Il 19 maggio 2026 il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, insieme all’OCSE, ha illustrato un progetto mirato a rinnovare il modo in cui vengono erogati i servizi per il lavoro in Italia. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di rafforzare le collaborazioni tra attori pubblici e operatori privati, mettendo al centro criteri di qualità, sostenibilità e responsabilità. La presentazione è avvenuta alla presenza del Ministro Marina Calderone e di rappresentanti internazionali, in un incontro che ha riaffermato l’impegno comune verso un sistema più efficace ed equo.
Il progetto è sviluppato dall’OCSE con il supporto della Direzione generale per il sostegno alle riforme strutturali della Commissione Europea (SG REFORM) ed è finanziato dall’Unione Europea tramite lo Strumento di Sostegno Tecnico (TSI). La durata prevista del lavoro si conclude nell’ottobre 2026, periodo durante il quale verranno elaborate linee guida e criteri di qualità condivisi che possono guidare future implementazioni locali e nazionali.
Obiettivi e ambito dell’intervento
Il fulcro del progetto è migliorare l’efficacia dei percorsi di accompagnamento al lavoro e rendere più coerente l’offerta su scala nazionale. Per farlo si propone di introdurre standard comuni per la collaborazione tra enti pubblici e operatori privati, con l’intento di garantire livelli di servizio uniformi e comparabili. Un altro scopo è alleggerire gli oneri amministrativi e favorire processi decisionali basati su dati, così da riallocare risorse verso chi ha bisogni più complessi.
Tra gli obiettivi si sottolinea anche la necessità di introdurre forme di finanziamento stabili e prevedibili, che permettano una programmazione pluriennale delle attività. Questa scelta è pensata per ridurre l’incertezza degli operatori e per favorire investimenti di medio-lungo periodo in competenze e strumenti. In questo contesto, il progetto promuove il rafforzamento del performance management e di sistemi di accountability più trasparenti.
Strumenti proposti e modalità operative
Il documento presentato contiene una serie di soluzioni pratiche: l’evoluzione verso meccanismi di finanziamento pluriennali, la definizione di standard operativi e la semplificazione delle procedure di rendicontazione. L’introduzione di percorsi digitali prioritari si accompagna a misure per snellire la burocrazia, con l’intento di rendere i servizi più rapidi e accessibili. Il modello privilegiato contempla inoltre l’uso di indicatori chiave per monitorare risultati e impatti.
Partecipazione e governance
La costruzione del progetto è stata partecipata: numerosi stakeholder italiani hanno fornito contributi mediante seminari, incontri di confronto e documenti scritti. La collaborazione tra ministero, istituzioni europee, operatori e parti sociali ha reso possibile l’identificazione di pratiche condivisibili su scala nazionale. Questa fase collegiale mira a garantire che le soluzioni proposte siano radicate nelle esigenze locali e possano essere adattate ai diversi contesti territoriali.
Tre linee guida strategiche
Il modello si articola attorno a tre linee guida principali. La prima consiste nel creare un sistema stabile e strutturato per la collaborazione pubblico-privato, fondato su meccanismi di finanziamento pluriennali e su standard comuni che favoriscano omogeneità di qualità tra regioni e territori. L’obiettivo è ridurre le discontinuità e rendere più prevedibile il funzionamento degli interventi.
La seconda linea guida punta a migliorare efficienza e targeting, con la semplificazione delle procedure amministrative e la priorità ai percorsi digitali per i profili più prossimi al mercato del lavoro. Il paradigma digital first serve a concentrare l’azione degli operatori dove è più necessario: sulle persone con maggiori difficoltà e bisogni complessi, ottimizzando così le risorse disponibili.
La terza linea riguarda incentivi e remunerazioni: il progetto valorizza i pagamenti orientati ai risultati, con particolare attenzione alla tenuta occupazionale nel tempo. Accanto a questo, sono previste retribuzioni legate al raggiungimento di milestone formative e a risultati intermedi per chi è più distante dal mercato del lavoro. L’intento è stimolare efficacia e responsabilità attraverso un approccio basato sui risultati.
L’evento ha visto anche gli interventi di figure chiave come Nathalie Berger, direttore dello Strumento di Sostegno Tecnico (TSI) presso la Task Force Reform and Investment (SG REFORM) della Commissione Europea, e Mark Pearson, direttore ad interim della Direzione per l’Occupazione, il Lavoro e gli Affari Sociali dell’OCSE. La presentazione si è conclusa con un invito alla collaborazione per implementare le linee guida e adattarle ai diversi contesti regionali.
Nei mesi fino all’ottobre 2026 è prevista l’elaborazione finale delle raccomandazioni e la definizione di strumenti attuativi che possano essere adottati dalle amministrazioni competenti. L’auspicio è che il nuovo modello favorisca una maggiore efficacia degli operatori del mercato del lavoro e migliori l’accesso a servizi di qualità per chi cerca occupazione.
