: le imprese attive sono scese a 22.040 unità.

Mismatch tra domanda e offerta

I dati mostrano un mismatch significativo: le imprese lecchesi prevedono 24.020 assunzioni nel 2026, ma oltre il 53% di queste posizioni risulta di difficile reperimento. Le ragioni sono molteplici e includono la scarsità di candidati, l’assenza di competenze adeguate e la scarsa partecipazione di segmenti potenzialmente disponibili, come i lavoratori stranieri, che risultano ancora sottoutilizzati rispetto al potenziale locale. Questo gap sottolinea l’urgenza di investire su formazione e orientamento mirati.

Chi sono gli “invisibili” e perché sono al centro del dibattito

Con il termine inattivi il rapporto indica persone che non partecipano né al mercato del lavoro né alla ricerca attiva di un impiego, un fenomeno che in provincia assume dimensioni rilevanti. La presidente Hofmann ha definito questa condizione come il vero nodo da sciogliere: la bassa disoccupazione non deriva da una forte domanda di lavoro, ma da una ridotta partecipazione. Da qui la proposta di rafforzare collaborazione tra pubblico e privato, puntando su progetti di rete come il Patto territoriale per competenze, orientamento e lavoro.

Target prioritari e misure pratiche

Tra i gruppi da intercettare il rapporto indica giovani NEET, donne inattive, persone fragili e lavoratori stranieri. In risposta, i Centri per l’Impiego stanno ampliando l’offerta di politiche attive con iniziative come i Job Days e progetti finanziati da bandi regionali. L’obiettivo dichiarato è favorire la riattivazione attraverso orientamento, formazione e servizi di conciliazione tra vita e lavoro.

Progetti e risultati concreti

Il rapporto segnala anche risultati raggiunti grazie a interventi mirati: il Programma GOL ha preso in carico 9.537 utenti nei Centri per l’Impiego di Lecco e Merate, con 1.162 Doti GOL attivate dai Centri e 2.326 da operatori accreditati. Inoltre 1.510 persone sono state avviate alla formazione, di cui 585 per competenze digitali. Tra le iniziative più rilevanti figurano il Patto territoriale, il progetto “Riattiva Lecco” nell’ambito di “Including for Work” e i già citati Job Days.

Ruolo degli attori locali e prossime sfide

L’Osservatorio provinciale del mercato del lavoro, attivo dal 2010, opera in raccordo con l’osservatorio regionale secondo il Protocollo d’intesa tra Regione Lombardia, Province lombarde e la Città Metropolitana di Milano. Secondo il consigliere Pasquini, i Centri per l’Impiego devono consolidare la loro funzione strategica: promuovere politiche diffuse, rafforzare i partenariati territoriali e migliorare i percorsi formativi per ridurre il mismatch tra domanda e offerta. La sfida è trasformare la buona tenuta apparente dell’occupazione in maggiore partecipazione attiva e inclusione.

In sintesi, il 16° Rapporto offre una fotografia dettagliata del 2026 lecchese: numeri che raccontano un territorio con opportunità ma anche con una larga porzione di invisibili da riattivare. Le proposte emerse puntano su rete, formazione e servizi mirati per recuperare quella partecipazione che oggi manca e che rappresenta la chiave per non spreco di capitale umano e crescita duratura.

Susanna Riva
Autore

Susanna Riva

Susanna Riva osserva Bologna dalla finestra dell’Archivio di Stato dove una volta ha passato una settimana a consultare faldoni sulle cooperative cittadine: quel documento segnò la scelta editoriale di approfondire responsabilità istituzionali. Tiene linea critica nella redazione, amante del caffè lungo e del taccuino sempre pieno.